Al centro, il presidente Eros Brega durante la conferenza stampa di oggi (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Sull’onda del «Laziogate» le indennità dei consiglieri regionali umbri (circa 6.300 euro, le più basse d’Italia) saranno, a breve, ulteriormente riviste al ribasso. A farlo capire è il presidente dell’assemblea Eros Brega che mercoledì mattina, circondato da tutto l’ufficio di presidenza, ha mostrato in un’affollata conferenza stampa tutte le voci di spesa di palazzo Cesaroni. Appuntamento convocato dopo quelle che l’Ufficio chiama «imprecisioni ed inesattezze» uscite in questi giorni sulla stampa, locale e nazionale, a proposito dei costi del Palazzo. Il taglio dei costi non si ferma però qui. Nessuno in conferenza stampa lo spiega apertamente ma tra le misure che verranno prese da qui a breve c’è la riduzione del finanziamento ai gruppi e l’abolizione dei «monogruppi» che vengono dal listino regionale, ossia quelli di Fiammetta Modena (Per l’Umbria) e Roberto Carpinelli (Marini per l’Umbria). Monogruppi finanziati con 28.800 euro ciascuno all’anno.

LA VIDEOINCHIESTA

Revisori esterni Il mandato di Brega scade alla metà del novembre prossimo ed entro quella data «rivedremo le indennità e cercheremo di incidere e restringere la parte politica dei costi». Con una consapevolezza: «Qualsiasi cosa faremo – dice – verrà comunque considerata insufficiente». Altro, spiega il presidente, non si può fare: «Ci sono dei costi incomprimibili e che non c’entrano con la politica. Di certo non posso vendere il palazzo o licenziare i 117 dipendenti e i sette dirigenti». Sulle cifre guadagnate dai consiglieri Brega dice che «se il lavoro è fatto con onestà è un parametro giusto. Comunque andrebbe trovato un parametro, tutte le Regioni dovrebbero stabilire un tetto massimo e poi adeguarsi».

I CONTRIBUTI FISSI RICEVUTI DA OGNI GRUPPO

Fatture e scontrini Tenendo a mente l’obiettivo che è quello di dare «maggiori garanzie e controlli sulle spese», Brega e tutto l’Ufficio entro 30 giorni vogliono portare a casa la riforma che prevede la certificazione esterna dei bilanci del Consiglio regionale e di tutti i gruppi da parte di tre revisori esterni, estratti a sorte dall’albo. Ad oggi i gruppi devono rendicontare le spese attraverso scontrini e fatture, il capogruppo firma e poi «eventuali controlli» spettano al Collegio dei revisori dei conti di palazzo Cesaroni. Cioè a tre consiglieri regionali. Il classico caso di controllato che coincide col controllore. Brega però si spinge oltre e punta a pubblicare online le sue spese di rappresentanza (calate dai 110 mila euro del 2010 ai 25 mila del 2012) da qui al 2015. Questo perché «il momento è difficile e la situazione lo impone».

LE INDENNITA’ DEGLI AMMINISTRATORI

Tutto online? Più restii gli altri membri dell’ufficio di presidenza. Il presidente non può imporre la pubblicazione di fatture e scontrini e così, stimolati sulla loro disponibilità, De Sio e Lignani Marchesani (Pdl) spiegano di non essere capigruppo e quindi di non poter prendere impegni. A parlare chiaramente è invece Damiano Stufara (capogruppo Prc): «Per noi non c’è alcun tipo di problema». Commentando le tabelle che riportano tutte le voci e dopo aver spiegato che «nessun consigliere ha carte di credito “del Palazzo”, se non quelle personali», Brega sostiene di «non voler dare lezioni a nessuno, ma di certo a tanti potremmo darle. Ovviamente non vogliamo applausi perché è il minimo che possiamo fare». L’Ufficio di presidenza fa notare che non si possono paragonare, come fatto dal Sole 24 Ore, i costi del Consiglio per abitante perché l’Umbria è più piccola e deve comunque sostenere «costi base incomprimibili».

IL BILANCIO TRIENNALE DEL PALAZZO CON TUTTE LE VOCI DI SPESA

I dettagli Rimandando per tutti i dettagli alle tabelle allegate all’articolo, le voci di spesa al centro del mirino sono relative a quelle dei gruppi politici: i fondi diretti ammontano a 513 mila euro nel 2010, 475 nel 2011 e 489 mila nel 2012. Cifre alle quali però vanno aggiunti i soldi sborsati per i 27 «portaborse» dei gruppi, in moltissimi casi, se non tutti, persone di fiducia dei consiglieri che non fanno parte dello staff stabile del Palazzo: 919 mila euro nel 2011 e altrettanti nel 2012. Quelle per le indennità degli amministratori passano dai sei milioni tondi del 2010 ai 4,8 del 2012, le consulenze «specializzate» da 34 mila a 5 mila euro, quelle per i sette dirigenti, sempre tra il 2010 e il 2012, da 954 mila a 879 mila euro, quelle per i cinque giornalisti da 308 mila a 314 mila e quelle per i 177 dipendenti da 3,659 milioni a 3,571.

BREGA: NEL 2015 POTREI TORNARE AL MIO LAVORO

Così tra i vari gruppi In sintesi il bilancio complessivo valeva 23,1 milioni nel 2010 e 21,2 nel 2012. Il contributo fisso annuale spettante ai gruppi è così ripartito: 144 mila euro per il Pd (13 consiglieri); 86.400 per il Pdl (7 consiglieri); 38.400 per IdV, Socialisti e Gruppo misto (due consiglieri ciascuno); 28.800 per Prc-Fds, Udc, Per L’Umbria, Lega Nord, Marini per l’Umbria (un consigliere ciascuno).

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