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Proietti in aula (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Settantacinque minuti per tratteggiare il futuro dell’Umbria dei prossimi cinque anni. Giovedì è toccato alla presidente della Regione, Stefania Proietti, illustrare in aula le linee di mandato che ricalcano il programma con il quale, a novembre, ha vinto le elezioni con un’alleanza che «ha sentito forte la responsabilità di unire per dare nuova speranza e fiducia». In un’aula affollata Proietti ha parlato di «linee di mandato corpose che entrano nella vita dell’istituzione regionale», e in generale di dieci punti «per invertire quel declino economico-sociale che ha fatto scivolare indietro la nostra regione». Vaste programme avrebbe detto il generale De Gaulle.

Sanità In aula c’era anche Daniela Donetti, da poche ore direttrice della sanità regionale che Proietti ha voluto ringraziare: «Ha accettato una sfida e ci sono grandi margini di miglioramento». La sanità – tema chiave della campagna elettorale e tallone d’Achille della precedente giunta – è stato il punto di partenza di Proietti, che ha anche tenuto per sé la delega; una sanità , «pubblica e universale che sarà al primo punto del nostro programma», e che dovrà tornare a essere «un punto di riferimento a livello nazionale». La presidente ha spiegato che la giunta è già al lavoro sul nuovo Piano sanitario, preadottato dalla precedente giunta ma mai arrivato in consiglio per l’ok definitivo. L’obiettivo del documento sarà quello di «avvicinare il più possibile la sanità al paziente», distinguendo tra ospedali e sanità territoriale. Una migliore organizzazione per Proietti dovrà portare anche a riduzione delle liste d’attesa (la promessa è quella di abbatterle entro marzo) e della mobilità passiva.

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Il Piano «In campo sanitario – ha detto Proietti – i macro obiettivi sono basati sul passaggio da una medicina prestazionale, che guarda ai volumi, a una centrata su una logica di ritorno in termini di salute per i cittadini. Questo richiede un passaggio culturale con un approccio multidisciplinare. La sfida sarà fare sistema». Otto le direttrici chiave che saranno anche «l’indice del nuovo Piano sanitario», la cui costruzione sarà «condivisa» con tutti i territori e i portatori di interesse. Nel documento di parlerà dunque di sviluppo dell’approccio one health, che punta a una salute intesa in senso globale; riorganizzazione della rete ospedaliera e del territorio con rafforzamento dell’offerta; sviluppo della rete e della cooperazione tra ospedale e territorio e fra territori; efficientamento delle strutture organizzative, con un privato che dovrà essere di supporto e non di emergenza o in competizione col pubblico; potenziamento della sanità digitale e del rapporto con l’Università per quanto riguarda didattica e progetti e, infine, politiche di valorizzazione dei professionisti.

LA NOMINA DI DONETTI E IL BUCO NEI CONTI DELLA SANITÀ

I punti Proseguendo con le sue deleghe Proietti ha parlato delle persone con disabilità, sottolineando come il 2025 sarà un anno importante dato che la provincia di Perugia sarà una di quelle in cui sarà sperimentato il progetto di vita, introdotto dalla recente riforma del governo. In generale sul welfare Proietti ha sostenuto che l’obiettivo è riscrivere il Piano per mettere al centro in modo sistemico le fragilità, ma non con la logica dei bonus». Altri focus li ha dedicati alla ricostruzione post terremoto, alla necessità di politiche di prevenzione e di adattamento al cambiamento climatico e al Giubileo, che «sarà una grande opportunità per tutto il territorio». Al secondo posto del programma, ha detto Proietti, c’è il lavoro che dovrà essere «non precario». La presidente ha parlato anche di salario minimo e di sicurezza (i numeri per l’Umbria continuano a essere allarmanti), che per noi «è una priorità».

Lavoro e giovani Il tema del lavoro è strettamente connesso a quello dei giovani e dello stop alla loro fuga dall’Umbria: una strategia per fermarla secondo Proietti si basa su infrastrutture digitali, diritto allo studio, orientamento, miglioramento della rete dei trasporti e così via. Spazio c’è stato anche per il turismo, «che io chiamo sistema dell’accoglienza; un sistema che deve riguardare tutta la regione». In campo economico un altro «pilastro dello sviluppo» oltre all’industria sarà l’agricoltura insieme al commercio e alla internazionalizzazione delle imprese. E a proposito di economia, anche dopo il caso del parere negativo sull’impianto fotovoltaico a Bevagna, Proietti ha assicurato che una delle priorità sarà il «nuovo Piano energetico ambientale, così da dare certezza a tutti – dai Comuni agli investitori – su dove gli impianti possono essere localizzati».

Rifiuti e trasporti Altro tema centrale sarà quello dei rifiuti, con Proietti che in aula ha ribadito il no all’inceneritore: «Dobbiamo fermarlo per dare un futuro all’Umbria e trovare nuove soluzioni di sviluppo sulle quali stiamo già lavorando». Venendo alle infrastrutture per Proietti occorrerà rafforzare la rete ferroviaria regionale «con obiettivi a breve, medio e lungo termine». E in tema di trasporti, la presidente ha ricordato di aver chiesto al ministro Matteo Salvini di rifinanziare il raddoppio della Orte-Falconara. Proietti ha poi citato la E78 (non possiamo farne a meno) ma non il Nodo di Perugia o il Nodino, opere senza un euro di finanziamento ma sulla quale va avanti da anni lo scontro politico.

La chiusura Gli ultimi temi toccati da Proietti sono stati quelli relativi a cultura, istruzione, sport, diritti civili e lotta «a ogni forma di violenza di genere». Proietti punta a sviluppare ulteriormente le politiche che riguardano abbandono scolastico e povertà educativa, puntando a costruire una scuola «sempre più inclusiva» e a garantire asili nido «il più possibile gratuiti», non solo «per le aree particolarmente svantaggiate». In chiusura ribadito anche il no all’autonomia differenziata: «La contrasteremo – assicura – con ogni energia. L’Umbria deve tornare a essere una cerniera non solo in termini geografici ma anche di valori». L’intero programma però non potrà essere realizzato se non «con la più ampia partecipazione possibile». E in tal senso Proietti ha chiesto la collaborazione – in particolare sui temi strategici – anche alle opposizioni.

Daniele Bovi Nato nel 1981, ha iniziato il suo lavoro di giornalista al Giornale dell’Umbria e La Voce di Perugia per poi passare, nel 2008, alla redazione di Umbrialeft prima di fondare due anni più tardi Umbria24 dove si occupa principalmente di temi legati all’attualità, alla politica e all’economia. Nel 2016 ha pubblicato «Tutta colpa di Boccali?», libro intervista all’ex sindaco di Perugia.