I candidati della lista (foto Umbria24)

di Daniele Bovi

Prosegue con Aurelio Fabiani, candidato presidente di Casa Rossa-Partito comunista dei lavoratori, la serie di interviste (dieci domande uguali per tutti) a coloro che il 31 maggio correranno per succedere a Catiuscia Marini alla guida della Regione. In fondo alla pagina i link alle altre interviste.

L’Umbria esce sfibrata da 8 anni di crisi. Come immagina l’Umbria dei prossimi anni e quali sono i progetti chiave sui quali costruirla?

«Preferisco studiare che immaginare. Studiare come cambiare gli attuali rapporti sociali che da 35 anni attraverso politiche liberiste hanno imposto miseria a mani larghe, mentre in pochi si arricchivano speculando sulle difficoltà di tutti gli altri. In Umbria possiamo e dobbiamo fare la nostra parte per cambiare queste politiche. Una vera forza comunista è fondamentale per questo, da quando essa manca, non l’Umbria, ma i poveri e i lavoratori dell’Umbria hanno subito un vero massacro sociale. Ci vuole una svolta politica e l’unico progetto utile è unire le forze che in Umbria si oppongono a questa Europa capitalista delle banche e delle multinazionali che ci strozzano e ci rubano lavoro (Thyssen, Merloni Ims, Perugina, ecc…), a quelle delle altre regioni del nostro continente e invertire il segno delle politiche che questi cravattari ci hanno imposto dal 1980».

La Regione vive l’emergenza lavoro. Indichi un provvedimento concreto per favorire l’occupazione specificando le coperture per finanziarlo.

«L’espressione provvedimento concreto fa a cazzotti con le politiche di tagli imposte da Renzi e dall’Europa. Se non si vuole fare falsa propaganda e distribuire illusioni va detto che dentro il quadro di compatibilità finanziarie imposte alle Regioni, la sola cosa che si può fare è dirottare le poche risorse che ci hanno lasciato, comprese quelle europee, a favore dell’occupazione. Quindi tagliare consulenze e appalti clientelari e dirottare il tutto per creare lavoro. Ma la vera partita si gioca, stanando con le buone o le cattive il governo nazionale e costringerlo ad aumentare i trasferimenti alle Regioni».

Quale criteri userà nella composizione della giunta? Privilegerà gli eletti o coinvolgerà personalità esterne?

«Nessun governo sarà mai giusto se gli eletti saranno una casta e gli elettori solo spettatori. Occorre rompere i ruoli e ricomporre il rapporto tra chi è nei luoghi delle decisioni e chi ne è fuori, perciò un Governo che capisca veramente la domanda sociale che viene dai luoghi di lavoro, dai quartieri, dalle piazze è il governo fatto dagli uomini che sono nelle fabbriche, nei quartieri e nelle piazze. Nessuna delega quindi e impegno diretto».

Quale sarà il primissimo provvedimento della sua presidenza?

«Portare migliaia di lavoratori e di giovani umbri a Roma, circondare per giorni Palazzo Chigi, aprire una vertenza durissima per ottenere le risorse necessarie alla nostra gente che non deve essere truffata da false promesse ma deve sapere che solo con la lotta di tutti si può ribaltare la situazione drammatica di quasi 150.000 disoccupati e di un lavoro senza regole e che non sama le famiglie».

L’Umbria fino al 2020 avrà a disposizione le risorse, importanti, dei Fondi europei. Quali sono i suoi piani per l’utilizzo di questi soldi?

«Fondi europei per il lavoro, per il sociale, per l’agricoltura, per l’integrazione; queste risorse, quando utilizzabili devono essere accompagnate, da scelte politiche non equivoche che diano risposte ai principali problemi sociali e del lavoro. Per fare degli esempi devono essere messe accanto all’assegnazione delle terre pubbliche e incolte a cooperative di giovani, all’assegnazione di stabili e di strutture oggi inutilizzate a favore dei giovani, degli immigrati, di chi è licenziato. Ci vuole la volontà politica per dargli il segno utile ad affrontare i principali problemi della società umbra».

