Giacomo Leonelli con a destra il presidente Marco Vinicio Guasticchi (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

Obiettivo politiche e primarie per scegliere i candidati. Predicano unità e conciliazione i comitati a sostegno di Matteo Renzi e Pierluigi Bersani il giorno dopo il ballottaggio che ha sancito la vittoria del segretario del Pd. Anche se, sullo sfondo, restano le incognite sugli equilibri del partito e della coalizione dopo il risultato eclatante del sindaco di Firenze in Umbria. I renziani, ad esempio, azzerano le cariche ma non i comitati. Nascita di una corrente? I responsabili negano.

RENZIANI E BERSANIANI BOTTA E RISPOSTA. IL VIDEO

BALLOTTAGGIO: LO SPOGLIO IN DIRETTA

Renziani soddisfatti «Siamo molto soddisfatti – dice il coordinatore dei renziani perugini, Domenico Caprini – perché nonostante le piccole polemiche sul regolare svolgimento del voto, rimarchiamo che in Umbria tutto è andato secondo le regole e accettiamo il risultato. Anzi, riteniamo che sia stato importante per Renzi, dato che in Umbria ha perso di pochi voti, vincendo in provincia di Perugia e facendo nella regione il secondo miglior risultato per Renzi in Italia, ribaltato in Umbria perché si sono apparentati in 4 e sono stati decisivi i voti di Vendola». Soddisfatta anche l’ala ternana, che con Maurizio Terzino afferma la lealtà nei confronti del partito in vista delle politiche. Secondo la coordinatrice regionale Lavinia Pannacci «è stata una gran bella festa, vogliamo ringraziare i volontari per il loro preziosissimo aiuto.

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I COMMENTI DI MARINI, BOTTINI E GUASTICCHI

Guasticchi: primarie ovunque A uscire da vincitore dall’affermazione renziana il presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi. «Il partito non potrà tenere conto di quanto avvenuto – dice -: Renzi ha vinto in tutto l’Altotevere tranne Umbertide, ma anche in tanti altri comuni come Todi, Castiglione del Lago, Assisi. Avevamo contro l’intero apparato. Da oggi in poi le primarie devono essere imprescindibili per qualsiasi scelta, a partire da quella dei parlamentari».

ANALISI DEL VOTO

Leonelli zittito A guardare bene, però, il fronte dei renziani (da oggi vengono sciolte tutte le cariche ma non i comitati) non è proprio compatto. Nel corso della conferenza stampa, ad esempio, il tentativo del presidente del consiglio provinciale di Perugia, Giacomo Leonelli, è stato brutalmente zittito da Caprini: «Tu hai già parlato con la stampa». Non un bel clima, a dir poco.

FOTO: I COMITATI COMMENTANO IL VOTO

Leonelli Vs «capi bastone» Tant’è che l’incipit della dichiarazione successiva di Leonelli è: «Se avessi avuto modo d’intervenire alla conferenza stampa di stamattina, avrei semplicemente ribadito che nonostante un arretramento complessivo dell’affluenza al 2° turno, Matteo Renzi conferma a Perugia e nel resto del territorio una tenuta importante dei voti assoluti. Da ciò discende – per Leojnelli – che dove Bersani ribalta la situazione, lo fa sommando ai suoi voti somma quelli di Vendola e degli altri candidati al primo turno (tutti in suo aperto appoggio). Ma discende anche il fatto che coloro che hanno dato il voto a Matteo Renzi una settimana fa, nonostante le polemiche sulle regole e la prevedibile sconfitta complessiva (vista anche la non ammissione di tutti i nuovi iscritti) hanno con forza ribadito il loro sostegno al suo progetto». Ribadendo che per il Pd «sarebbe un errore esiziale fare finta di nulla». «Dal canto mio – conclude – rimango a disposizione di ogni progetto che torni a mettere al centro i cittadini comuni e i militanti anziché i “capi bastone”; questa infatti è stata la nostra forza e ciò che ha largamente partorito il consenso a Renzi, e che anche con il voto di ieri  ribadisce a gran voce il desiderio d’innovazione».

Non solo Vendola Dal canto loro, i bersaniani, che sciolgono i comitati, respingono fermamente l’idea che a ribaltare il voto al ballottaggio siano stati esclusivamente i voti portati da Vendola: «Tanti hanno capito che Bersani è l’uomo giusto per guidare l’Italia – afferma Giacomo Chiodini -. Il voto è stato soprattutto di opinione, comunque non saremo superficiali a considerare il risultato uscito sia al primo che al secondo turno». Dai bersaniani arriva anche l’invito ai renziani “a fare fronte comune, senza divisioni”, come ha rimarcato Anna Ascani. «Ai nostri coetanei – ha detto Chiodini – chiediamo di serrare le fila in vista della battaglia vera delle elezioni politiche». Dal fronte ternano l’apporto fondamentale. «Il 60% a livello provinciale e l’oltre 63% in città dimostrano che abbiamo ben lavorato in un momento difficile per il nostro territorio», hanno affermato Jonathan Monti e Emilio Giacchetti.

Bori (Sel): merito nostro A prendersi il merito senza mezze misure sono i vendoliani. «La vittoria di Bersani in Umbria e il ribaltamento del risultato del primo turno, sono, in buona parte, figli della lealtà dimostrata dagli elettori di Nichi Vendola – afferma il segretario regionale di Sel Luigi Bori -, che hanno riversato migliaia di voti a favore di Bersani. Lo spelling del voto dimostra infatti che dove  il presidente nazionale di Sel aveva ottenuto un robusto risultato (come nei grandi centri di Perugia, Terni e Foligno) il segretario del Pd ha superato Renzi o ha migliorato nettamente la sua posizione. Sinistra Ecologia Libertà si dimostra quindi fondamentale, indispensabile e decisiva per la costruzione di un nuovo centrosinistra anche nella nostra regione. Le primarie ci consegnano però una realtà nuova, nella quale il nostro elettorato e i cittadini chiedono un grande cambiamento. Spetta alle forze politiche di centrosinistra e soprattutto al Pd dare una risposta coerente alle crescenti esigenze della popolazione. Questo vuol dire affrontare in maniera definitiva il problema della questione morale,  abbandonando le pratiche consociative e producendo progetti di governo che mettano al centro i problemi del lavoro, dell’ambiente e dei diritti».

Marinelli: rinnovamento Per il responsabile dipartimenti Pd Umbria, Valerio Marinelli «i cittadini danno ragione a una proposta di governo seria e solida che, con Bersani, parlerà giustamente un linguaggio di verità. Tuttavia, non va sottovalutata la domanda di rinnovamento che esce dalle urne. Dunque, anche in Umbria, bisogna cogliere la palla al balzo e dare corpo ai due imperativi dichiarati da Bersani a commento dei positivi risultati: rafforzare il nostro profilo di cambiamento e aprire spazi di responsabilità a nuove generazioni. Due ingredienti, questi, indispensabili per affrontare la grande sfida del governo del Paese e per rinvigorire l’identità riformatrice a livello locale».

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