di D.B.
Il bilancio di previsione appena approvato dal consiglio regionale potrebbe essere illegittimo. A sostenerlo sono i consiglieri di opposizione che mercoledì hanno depositato un esposto alla procura della Repubblica di Perugia. L’oggetto dell’esposto, firmato da Lignani Marchesani, Zaffini e De Sio (Fd’I), Mantovani, Monni e Rosi (Ncd), Nevi e Valentino (Forza Italia), Cirignoni (Lega Nord) e Monacelli (Udc), è il parere del Cal (il Consiglio delle autonomie locali), obbligatorio nel caso del bilancio. «Si ipotizza la concreta possibilità – scrivono i consiglieri – che il parere sul bilancio di previsione della Regione Umbria trasmesso dal presidente del Consiglio delle autonomie locali Leopoldo Di Girolamo non sia stato mai realmente espresso dal Cal medesimo: in pratica, il presidente si sarebbe arbitrariamente ed abusivamente sostituito al Consiglio».
L’esposto Secondo la ricostruzione dell’opposizione la commissione Bilancio di palazzo Cesaroni ha ricevuto gli atti relativi al bilancio il 27 marzo e, data la mancanza del parere obbligatorio, lo sollecita. «Già il giorno successivo – scrivono ancora i consiglieri – il presidente del Cal Di Girolamo trasmette alla commissione consiliare competente detto parere, ma – e qui risiederebbe, a questo punto, una vera e propria ipotesi di falso – non risulta esserci stata alcuna riunione del Cal in questa data. Per di più, neppure in precedenza risulta esserci stata alcuna riunione del Cal con all’ordine del giorno il parere sul bilancio di revisione della Regione». Stando a quanto risulta da una ricerca che si può fare sulla sezione «Sedute» del sito del Cal, le uniche due riunioni tenute nel 2014 risultano essere infatti quelle del 6 e del 21 marzo, e in nessuno dei due casi c’è all’ordine del giorno il bilancio di previsione.
Qualcosa non quadra Nelle poche righe firmate da Di Girolamo il 28 marzo, il presidente comunica «il parere favorevole di questo Cal alla definitiva approvazione del provvedimento medesimo». «C’è evidentemente qualcosa che non quadra – è detto ancora nel comunicato dell’opposizione – e si rimette dunque alla magistratura l’esame della questione. Quello che sarebbe ancora più grave, nel caso in cui la Procura riconoscesse un qualche reato, è che tutto ciò avrebbe come protagonista una figura istituzionale di rilievo nel panorama umbro, vale a dire il Sindaco uscente della seconda città della Regione, Terni, tra l’altro nuovamente candidatosi alla guida della città».
Twitter @DanieleBovi
