A Perugia prevale il centrosinistra, a Terni il vincitore si saprà lunedì mattina la composizione del nuovo consiglio provinciale. A Palazzo Bazzani, sede dell’ente ternano, si è votato anche per la scelta del nuovo presidente del collegio, visto che Leopoldo Di Girolamo ha lasciato il suo incarico per dedicarsi a quello di primo cittadino ternano.
TERNI, LATTANZI: «ECCO LE PRIORITA’»
Perugia: vince il centrosinistra Con il 69,3% il centrosinistra si riconferma in maggioranza in Consiglio provinciale di Perugia con la lista “Provincia Democratica Riformista”, mentre il centrodestra con “Provincia Libera” si ferma al 30,7%. Dei dodici consiglieri provinciali in totale, 9 saranno di centrosinistra e tre di centrodestra. Entrando nel dettaglio dei voti, la lista di centrosinistra ha ottenuto 408 voti assoluti, che corrispondono a 50.845 voti ponderati che in percentuale sono il 69,3%. “Provincia libera” ha totalizzato 130 voti assoluti, che corrispondono a 22.564 voti ponderati, tradotti in percentuale sono il 30,7%. Le schede bianche sono state 4, le nulle 23 per un totale di 538 voti validi.
Terni: ecco il consiglio Il consiglio ternano sarà così composto: ‘Democratici, progressisti e riformisti per la nuova area vasta di Terni’ 203 voti e 8 consiglieri: Renato Bartolini 20 voti (consigliere Terni), Giuseppe Germani 36 voti (sindaco di Orvieto), Leonardo Grimani 15 voti (sindaco di San Gemini), Federico Novelli 27 voti (consigliere Narni), Valdimiro Orsini 26 voti (consigliere Terni), Sandro Piccinini 5 voti (consigliere Terni), Marco Rosati 13 voti (consigliere Giove), Sandro Spaccasassi 40 voti (vice sindaco Calvi dell’Umbria); “Provincia Civica” (54 voti) – 2 consiglieri: Francesca Fiorucci 21 voti (consigliera Calvi dell’Umbria), Leonardo Pimpinelli 19 voti (consigliere Amelia). La lista “Progetto Civico” (33 voti) non ha ottenuto consiglieri.
SOCIALISTI: SCONTRO ROMETTI-ARCUDI
Il presidente a Terni Giampiero Lattanzi, sindaco di Guardea, è stato eletto presidente della Provincia di Terni con il 71,1 per cento delle preferenze. Il risultato è stato reso noto lunedì mattina appena terminato lo scrutinio per le elezioni provinciali, relativo al presidente, ed iniziato alle 8 a Palazzo Bazzani. L’altra candidata, Laura Pernazza, sindaca di Amelia, ha ottenuto il 28,9 per cento. Ora attesa per lo scrutinio per il Consiglio provinciale.
Perugia: affluenza del 67,7% I seggi si erano chiusi alle 20 con il 69,7% di affluenza. In totale erano 809 gli aventi diritto al voto, tra sindaci dei Comuni della provincia di Perugia e i consiglieri comunali e in 565 si sono presentati al Capitini per esprimere il loro voto. I voti espressi saranno ponderati sulla base del numero di abitanti di ogni comune. Nello scorso appuntamento elettorale di due anni fa, avevano votato in 697.
Terni: ha votato il 72% Si sono chiuse alle 20 le urne anche a Terni per l’elezione del presidente della Provincia e del Consiglio provinciale. La percentuale di votanti finale si è attestata al 72,86 per cento. Hanno infatti votato 298 aventi diritto su 409 complessivi. L’affluenza a mezzogiorno era stata del 36,67 per cento, alle 16 del 51,34. Guardea, Avigliano Umbro, Calvi dell’Umbria, Giove e Otricoli sono i comuni in cui hanno votato tutti i consiglieri e i sindaci. Per quanto riguarda i Comuni più grandi, per il Comune di Terni non hanno votato solo i consiglieri Cinquestelle, a Narni è mancato solo un consigliere, a Orvieto due, ad Amelia tre. Baschi e Montegabbione i Comuni che hanno votato di meno. Lo spoglio elettorale inizierà domani mattina, lunedì 9 gennaio, a partire dalle 8.
I numeri Sono 38 i consigli provinciali in tutta Italia che verranno rinnovati: in due casi, Grosseto e Terni, si andrà anche alla scelta del presidente della Provincia. Per altre sei Province invece le urne si apriranno tra il 9 e il 29 gennaio, mentre in altri 27 enti si è già votato tra settembre e dicembre. Il numero totale di consiglieri che saranno eletti è 458; a votarli saranno in tutto 29.297 sindaci e consiglieri comunali dei 2.427 comuni delle province interessate.
