Approvato odg del Prc con cui si chiede il blocco del progetto

di Dan. Bo.

Convergenze a geometria variabile in commissione Cultura del Comune di Perugia, dove martedì mattina l’ordine del giorno del rifondatore Emiliano Pampanelli, con cui si chiede a sindaco e giunta di bloccare il progetto di esternalizzazione delle mense, è stato approvato a maggioranza grazie al sì di Pdl, Gruppo Sbrenna e Perugia di Tutti con la «complicità» delle astensioni di Pd, Idv e Socialisti.

Bloccare il progetto Nell’ordine del giorno approvato si chiede a sindaco e giunta, come detto, di bloccare le esternalizzazioni, di verificare la possibilità di un piano a lungo termine per riorganizzare il servizio in chiave pubblica e, infine, di avviare un confronto con le associazioni dei genitori che porti alla stesura di capitolati e regolamenti con alcuni precisi obiettivi. Primo fra tutti quello dell’indicazione di nuovi criteri di qualità per l’acquisto delle derrate alimentari coinvolgendo produttori locali e gruppi di acquisto.

Pampanelli soddisfatto «L’esternalizzazione – commenta soddisfatto Pampanelli – non è la scelta più appropriata per garantire e migliorare il servizio». «Sulle mense – prosegue – non vogliamo fare ideologismi, ma se la coperta è corta è chiaro che il pubblico ha un vantaggio in più rappresentato dal non dover produrre lucro. In un contesto di tagli continui la vera sfida è dimostrare che una riorganizzazione dei servizi che punti a qualità e efficienza, può essere rappresentata dalla gestione pubblica del bene comune dove in primis viene il cittadino e poi le regole del mercato».

Il Pdl: piano antieconomico Nei giorni scorsi anche il Pdl, con i consiglieri Carlo Castori e Andrea Romizi, avevano presentato un documento con cui si chiede di fermare il progetto del Comune. «Così come prefigurata l’esternalizzazione – dice Castori in una nota – non garantisce quella tutela che pretenderemmo su un tema come l’alimentazione, basilare per la salute dei bambini». «L’antieconomicità del piano – fa notare invece Romizi – porta chiaramente alla luce gli aumenti delle tariffe che scatteranno per le famiglie».

Il problema delle educatrici dei nidi Il Pdl poi porta al centro dell’attenzione anche la questione della riorganizzazione che riguarda gli asili nido dettata da «esigenze puramente economiche». Secondo il piano del Comune verrebbe modificato il rapporto numerico esistente tra educatrici e bambini, con conseguente rischio disoccupazione, dicono Castori e Romizi in una interrogazione, per molte educatrici precarie. Dopo aver chiesto alla giunta come intenda assicurare «un futuro lavorativo alle educatrici», i due consiglieri ribadiscono che «il nido non è un’azienda e come tale la sua gestione deve tener conto della delicata funzione educativa e sociale che riveste».

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