di Daniele Bovi
Bacchetta magica, o quasi. Dalle elezioni del 4 marzo sono passati poco più di sette mesi ma, a giudicare dai sorrisi e dagli abbracci, sembrano essere trascorsi sette anni. Dopo i missili lanciati dal Psi umbro verso la sede del Pd per il mancato schieramento di un loro uomo tra le fila dei candidati alle politiche – con tanto di de profundis per la coalizione – i due partiti chiave del centrosinistra tornano insieme, soprattutto in vista del complicato appuntamento delle amministrative di maggio.
La presentazione Questa mattina nella sede del consiglio regionale è stata presentata la candidatura di Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello, alla presidenza della Provincia di Perugia; le elezioni indirette (alle urne andranno 831 tra sindaci e consiglieri di 59 comuni) ci saranno il 31 ottobre e Bacchetta, secondo i calcoli resi complicati dalla ponderazione del voto, parte in leggero vantaggio contro lo sfidante Fabrizio Gareggia, il sindaco di Cannara sul quale punta il centrodestra. Accanto a Bacchetta Carlotta Caponi, segretario del Psi perugino e Leonardo Miccioni (segretario del Pd provinciale), mentre in sala ci sono i big socialisti come Silvano Rometti e Roberto Bertini, i dem Gianfranco Chiacchieroni, Marco Vinicio Guasticchi ed Emanuela Mori.
BACCHETTA PARTE IN LEGGERO VANTAGGIO
Miccioni «Abbiamo scelto il migliore – dice Miccioni – un esempio di buona amministrazione e il sindaco di una grande città». La candidatura di Bacchetta è però anche «un segnale politico: rilanciamo – spiega il segretario dem – il tema della coalizione di centrosinistra, che deve ripartire da ciò che esiste e che deve guardare al futuro, allargandosi a tutte le forze che non sono a questo tavolo». A sostenere la corsa del sindaco di Castello non saranno, negli auspici di Miccioni, «solo Pd e Psi ma anche Leu, tutte le civiche di centrosinistra e in generale i consiglieri che si sentono alternativi al governo attuale. Il nostro mandato sarà quello di sfidare il governo in carica sul ruolo che vuole dare a Comuni e Province. Da loro non arriva una parola sugli enti locali, che senza risorse sono difficili da governare».
Bacchetta Dalla sua Bacchetta non nasconde di aver avuto «molte perplessità». «Non sono così presuntuoso da pensare di essere il migliore – dice – ma rappresento la terza città della provincia e la candidatura era quasi inevitabile. Ho accettato perché è fondamentale spendersi in una battaglia come questa». Il sindaco ha ricordato le due funzioni più importanti rimaste in capo alle Province, cioè viabilità ed edilizia scolastica, per le quali ha chiesto risorse economiche: «Sono queste – attacca – a essere state abolite. Sarà quella per ottenerle la grande battaglia da fare». Bacchetta punta a ridare un ruolo politico all’ente, «che non può rimanere in mezzo al guado: anche a livello nazionale il problema va affrontato. Nel corso di questa breve campagna elettorale incontrerò il maggior numero possibile di sindaci e consiglieri, con i Comuni bisogna raccordarsi per fare massa d’urto e poter svolgere le funzioni».
Caponi Per Caponi, Bacchetta «come sindaco e amministratore della terza città dell’Umbria ha portato risultati eccellenti». La sua candidatura è «il risultato di una serie di incontri di coalizione che hanno messo da parte le ultime frizioni. Ha accettato perché è stata la coalizione a chiederglielo, lui non ha bisogno di vetrine»; quanto al Pd, è stato «aperto a rilanciare il legame con il Psi puntando quindi sulla migliore scelta possibile e senza veti. Abbiamo vissuto momenti bui a causa di comportamenti volutamente predominanti e scarso pluralismo, e nonostante le premesse poco rosee abbiamo deciso di scrivere una nuova storia, senza personalismi».
Twitter @DanieleBovi
