di Daniele Bovi
Dopo la roulette dei numeri dei mesi passati, si torna a parlare dei conti della sanità umbra. Nelle scorse ore Palazzo Donini ha varato una cabina di regia che avrà l’obiettivo di monitorare da vicino l’andamento dei conti delle due Usl e delle due Aziende ospedaliere, suggerendo anche possibili azioni di efficientamento. A guidarla sarà la dirigente della Regione che si occupa dei conti della sanità; oltre a lei ci saranno anche i direttori amministrativi delle quattro aziende e, a supportarli, i responsabili degli uffici di controllo e gestione di Usl e ospedali.
Cosa farà I compiti? Monitorare in modo sistematico e preciso l’andamento della spesa, «identificare tempestivamente» scostamenti ritenuti «critici» rispetto a tetti di spesa e obiettivi programmati, supportare la Regione e le aziende con «analisi di tipo predittivo e valutativo» nonché «costruire e gestire un sistema regionale di benchmarking». La cabina dovrà dunque presidiare in modo continuo gli aggregati di spesa, cercando di intervenire tempestivamente in caso di problemi; tra gli obiettivi anche quello di usare in modo più efficiente le risorse, nonché di rafforzare trasparenza, qualità dei dati contabili e rendicontazione.
Risorse e invecchiamento Il punto di partenza è quello di una sanità – umbra ma non solo – che deve fare i conti con meno risorse rispetto a quante ne servirebbero e con un progressivo invecchiamento della popolazione. Nel 2025 il Fondo sanitario nazionale è cresciuto dell’1,6 per cento, mentre le spese del 3,6. A pesare è anche il calo demografico (oltre mille residenti in meno nel 2024) con conseguente crescita della componente anziana: «Si tratta di una dinamica demografica strutturale – scrive con una certa preoccupazione Palazzo Donini nell’atto con il quale si istituisce la cabina di regia – che solleva rilevanti interrogativi sulla sostenibilità nel breve-medio termine del sistema sanitario regionale al fine di salvaguardare il diritto alla salute».
I bilanci Quel che è certo è che anche il 2024 è stato un anno di sofferenza per le quattro aziende. Per quanto riguarda ad esempio i due ospedali più importanti della Regione, da qualche settimana sono stati approvati i bilanci di esercizio 2024: quello di Perugia ha chiuso con un “rosso” di 10,6 milioni di euro, mentre quello di Terni con uno di 5,6; cifre che tengono già conto del pacy-back sui farmaci. A pesare in generale sono stati i costi per l’acquisto di beni e servizi (in particolare farmaci, specialmente per quelli più innovativi), quelli per il personale dovuti all’applicazione del contratto nazionale, utenze e così via.
