di Dan. Bo.
Duecento persone, per la precisione 197, ma alla fine saranno anche di più. Tanti saranno i dipendenti in uscita dalle Province di Perugia e Terni che entreranno in forza alla Regione o in uno dei suoi enti o agenzie strumentali. A fare il conto è il neo-assessore alle Riforme Antonio Bartolini che, come gli altri colleghi, lunedì mattina ha partecipato alla seduta di insediamento della nuova giunta regionale. Tra i punti all’ordine del giorno, come annunciato venerdì dopo la conferenza stampa di Nando Mismetti in cui il presidente ha annunciato che il bilancio di previsione non sarebbe stato adottato, proprio il tema del riordino istituzionale. «Le analisi e le verifiche effettuate sul fronte delle risorse finanziarie e dello svolgimento delle funzioni da riaccorpare a quelle regionali – dice Bartolini – fa emergere un quadro di riferimento per il trasferimento di 150 unità di personale, per un costo di circa 6,5 milioni di euro».
Spostamenti Oltre a questi 150 posti ne vanno aggiunti altri 43 relativi alla disponibilità data da Adisu, Arpa, Aur, Aziende Ospedaliere e Asl e Istituto zooprofilattico; altri 4 lavoratori inoltre verranno assorbiti dal consiglio regionale. C’è poi tutta la partita legata ai centri per l’impiego, fino a ora in mano alle province. Le competenze relative a lavoro e formazione però andranno in mano alle regioni, ma ancora in Conferenza Stato-Regioni un accordo sulla base delle risorse a disposizione va trovato. Quanto alla conferma dell’iscrizione nelle liste di disoccupazione, lunedì l’assessore Fabio Paparelli ha spiegato che sarà prorogata al 30 settembre, data che coincide proprio con il passaggio delle funzioni dalle Province alla Regione.«Abbiamo così accolto – ha detto Paparelli -, come annunciato nei giorni scorsi, le richieste dei disoccupati umbri e dei sindacati».
PROVINCIA DI PERUGIA SENZA SOLDI: SALTA IL BILANCIO
Riassetto Tornando al riassetto istituzionale, in generale Bartolini ha ribadito quanto già detto venerdì, ovvero che la Regione si farà carico dei propri obblighi, ma non di quelli di altri: «Confermiamo l’impegno – dice infatti il professore di diritto amministrativo – a assumerci gli oneri che ci spettano, ma non quelli che dipendono da scelte ed obblighi di altri livelli di governo». Un’occasione per parlare di tutti questi temi arriverà nei prossimi giorni, quando Bartolini convocherà l’Osservatorio regionale «per dare avvio alle procedure di protocollo per il trasferimento del personale. Tutto ciò in relazione a quanto sarà definito a livello nazionale nei prossimi giorni». Non solo di Province però si è parlato durante la prima seduta della giunta. Sul tavolo anche un giro di opinioni su sanità, economia, marketing territoriale e infrastrutture. «La legislatura che si apre – ha detto Marini – ci chiede un forte impegno, a cui dobbiamo rispondere mettendo in campo le competenze che abbiamo per affrontare le sfide difficili che attendono l’Umbria e la sua comunità».
Marini e Liberati Tra i temi che la presidente mette in cima all’agenda ci sono «lavoro, occupazione, sviluppo, sostegno alla crescita e all’innovazione economica e imprenditoriale, mantenimento del welfare e dei servizi, utilizzo pieno delle risorse disponibili, a cominciare da quelle comunitarie i cui programmi sono stati già approvati dalla Commissione europea». Il tutto «in una logica di maggiore efficienza e competitività». Impegni ai quale Andrea Liberati, consigliere del M5S, non crede: «Chi riceverà – dice – , come la Marini, due o tre turbopensioni, come potrà mai rapportarsi a chi non ha redditi?». Liberati avrebbe voluto un taglio delle indennità per destinare le risorse al reddito di cittadinanza e parla di «riunioni vacue», non in grado di «risolvere le criticità ormai strutturali che vanno dal malaffare nella sanità, nel settore rifiuti, in altri comparti, fino all’ingerenza assoluta di alcune cooperative che, porte girevoli del Pd, continuano ad avere in pugno la politica e l’economia umbra, sottopagando migliaia di persone, spregevole bacino di consenso di vecchi partiti, svuotati di qualsiasi tensione ideale, morale e culturale».
Twitter @DanieleBovi
