Un elettore al seggio (archivio U24)

di Daniele Bovi

Un’astensione che, rispetto alle europee del 2014, colpisce in modo pressoché uguale i tre principali partiti, ovvero Pd, M5S e Forza Italia; elettori che, nel caso del Pd, in particolare hanno deciso di rimanere a casa o di votare Lega o Cinque stelle. Camicie verdi che hanno triplicato i voti in Umbria rispetto alle regionali di 5 anni fa e che guadagnano oltre 11 punti in confronto alle europee dell’anno scorso, e che strappano elettori ai tre principali partiti convincendone altri a non andare al mare; un Ricci che, tra i tre principali candidati alla presidenza della Regione, rappresenta il vero valore aggiunto delle rispettive coalizioni.

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ANALISI DEL VOTO

L’analisi Leggendo i numeri dei flussi elettorali elaborati dall’istituto Swg è questo lo scenario che il voto di domenica consegna ai partiti umbri. «Il voto in Umbria – spiega Swg nel suo report – segnala un forte calo di Forza Italia e del Movimento di Grillo», che nella regione centra il secondo peggior risultato tra le sette regioni andate al voto (in Toscana hanno conquistato l’11,8 per cento). Poi c’è la diminuzione del Pd, sia rispetto alle europee sia alle regionali di 5 anni fa. Il M5S passa dai 90 mila voti raccolti nel 2014 a 51 mila, FI ne esce dimezzata (da 66 a 30 mila) mentre la Lega passa da 11 mila a 49 mila. Ben 103 mila poi i consensi lasciati per strada dal Pd rispetto al boom (49 per cento) delle europee).

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I numeri Dai numeri si capisce che molti degli elettori (il 6 per cento) che nel 2014 hanno scelto il partito di Renzi domenica sono andati al mare o sono rimasti a casa, mentre il 2,4 per cento ha votato Lega e il 3,7 per cento il Movimento. Il che conferma l’analisi del voto 2014, ovvero la capacità di Renzi, anche in Umbria, di strappare voti agli altri partiti e di convincere gli astenuti. Un effetto Renzi che stavolta non c’è stato. Quanto alla Lega, domenica il 3 per cento di quelli che alle europee avevano scelto FI stavolta hanno votato Salvini, mentre il 2,5 per cento arriva dal M5S, il 2,4 per cento dal Pd e il 3,7 per cento dall’astensione. Insomma, c’è una fetta non trascurabile di elettorato ben attento a temi come sicurezza e immigrazione, due problemi cavalcati da forze come Lega e FdI che in Umbria hanno ottenuto un ottimo risultato.

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Astensione E se il Pd, nazionale e umbro, vuole parlare anche a loro dovrà dire qualcosa in più (e di diverso?) agli elettori rispetto a quanto detto fino a ora. Altro tema è quello dell’astensione, come mostra il grafico di Umbria24 in costante calo per quanto riguarda le regionali dal 1990. Domenica si è registrata un’altra flessione e, anche se non c’è stato il temuto tracollo sul modello Emilia, il tema di come tornare a parlare a queste persone è centrale per i partiti. Rispetto alle europee 2014, Swg indica che ha disertato le urne il 18 per cento degli elettori del Pd, il 15 per cento di quelli di FI, il 12 per cento di quelli della Lega e il 17 per cento di quelli del M5S; una percentuale che sale al 28 per cento per quanto riguarda tutti gli altri partiti. Da ultimo Swg si concentra sulla performance dei candidati rispetto alle loro coalizioni. Ricci (+8 per cento) è quello che è stato in grado di esercitare maggiore capacità attrattiva rispetto a Marini (+4 per cento) e Liberati (+3 per cento).

Twitter @DanieleBovi

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