Guasticchi e Polli

di Daniele Bovi e Marco Torricelli

E’ una bocciatura senza appello quella che i due presidenti delle province umbre, il perugino Marco Vinicio Guasticchi e il ternano Feliciano Polli fanno del ddl approvato venerdì dal governo Letta con il quale, in sintesi, si ‘svuotano’ le province in attesa che il percorso della riforma costituzionale si completi con la loro totale abolizione. «Non basta annunciare l’ennesimo assalto alle province – dice Guasticchi a Umbria24 – per lanciare la campagna contro sprechi e costi della pubblica amministrazione. Credo che occorra altresì definire un progetto complessivo di riforma dello Stato partendo per esempio dalla abolizione degli enti e consorzi non elettivi che pesano sulle tasche dei cittadini. Solo eliminando le province non si risolvono i problemi, anzi si contribuisce a far lievitare la spesa già con il semplice trasferimento dei dipendenti a regioni e comuni. Non credo che questa sia la strada giusta».

ECCO COSA PREVEDE IL DDL DEL GOVERNO

Polli: operazione becera «Si tratta di un’operazione becera, demagogica e che non garantisce alcun vero risparmio», dice poi Polli a Umbria24. «Dopo l’errore che il passato governo aveva commesso quello attuale prosegue nella tattica del populismo a buon mercato ed andrà incontro ad una serie di gravi difficoltà, peraltro già emerse nel corso della conferenza stato-regioni». Proprio da queste ultime, ricorda Polli, «erano venute severe critiche sul percorso intrapreso dal governo, che rischia di provocare un centralismo esasperato e, alla lunga, un incremento, invece che una riduzione dei costi». Il presidente della Provincia di Terni si chiede poi «per quale motivo si sia voluto accelerare i tempi, visto che dell’argomento si sta occupando una commissione parlamentare, che potrebbe esaminare con maggiore attenzione tutti i termini della questione».

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One reply on “Province, Guasticchi e Polli bocciano il ddl Letta: «Operazione becera che non risolve i problemi»”

  1. Cari ragazzi, vi prego di leggere queste righe fino in fondo e poi agire. Non abbiamo più tempo.
    Riprendo un mio pensiero espresso a proposito del “Partito delle Province”, proposta scaturita per felicissimo paradosso dell’articolo di Rizzo&Stella:
    ***
    Una grande Idea, per paradosso! Io non osavo ambire a tanto, ma adesso è molto diverso.
    Assolutamente d’accordo sulla creazione partito delle Province, vedrete che per gli italiani sarà come andare a votare il “partito della mamma”. Un successone stra-garantito.
    Io però sarei ancora più felice se accanto ad una espressione di affetto e di attaccamento all’ente più consustanziale agli italiani, Cattaneo scriveva che “chi in Italia prescinde da questo amore delle patrie singolari, seminerà sempre nell’arena”, ponessimo come secondo soggetto, oltre a Province, l’Europa e cioè:
    “Partito delle Province Unite d’Europa”.
    E’ come se proponessimo un’Europa con le Province come la Svizzera dei Cantoni, che in media ospitano la metà dei cittadini delle nostre province. Le quali province potrebbero pertanto anche essere aumentate, altro che eliminate, in accordo con i desiderata dei cittadini sovrani e paganti, cioè “proprietari” non so se mi spiego.
    Per ulteriori chiarimenti Vedi:
    http://www.losio.com/rue/ItaliadelleCentoCittMANIFESTO.html
    ***
    e rilancio con entusiasmo!
    Una grande Idea, per paradosso! Io non osavo ambire a tanto, ma adesso è molto diverso.
    Assolutamente d’accordo sul partito delle Province, vedrete che per gli italiani sarà come andare a votare il “partito della mamma”. Un successone stra-garantito.
    Io però sarei ancora più felice se accanto ad una espressione di affetto e di attaccamento all’ente più consustanziale agli italiani, Cattaneo scriveva che “chi in Italia prescinde da questo amore delle patrie singolari, seminerà sempre nell’arena”, ponessimo come secondo soggetto, oltre a Province, l’Europa e cioè:
    “Partito delle Province Unite d’Europa”.
    E’ come se proponessimo un’Europa con le Province come la Svizzera dei Cantoni, che in media ospitano la metà dei cittadini delle nostre province. Le quali province potrebbero pertanto anche essere aumentate, altro che eliminate, in accordo con i desiderata dei cittadini sovrani e paganti, cioè “proprietari” non so se mi spiego.
    Per ulteriori chiarimenti Vedi:
    http://www.losio.com/rue/ItaliadelleCentoCittMANIFESTO.html
    ___
    PARTITO DELLE PROVINCE UNITE D’EUROPA!
    Partecipate con entusiasmo!!!
    Gli faremo vedere i letta verdi!
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    Sottotitolo:
    COSTRUIAMO L’EUROPA DAL BASSO!
    Partendo dal basso ed usando correttamente sussidiarietà e cooperazione, le regioni sarebbero perfettamente inutili e potremmo risparmiare un bel po’ di soldi ed avere uno Stato più snello. Infatti Comuni e Province (ed il caso delle Province Autonome di Trento e Bolzano sta a dimostrarlo) possono tranquillamente gestire tutti i compiti che oggi sono assegnati alle Regioni.
    I piccoli Cantoni svizzeri hanno compiti di molto superiori agli attuali compiti regionali e superiori perfino a quelli che la Bicamerale aveva previsto per le Regioni anche nelle versioni più spinte e “federaliste”. Addirittura molti compiti che in Italia sono regionali, sono in Svizzera assegnati ai Comuni, i quali vi assolvono perfettamente ed assai meglio.
    Il problema non è la dimensione (maggiore la dimensione, maggiori i compiti) ma esattamente il contrario:
    minori le dimensioni e minori saranno i problemi a gestire una determinata materia,
    minori saranno anche i costi,
    maggiore sarà la rapidità della soluzione del problema e la soddisfazione del cittadino.
    Per chi è abituato a sentir parlare di “economie di scala” l’affermazione suona strana, ma una occhiata ai compiti dei comuni e del cantoni svizzeri (anche fermandoci alla parte italiana della Svizzera) ed ai bilanci consuntivi, dimostra proprio che nelle realtà più piccole ci sono i costi minori ed i servizi migliori. Inoltre sommando i costi dei tre livelli (comunale, statale e federale) otteniamo un totale proporzionalmente inferiore a quello italiano.
    Se tra Comuni e Province ci fossero problemi c’è appunto il principio di cooperazione (ad esempio tra Province di uno stesso bacino) che mette in grado anche piccoli territori di operare con successo in un numero incredibile di campi. Ecco che le Regioni potrebbero allora essere pensate come un elemento federativo di Province, anche su scala più grande dell’attuale.
    Queste Regioni, o Macro Regioni, sarebbero a loro volta elemento del federalismo europeo, non certo di quello italiano.
    A nostro modo di vedere c’è sempre stata in Italia questa confusione di ruoli.
    La regione deve diventare, opportunamente dimensionata, il mattone dell’Europa.
    ___
    “Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani.”

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