di Daniele Bovi
Sono almeno tre, con alcune variabili, le possibilità che l’elettore umbro si troverà di fronte durante la giornata del 31 maggio, quando oltre 707 mila persone sono chiamate ad eleggere il nuovo presidente della Regione e i membri (venti e non più trenta) dell’assemblea legislativa. L’elettore, così come si può vedere dal facsimile della scheda elettorale pubblicato nei giorni scorsi, troverà nomi e cognomi degli otto candidati presidenti in un rettangolo, con a fianco il o i simboli delle liste che lo appoggiano; accanto a queste ultime poi ci sono due righe dove si possono scrivere il nome di un candidato consigliere al quale dare la preferenza.
TUTTI I 319 CANDIDATI
SPOT: COME SI VOTA
Le opzioni Candidati e liste saranno oggetto di due conteggi differenti: dalle 23 del 31 maggio lo spoglio inizierà dai voti ottenuti dai primi, poi si passerà ai partiti e infine alle preferenze. Stando al testo della nuova contestatissima legge elettorale umbra, la prima opzione è quella di tracciare una X solo sul nome del candidato presidente. In questo caso il voto verrà esteso anche alla lista o alle liste che appoggiano il candidato presidente. Il riparto dei seggi infatti (altro punto contestato) non avviene attraverso in base ai voti presi dai partiti ma a quelli ottenuti dai candidati presidenti. Per fare un esempio concreto, se si barrasse solo il nome di Claudio Ricci, il voto verrebbe esteso anche alla coalizione di centrodestra ma senza essere attribuito a nessun partito in particolare.
LA NUOVA (CONTESTATA) LEGGE ELETTORALE
IL FACSIMILE DELLA SCHEDA, IN 707 MILA ALLE URNE
La guida L’elettore può anche tracciare un segno sul nome del candidato presidente e sul simbolo di una lista che lo appoggia, e in questo caso non ci sono dubbi a proposito dell’assegnazione del voto. Un’altra possibilità è fare un segno solo su un simbolo di una lista e, in questo modo, il voto viene esteso anche al candidato presidente. La legge poi introduce la doppia preferenza di genere: il 31 maggio si potrà infatti scrivere il nome di un solo candidato oppure di due, a condizione che una preferenza sia espressa a favore di un candidato di sesso diverso, altrimenti la seconda preferenza sarà annullata. Insomma, votare due donne o due uomini non è possibile, pena la cancellazione del secondo nome.
GRAFICI E MAPPE INTERATTIVE: CHI SONO I 319 CANDIDATI
Niente disgiunto Se l’elettore poi scrivesse solo il nome di un candidato (o di due) senza barrare né il simbolo né il candidato presidente, il voto verrebbe però automaticamente attribuito anche a questi due. La nuova legge inoltre vieta il voto disgiunto, negando quindi la possibilità di tracciare una X sul nome di un candidato presidente e una sul simbolo di una lista (magari con tanto di preferenza) che non lo appoggia. Chi lo farà, si vedrà annullare il voto. Idem per chi sceglierà di barrare due simboli di due partiti collegati a candidati differenti. Nel caso dei sostenitori di Claudio Ricci o Catiuscia Marini, cioè gli unici due candidati appoggiati da coalizioni, occhio a quante X si fanno sui simboli: nel caso un elettore barrasse, ad esempio, FI e Lega, oppure Pd e Psi (magari esprimendo pure preferenze) il voto non sarebbe nullo ma sarebbe attribuito solo ed esclusivamente al candidato presidente.
Twitter @DanieleBovi
