di D.B.
Sei pagine all’insegna dell’autocritica ma anche delle proposte per disegnare, come dice il segretario del partito Giacomo Leonelli, «un progetto di medio periodo che coinvolga tutto il territorio e che si ponga l’obiettivo di superare le criticità degli ultimi anni». Dopo qualche settimana di discussione all’interno della segreteria regionale, portata avanti con l’assessore all’ambiente Fernanda Cecchini e i sindaci, il Pd presenta un documento sul tema rifiuti che sarà il cuore della prossima riunione della Direzione, convocata per l’11 aprile. Sei pagine che da lunedì sera verranno caricate sul sito del Pd umbro e che fino al 7 aprile saranno sui tavoli dei circoli. Tutto parte dalla «necessità di affrontare in modo deciso e risolutivo le varie problematiche – è scritto nel documento – legate alla gestione dei rifiuti in Umbria», di costruire «un approccio di sistema» e dalla constatazione che il Piano rifiuti attuale «non ha prodotto i risultati proposti e ad oggi è forte la necessità di intervenire per modificare ciò che non ha funzionato».
Risorse Per quanto riguarda la differenziata, dopo la delibera della giunta che impone ai comuni l’introduzione in tempi stretti del porta a porta e di altri obbiettivi, i sindaci attraverso il documento spiegano che per centrarli servono risorse. In più si chiedono, a favore degli utenti, incentivi efficaci, forti campagne di sensibilizzazione in tutto il territorio regionale e un’impiantistica adeguata. «Più strutturali e incisive» dovrebbero essere anche le azioni per la riduzione a monte dei rifiuti, dalla sensibilizzazione dei consumatori agli accordi con la Grande distribuzione per la riduzione degli imballaggi, dall’incentivazione del vuoto a rendere all’investimento su prodotti alla spina in grado di ridurre confezioni e imballaggi. Un’autocritica viene fatta sul sistema della raccolta differenziata, a partire dalla mancanza di una «informazione semplice, chiara e omogenea e di un confronto aperto sulle difficoltà e le necessità che la popolazione incontra ogni giorno».
Raccolta Sul fronte della raccolta i sindaci chiedono di rivedere le tariffe per il conferimento in discarica, investimenti in nuove tecnologie e ulteriori incentivi. Nel documento poi si parla di un altro «punto debole» dell’intero sistema di gestione dei rifiuti, ovvero la «sovrapposizione degli obiettivi con gli strumenti». Ovvero, se l’obbiettivo è quello del recupero e del riuso dei materiali, il Pd vuol chiarire che la differenziata è solo uno strumento con cui raggiungerlo, e che quindi servono obbiettivi precisi «sulle percentuali di materiali effettivamente recuperati, o sulla diminuzione di rifiuti prodotti, invece che sulle percentuali di differenziata». Insomma, un cambio radicale riguardo alla misurazione dei risultati.
Imprese Un capitolo è dedicato anche alle imprese. Punto di partenza i rifiuti speciali, per i quali si chiede un piano regionale apposito con annessa mappatura delle attività e connesse necessità logistiche. Quanto ai materiali recuperati, intorno a essi va costruita una filiera in grado di sviluppare un’economia circolare. Anche sull’impiantistica si sottolinea la necessità di un ammodernamento e di una mappatura, rivedendo la capacità degli impianti di trattamento e di selezione a freddo dei rifiuti o il bisogno di nuova impiantistica. Tutto senza dimenticare «la logistica dei trasporti perché i costi ambientali ed economici del trasporto dei rifiuti e poi delle materie prime seconde siano i più bassi possibili», e il ruolo della neonata Auri, che dovrà essere quello di indirizzo nell’ottica di una riduzione del numero dei gestori e di un maggior controllo degli stessi.
Flamini Una strategia che non convince il segretario del Prc umbro Enrico Flamini, secondo il quale «il problema vero è che la Regione, anche sui rifiuti, non governa: siamo ancora senza un piano complessivo, moderno e all’altezza delle sfide; l’Auri e l’insieme delle cosiddette riforme istituzionali rimangono in uno stato evidente di confusione ed incertezza; le opposizioni presenti in consiglio, destre e grillini, al di là dei proclami ed evidentemente attaccati alle poltrone, non sono ancora riuscite a chiedere formalmente le dimissioni della Marini. Detto questo, sui rifiuti l’unica riforma che servirebbe, e che il Pd non farà mai, è la definizione di un nuovo piano regionale in cui prevedere in maniera certa e definitiva l’esaurimento delle discariche, l’abbandono di ogni forma di incenerimento, l’adozione della strategia “Rifiuti Zero” e la ripubblicizzazione del servizio».
Twitter @DanieleBovi