Indichi quali sono i provvedimenti più importanti per il settore dei trasporti. Ritiene la stazione Medioetruria strategica per lo sviluppo dell’Umbria? Cosa intende fare per l’aeroporto?

«Sono queste, la stazione TAV Medioetruria, l’aereoporto che assorbe fondamentali risorse di tutti noi, il problema trasporti per l’Umbria? che non è l’Etruria ma è l’Umbria che è per gran parte ad oriente del Tevere. No! il problema trasporti per gli umbri è un altro e riguarda gli umbri non i viaggi d’affari. La verità è che con la E45 autostrada gli umbri saranno più isolati perché sarà rubata loro una arteria che collega molte nostre città, da Terni a Città di Castello. Con la privatizzazione del trasporto pubblico regionale su gomma, non solo i servizi sono stati tagliati in misura ancora maggiore, ma le logiche commerciali stanno prendendo il sopravvento totale, con le tratte che saranno garantite solo là dove c’è un utenza numerosa che dà profitto. Dove non conviene, alla faccia della natura solidaristica e di servizio pubblico del trasporto ci saranno solo tagli e intere zone della Regione saranno tagliate fuori. Con queste scelte gli umbri sono isolati dagli umbri, quello che è strategico è ribaltare queste decisioni».

La sanità assorbe il 70 per cento del bilancio regionale. Quali sono le tre priorità e i tre provvedimenti più importanti che intende adottare?

«Riportare nella sfera pubblica i servizi esternalizzati e affidati ai privati che hanno aumentato la spesa invece che diminuirla, assumendo il personale che vi lavora, dagli OSS ai medici. Abolire i ticket per le fasce sociali medio basse, cancellando così le liste di attesa e il gioco sporco che sposta in maniera massiccia l’utenza popolare verso le strutture private facendo della salute una merce sempre più appetibile».

A proposito di trasparenza e partecipazione democratica la Regione ha ancora molto da fare. Cosa intende fare riguardo questi due capitoli?

«Come si fa a parlare di partecipazione democratica se il Consiglio Regionale viene eletto con una legge che più antidemocratica non si può nell’attuale fase politica. Il vizio è all’origine, ogni iniziativa che parta da un governo che non sia dei lavoratori e che non veda perciò al centro una forza comunista come la nostra non può essere altro che lo schermo che nasconde la verità di un governo eletto anti democraticamente e rappresentativo di meno del 25 % della popolazione, la piccola parte che ne godrà i favori, piccoli o grandi che siano».

Intende dare vita ad un processo di revisione della spesa magari sollecitando il consiglio all’istituzione di una commissione apposita?

«Occorre dire basta col sistema clientelare e affaristico di tradizione massonica, che si sostanzia nello scambio di favori. Appalti ai privati, consulenze esterne (più di mille in Regione) è ciò che va rovesciato. Stanno qui le ragioni del drenaggio delinquenziale e affaristico delle risorse pubbliche. Non serve una commissione ma un governo che rompa con queste pratiche clientelari e massoniche».

Chiusura del ciclo dei rifiuti: intende proseguire con la produzione di Css? Quali sono i tre provvedimenti più importanti in materia ambientale?

«Sui rifiuti la differenziata è la sola via da seguire. Fermare le cosiddette grandi opere, in realtà lo strumento principale attraverso il quale il territorio diventa materia di profitto. L’Umbria non dovrà essere l’utero in affitto degli speculatori che vogliono guadagnare con le tariffe autostradali, con il metanodotto che porterà il gas nel Nord Europa, con le stazioni TAV. Fermare la cementificazione con un piano che salvaguardi la Regione dall’aggressione degli appaltatori e dei loro amici politici è la scelta giusta».

Twitter @DanieleBovi

L’INTERVISTA A MICHELE VECCHIETTI
L’INTERVISTA AD AMATO JOHN DE PAULIS

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