di Iv. Por.

Il dibattito sul reddito di cittadinanza in salsa regionale comincia a farsi interessante. Nelle scorse settimane, la proposta del Movimento 5 stelle aveva raccolto aperture da frange del centrodestra: Marco Squarta dei Fratelli d’Italia prima e Raffaele Nevi di Forza Italia poi, mentre la Lega Nord ha detto no. Ma per l’approvazione della mozione il traguardo in consiglio regionale restava ben lontano. Ora, però, segnali positivi arrivano direttamente dal Pd, partito di maggioranza relativa.

Fase di studio E’ Giacomo Leonelli, presidente del gruppo del Partito democratico a Palazzo Cesaroni, ad aprire al dialogo. «Già con il mio intervento di insediamento – rammenta Giacomo Leonelli – ebbi modo di dire che il Partito democratico non avrebbe dovuto chiudersi aprioristicamente alle proposte delle minoranze. Per questo motivo il gruppo del Pd ha ritenuto giusto, oggi, aprire ad una fase di studio della proposta di introdurre misure di sostegno al reddito su base regionale, sulla falsariga di quanto già è stato fatto dalla Regione Friuli–Venezia Giulia, guidata dalla presidente Debora Serracchiani».

Tre mesi per decidere «La crisi in questi anni ha fatto molto male all’Umbria – prosegue Leonelli – e il Pd non può sottrarsi al trovare delle risposte rispetto ai problemi posti dall’indigenza di molti cittadini. Personalmente, rimango perplesso rispetto ad una misura universalistica, che, dando qualcosa a tutti in un momento di contrazione delle risorse rischia di sottrarre risorse a chi ne ha davvero bisogno, rischiando di ingenerare iniquità, e che è poi anche praticamente impossibile da sostenere. Pur tuttavia è ormai diventato necessario dare una risposta a quei cittadini umbri in grosse difficoltà economiche, a cominciare da quel 7% di essi che sono al di sotto della soglia di povertà, come segnalato dal dato 2013 dell’Istat. Per questi motivi – conclude Giacomo Leonelli – ho proposto di avviare un percorso di verifica in Commissione della fattibilità dell’introduzione in Umbria di misure di sostegno al reddito, che si concluda entro un tempo ragionevolmente breve, diciamo tre mesi, utile a “fotografare” al meglio la situazione per fasce di reddito, di età, aree del territorio e quant’altro, così da mettere a punto una misura, economicamente sostenibile ed efficace, che sostenga il reddito delle persone più in difficoltà».

Stati Generali della Sinistra Intanto la Sinistra del Partito democratico dell’Umbria ha presentato il proprio programma di lavoro per i prossimi mesi, ovvero il percorso verso gli “Stati Generali della Sinistra Umbra”, La necessità viene imposta dalla «fortissima regressione, vista in questi ultimi anni, della partecipazione dal basso agli appuntamenti politici. La Sinistra del Pd dell’Umbria – si legge in una nota – vuole far reincontrare i cittadini con la politica, far incontrare la società umbra con i temi politici principali, quelli ipotizzati come priorità per l’Umbria e per il Paese».

Il calendario: arriva Speranza Il percorso parte con l’incontro di giovedì 17 con Roberto Speranza e proseguirà la prossima settimana con gli appuntamenti previsti a Casa del Diavolo (Perugia) da giovedì 25 a domenica 27 settembre, in cui si parlerà del futuro della sinistra con Alfredo D’Attore e Francesco Laforgi; del futuro dell’Umbria con i Consiglieri Regionali Biancarelli, Chiaccheroni, Rometti e Solinas. Il tema delle riforme, particolarmente attuale quella del Senato, sarà trattato da Miguel Gotor e Vannino Chiti; mentre una riflessione sul Pd sarà svolta da Nico Stumpo e Andrea De Maria.

PROGRAMMA CASA DEL DIAVOLO

Bersani, Cuperlo, D’Alema Per i prossimi mesi è stato progettato un percorso molto ambizioso di dodici seminari, per definire temi, identità politica e programmatica della Sinistra umbra, affiancato da incontri con esponenti nazionali come Bersani, Cuperlo, D’Alema. Quindi «la Sinistra Umbra riparte dall’iniziativa politica, aprendo sui territori una discussione che deve essere ampia e partecipata, perché questo partito deve tornare a discutere tra la gente, e farlo discutendo nel merito, per dare una identità chiara al Partito Democratico e dare rappresentanza vera alle donne a gli uomini della sinistra di questa Regione e di questo Paese».

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