Una pagina del grafico interattivo

di Ivano Porfiri

La legge elettorale con collegio unico doveva servire a formare una classe dirigente di livello regionale. Ma è stato davvero così? A guardare gli eletti, ovvero i campioni delle preferenze, in verità parrebbe che ognuno continua a pescare al suo bacino tradizionale, sconfinando solo in modo sporadico e senza grande successo. E i più bravi a capitalizzare questa guerra tra territori sono stati i ternani. Ne viene fuori così un consiglio regionale con ben 6 provenienti dalla Conca: Paparelli e Brega del Pd, Fiorelli e Liberati del M5s, Nevi di Forza Italia e Fiorini della Lega. Chi ha perso? Trasimeno, Orvietano e Spoleto. Umbria24 ha dedicato a questa analisi uno strumento multimediale, un grafico interattivo, che raccoglie tutte le preferenze dei 319 candidati e le suddivide per comune (fonte dei dati la Regione Umbria). Così si può vedere, aiutati dai colori, dove ognuno di loro ha pescato consensi.

IL GRAFICO INTERATTIVO

Il Pd polarizzato Ad esempio, prendendo la lista del Partito democratico, emerge come nel grafico di Solinas, Marchesi e Casciari il rosso di Perugia sia nettamente preponderante. Così come in quelli di Paparelli, Olivieri e Brega il verde di Terni, in quello di Barberini il tortora di Foligno e in quello di Cecchini il colore pesca di Città di Castello. Chi ha raccolto davvero un voto diffuso è la prima classificata Donatella Porzi: Perugia, Foligno, Spoleto, Cascia e Cannara (il suo paese) che tracciano la linea dell’elettorato che fa riferimento a Gianpiero Bocci. Anche Guasticchi ha un bacino variegato tra Perugia, Umbertide e Città di Castello.

Psi: duello senza confini Il duello tra i socialisti Buconi e Rometti, vinto da quest’ultimo, ad analizzare le preferenze si scopre come si sia giocato senza confini: Buconi ha raccolto molto a Perugia (sostenuto da Nilo Arcudi) e Todi (la sua città). Ma Rometti ha saputo fare meglio, perdendo la sfida a Perugia ma mettendo sul piatto della bilancia ben 594 preferenze a Città di Castello.

Nevi batte Rosi In Forza Italia la fetta perugina di voti di Maria Rosi non è bastata a contrapporsi al dominio assoluto di Raffaele Nevi a Terni e provincia (anche se le 293 preferenze a Perugia fanno pensare a un’alleanza strategica), che così si è conquistato l’unico seggio azzurro.

Lega da Nord a Sud Curiosità suscita il risultato boom della Lega Nord. E, a guardare dalle preferenze, si scopre come sono passati i tempi del piccolo feudo in Altotevere. Ora i consensi sono diffusi: Emanuele Fiorini ne prende oltre 1.500 a Terni, Valerio Mancini mille a Castello ma pesca un po’ ovunque, Stefano Pastorelli quasi 800 voti ad Assisi.

Vince Terni anche nel M5s Anche il voto del Movimento 5 stelle è molto polarizzato a livello territoriale. Tantissimi consensi a Terni per Fiorelli e Marasco, Bani pesca a Città di Castello, Carbonari a Foligno sfiora l’elezione, sfuggita solo perché il suo posto viene preso dal candidato presidente Andrea Liberati, che va a formare con Fiorelli un’accoppiata ternana.

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