Franco Marini

di Ivano Porfiri e Daniele Bovi

Nel caos del post prima chiama per l’elezione del Presidente della Repubblica c’è chi dà Franco Marini (che ha ottenuto 521 voti) già per «morto». Tra una riunione e l’altra, Umbria24 fa una panoramica sui «Grandi elettori» umbri. Tra loro, Catiuscia Marini fa sapere di aver votato per Franco Marini.

Verini lancia Cassese Il veltroniano Walter Verini lancia la candidatura di Sabino Cassese. «Secondo me – ha detto a La7 – avrebbe un profilo perfetto: sarebbe stato e sarebbe ancora un modo per sintonizzarsi con il paese dopo aver dato l’impressione di una separazione, tra l’idea di dare un senso di autorevolezza e compattezza e l’idea di uno sguardo rivolto al futuro anziché al passato». Secondo Verini, anche se non ha nulla contro l’autorevolezza di Marini, «il Pd ha applicato un metodo giusto per l’individuazione del candidato da sostenere, ma ha sbagliato il profilo della scelta. Anche sulla base dell’esito del voto possiamo ribadire ancora una volta, che occorreva dare un segnale utile a cambiare pagina; una candidatura che non portasse a divisioni interne ma soprattutto un profilo di grande spessore etico e istituzionale che potesse essere in sintonia con il Paese».

Brega: «Parlamento spaccato» Il presidente del consiglio regionale Eros Brega ha votato Franco Marini. «Cosa succederà ora non lo so e non credo sia facile uscire da questo stallo. La verità è che il Parlamento è spaccato, il che rispecchia l’esito del voto di febbraio». Quanto al Pd «se si fanno i conti tanti non hanno votato Marini però c’è da dire che non si può eleggere un presidente della Repubblica sul web, altrimenti meglio fare una scelta una volta per tutti per un’elezione diretta. Io credo serva responsabilità e auspico che si arrivi a un nome che compatti il più possibili il paese e anche il centrosinistra».

Cardinali: «Ascoltare anche la base» Cardinali: Non svela per chi ha votato la senatrice Valeria Cardinali, secondo la quale la situazione «è complicata». «Andremo alla seconda e terza votazione – dice a Umbria24 – votando scheda bianca. Da una parte serve un nome che deve portare a dialogare anche con gli altri. Visto che stiamo parlando del presidente della Repubblica e non del premier, un dialogo con il Pdl bisogna portarlo avanti e questo non significa inciuciare. Dall’altra non è però possibile far finta che fuori la nostra base non ci stia dicendo nulla. Speriamo che una riflessione in più a questo punto possa aiutarci a ritrovare un clima migliore». Il clima all’interno del partito è teso, specialmente dopo la riunione di mercoledì sera «condotta male».

Giulietti: clima difficile «Mi faccia mantenere un minimo di riservatezza sul voto» spiega dal suo scranno il neo-deputato Giampiero Giulietti mentre, in sottofondo, continua la litania della chiama. «Speriamo – commenta – di arrivare alla quarta votazione con un candidato condiviso. Prodi? In un clima di questo tipo è difficile, ogni figura rischia la stessa sorte di Franco Marini. Di certo ora serve un candidato più in sintonia con la nostra gente. Tra stasera e domattina ci sarà un’altra riunione dei gruppi parlamentari e vedremo cosa succederà».

Rossi (Pdl): noi compatti, loro divisi Luciano Rossi e Alfredo Mantovani, grandi elettori del Pdl confermano la compattezza del partito sul nome di Marini alla prima chiama. «Per la seconda abbiamo votato scheda bianca – spiega Rossi – poi vedremo cosa accadrà. Certo, il segretario del Pd si era esposto su un nome, che noi abbiamo apprezzato, ma sono venute fuori tutte le loro divisioni. Speriamo che la notte porti consiglio. Noi aspettiamo le decisioni del presidente Berlusconi e del gruppo dirigente, ci atterremo a quelle, augurandoci che si esca da un’impasse che fa male al paese».

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