di Ivano Porfiri
«Per l’8 dicembre siamo fiduciosi e lavoreremo sodo perché Cuperlo batta Renzi». Non si arrendono ai pronostici i cuperliani, che in una conferenza stampa a Perugia danno una lettura sul voto per le convenzioni provinciali, che in Umbria ha visto il sindaco di Firenze prevalere per una manciata di voti.
Iscritti stressati Il giorno dopo le affermazioni trionfalistiche dei renziani, a presentarsi in conferenza stampa a Perugia sono l’ex segretario di Perugia Nicola Mariuccini, accompagnato da Sandro Pasquali e Giuseppe Marini. «Nel voto per le convenzioni c’è stato un calo fisiologico nella partecipazione – ha detto -, abbiamo notato un certo stress negli iscritti per le tante volte in cui li stiamo chiamando in causa, dai congressi fino alle primarie. Anche per questo il risultato ci soddisfa, anche se dovremo verificare quello che è successo in diversi territori, dove ha votato poca gente».
Partita aperta Secondo Mariuccini «la partita dell’8 dicembre è apertissima, nessuno pensi di aver già vinto. In Umbria tra Renzi e Cuperlo c’è stato un sostanziale pareggio e questo ci conforta perché la proposta di Cuperlo è meno mediatica e comporta più tempo perché venga assorbita, dato che propone un cambiamento radicale nel ruolo del partito in seno alla società. Ad esempio, il fatto che Cuperlo prevalga nelle grandi città, comprese Perugia e Terni, ci conforta: forse lì il suo messaggio è stato assorbito prima».
Establishment? Non è vero Mariuccini smorza la polemica sulle «tessere gonfiate» e nega la sconfitta nel round delle convenzioni a chi gli sottolinea che in Umbria era il candidato sostenuto da tutto l’establishment: «Non è vero – ha detto – molto establishment è salito sul carro di Renzi, bastava vedere le prime file alla Leopolda». I cuperliani, infine, glissano sul congresso regionale: «Si vedrà dopo le primarie, ora dobbiamo pensare a chi guiderà il partito».
Rossi: «Terni primo comune cuperliano» La lettura parallela che viene da Terni, se si vuole, invita a una fiducia ancora maggiore. «Il comune di Terni – sostiene il senatore Gianluca Rossi – ha portato in termini assoluti più voti a Cuperlo di qualsiasi altro comune, pur non essendo il più grande. Ma è il successo nelle città, in generale, che ci induce all’ottimismo in vista dell’8 dicembre: la proposta di Cuperlo evidentemente gurda meglio alla complessità della società e gli iscritti lo hanno recepito»
Non c’è plebiscito Rossi sottolinea come «tra gli iscritti non si è affermato il plebiscito si annunciava da mesi per Renzi, che non ha ottenuto la maggioranza del 50%. La sua proposta è comunque minoritaria e questo è anche un problema, perché dovrà fare i conti con altri due candidati alle primarie, uno dei quali ha sfiorato il 40% del voto degli iscritti».
Il voto umbro Riguardo al risultato umbro, il senatore del Pd rimarca il fatto che «ancora non è definitivo, mancando due circoli di Perugia quindi il dato è incompleto, c’è un testa a testa e in una competizione conta il risultato finale. Il dato più rilevante è che, anche da noi, più è complessa la dimensione urbana, più la piattaforma politica di Cuperlo convince». Infine, sulla polemica del voto di apparato, Rossi la giudica «una questione opinabile e autoreferenziale perché dipende chi giudichiamo come ‘apparato’: certamente la presidente della Regione e i sindaci dei capoluoghi sostengono Cuperlo, ma i presidente delle Province sono uno e uno e tra i parlamentari sono più per Renzi quindi la realtà è meno complessa di quello che si pensi: gli iscritti hanno giudicato e gli elettori giudicheranno in base alla proposta politica, non alle indicazioni».
