Al centro Vecchietti e Brutti (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

In fondo alla strada che li ha portati a scegliere un orizzonte diverso da quello del centrosinistra, dentro il quale sono stati per lunghi anni, c’è la figura di Michele Vecchietti, 34enne precario ternano scelto come portabandiera da L’Altra Umbria È lui il candidato presidente che l’Italia dei valori ha deciso di appoggiare in vista delle regionali del 31 maggio. L’ufficializzazione di quello che pareva un approdo naturale per gli ex dipietristi, è arrivata venerdì mattina a Perugia con una conferenza stampa alla quale, oltre allo stesso Vecchietti, ha partecipato il consigliere regionale uscente Paolo Brutti.

Errori «Progressivamente – ha detto – nel corso del tempo abbiamo preso le distanze dal centrosinistra e da Catiuscia Marini. Una giunta, la sua, che ha solo gestito l’esistente senza fare innovazione». La lista di errori che Brutti fa è molto lunga e contiene la «sottovalutazione della disoccupazione», l’eccessiva «frammentazione dei fondi UE, dispersi in mille rivoli e che hanno generato pochissimi posti di lavoro», una riforma endoregionale «completamente fallita» mentre per quanto riguarda le infrastrutture, «c’è stato impegno solo per realizzare la E45, salvo tirarsi indietro dopo quanto è successo». E poi ancora «le pochissime risorse» messe per le politiche a salvaguardia del territorio e la scelta di produrre il Css («oggi le cementerie lo bruciano prendendolo dalla Toscana»).

Cambiamento Brutti non risparmia neppure la vicenda Ast: «La Marini – ha detto – ha lavorato per svenderla». Pollice giù anche per quanto riguarda la sanità perché «se i conti sono a posto lo sono perché sono stati ridotti i servizi». Di fronte a questo quadro «è arrivato il momento del cambiamento. Mi rivolgo a tutti coloro che vorrebbero rimanere a casa: se non venite a votare lasciate le cose esattamente come sono oggi». E di sicuro l’alternativa non può essere rappresentata da un centrodestra «che è stato lo sgabello e lo zerbino della Marini». Brutti non si candiderà ma l’Idv piazzerà i suoi uomini all’interno della lista che si chiamerà «L’Umbria per un’altra Europa». «Entreremo con le nostre forze – ha assicurato Brutti -, con persone della società civile che daranno l’idea del cambiamento».

Nuova casa Brutti vede questa operazione come la posa della prima pietra di una nuova casa per la sinistra umbra, aperta a quelli che sono alla sinistra di Renzi: «Anche loro – dice – dovranno rendersi conto che dentro il Pd per loro non c’è spazio mentre qui c’è una casa pronta ad accoglierli». E a fare gli onori di casa, almeno nelle intenzioni, dovrebbe essere qualcuno eletto in consiglio regionale. L’obiettivo non sarà facile da centrare. Secondo le simulazioni fatte sulla base della legge elettorale infatti, a Vecchietti e soci potrebbe non bastare neppure il 7 o l’8 per cento. Da parte sua però il candidato presidente guarda anche più in là del 31 maggio: «Bisogna aggregare le forze della sinistra – ha detto – che si pongono il tema dell’alternativa, costruire un orizzonte di senso nuovo».

Possiamo? Alla conferenza stampa non era presente Rita Castellani, da poco uscita dal Pd (sponda Civati) per fondare Possiamo. Pareva lei, nei giorni scorsi, il possibile candidato di quest’area e in teoria la sua lista avrebbe dovuto appoggiare Vecchietti. Poi qualcosa non ha funzionato. «Con loro – assicurano Brutti e Vecchietti – ci sono forti sintonie a livello programmatico e politico anche se non c’è convergenza elettorale».

Twitter @DanieleBovi

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