A Perugia Nel capoluogo di regione due liste in corsa: Provincia Libera di centrodestra e Provincia democratica riformista di centrosinistra. In tutto 12 i seggi da assegnare. Partendo dal centrosinistra, i candidati sono 12: Domenico Barone (consigliere del Comune di Spello), Roberto Bertini (Marsciano), nome sul quale il Psi perugino è andato in pezzi, Erika Borghesi (Perugia) che ha creato qualche mal di pancia in casa dem, Maria Pia Bruscolotti (sindaco di Massa Martana), Stefano Ciuffini (Bettona), Mario Damiani (Deruta), Gino Emili (sindaco del Comune di Cascia), Roberto Ferricelli (sindaco del Comune di Piegaro), Paolo Fratini (sindaco del Comune di San Giustino), Federico Masciolini (consigliere del Comune di Assisi), Massimiliano Presciutti (sindaco del Comune di Gualdo Tadino) e Jacopo Solfati (consigliere del Comune di Trevi); gli uscenti sono Bruscolotti, Bertini, Ferricelli, Borghesi, Emili e Fratini e nella lista entrano dunque territori come Deruta, Bettona, Assisi, Trevi e Gualdo.
Centrodestra Per il centrodestra invece sono sei i candidati: Elisa Cacciamani (consigliere del Comune di Nocera Umbra), Virginio Caparvi (Nocera Umbra), Riccardo Meloni (Foligno), Silvia Minelli (Gualdo Tadino), Enea Paladino (Citerna) e Massimo Perari (Perugia). Un centrodestra che dunque, anche se vincesse, non avrebbe la maggioranza dato che i seggi in tutto sono dodici e che, come noto, il presidente Mismetti è un membro del Pd. La squadra degli scontenti, visti i territori rimasti fuori dalla lista fatta dalle segreterie dei tre principali partiti di centrodestra, è ampia. Gli unici due confermati sono Perari e Paladino e fuori rimangono dunque lo spoletino Panfili e il tuderte Floriano Pizzichini, che da qualche tempo ha lanciato la sua candidatura a sindaco. In ballo nei giorni passati c’è stata la possibilità di una seconda lista proprio in contrapposizione ai nomi di cui sopra, ma alla fine tutto è tramontato.
A Terni A Palazzo Bazzani il seggio aprirà alle 8 di domenica in sala del consiglio e chiuderà alle 20, mentre lo scrutinio si svolgerà lunedì 9 gennaio a partire dalle 8. Si tratta di elezioni di secondo livello che danno diritto di voto attivo e passivo a sindaci e consiglieri comunali dei trentatre Comuni della provincia di Terni. Può essere eletto presidente uno dei sindaci in carica ed il cui mandato non scada prima dell’8 luglio 2018. A consiglieri possono invece essere eletti i sindaci e i consiglieri comunali in carica alla data del 19 dicembre 2016.
I candidati a Terni Due i candidati a presidente: Giampiero Lattanzi, sindaco di Guardea, e Laura Pernazza, sindaca di Amelia. Tre invece le liste per il consiglio provinciale. In ordine cronologico di presentazione: Provincia Civica, con candidati Mario Canneori (consigliere Montecchio), Francesco Maria Ferranti (consigliere Terni), Francesca Fiorucci (Calvi dell’Umbria), Riccardo Nucci (San Venanzo), Leonardo Pimpinelli (Amelia); Progetto Civico, con candidati Sabina Accorroni (Montecastrilli), Alessandro Fani (Otricoli), Stefano Olimpieri (Orvieto), Gianpaolo Paglialunga (vice sindaco di Castel Giorgio), Nicola Zappitello (Castel Viscardo); Democratici, progressisti e riformisti per la nuova area vasta di Terni, con candidati: Renato Bartolini (Terni), Elisabetta Corbucci (Stroncone), Giuseppe Germani (sindaco di Orvieto), Leonardo Grimani (sindaco di San Gemini), Federico Novelli (consigliere Narni), Valdimiro Orsini (Terni), Sandro Piccinini (Terni), Marco Rosati (Giove), Sandro Spaccasassi (vice sindaco Calvi dell’Umbria), Isabella Tedeschini (assessora Parrano).
C’è chi boicotta Tante le critiche sollevate per queste elezioni di secondo livello e c’è chi le boicotta, come Rifondazione comunista. Il segretario Enrico Flamini spiega: «Non parteciperemo a questa farsa. Le elezioni cadono all’indomani della sonora bocciatura inferta al governo Renzi dai cittadini al referendum. L’unica cosa certa è quindi che, nonostante le importanti funzioni che le province continuano ad avere, i cittadini non possono più votare per i propri rappresentanti. Basti pensare alla situazione del terremoto, della viabilità e delle scuole. Siamo oramai al caos istituzionale. In tutto questo la Regione dell’Umbria, la presidente Marini, la sua giunta e la maggioranza che la sostiene hanno delle responsabilità enormi, in primis quelle di non aver mosso un dito con il governo per evitare questo disastro».
