Non ha lesinato segnali che vadano in quella direzione il presidente della Provincia di Perugia, Marco Guasticchi, ma ora esce ufficialmente allo scoperto indicando Renzi come il suo candidato alle Primarie di coalizione del centro sinistra. E lo fa nello stile di chi intende dare un messaggio alla società e un altro al suo partito di riferimento, il Pd, sottolineando quanto sia indispensabile rompere in questa fase con i «privilegi», con i «parlamentari nominati in stile gratta e vinci», con i «listini che premiano chi non passa dal consenso popolare» e quanto questa decisione attraversi anche buona parte della «classe dirigente del mio partito».
Lo zoccolo duro Consapevole di trovarsi in un contesto politico nel quale è tangibile l’insidia dello zoccolo duro dei ‘beraniani’ Guasticchi esordisce così: «Sottolineo con soddisfazione la decisione del segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, di confermare le primarie aperte, con regole certe e con la possibilità per tutti di poter dare il proprio contributo ed esprimere la propria posizione. Primarie di coalizione che ci permetteranno di vedere in campo Bersani, Renzi ma anche Vendola, Tabacci, con l’auspicio che se ne aggiungano altri».
Renzi il nuovo E’ Renzi il nuovo, dice Guasticchi che affonda la sua analisi nel cuore vivo dell’attualità politica e del dibattito di questi giorni fiducioso, chissà, di intercettare anche quella consistente fetta di malcontento e di sfiducia a cui il sindaco fiorentino parla da tempo, fuori e dentro del Pd: «Renzi – aggiunge – rappresenta il nuovo anche per dire basta alle elezioni di parlamentari in stile ‘gratta e vinci’. Lo spirito del Lingotto – dice Guasticchi – che ha portato alle elezioni nel 2008 è stato condiviso nel Pd perchè passato al vaglio degli elettori, come nel mio caso quale presidente della Provincia di Perugia e di tanti altri amministratori pubblici a vari livelli nella nostra regione. E’ arrivato il momento – continua – di dare un segnale netto a tutti coloro che chiedono di voltare pagina, di cancellare un sistema basato sui privilegi, sui listini che premiano chi non ha guadagnato il consenso degli elettori, su caminetti e cenacoli dove vengono sottoscritti accordi non condivisi e in ombra».
Colpi bassi al Pd E non risparmia fendenti a quanti credono che il Renzi pensiero campeggi solo fuori dal palazzo del Pd umbro: «In un simile contesto – prosegue il presidente della provincia di Perugia – Matteo Renzi, rappresenta per tante persone in Umbria, anche fra la classe dirigente del mio partito e non solo, la speranza, la voglia di cambiamento, il nuovo con cui intessere rapporti e collaborazioni istituzionali. Condivido Renzi e le sue richieste di rinnovamento, sempre nel massimo rispetto della diversità delle idee. Come va ripetendo il sindaco di Firenze in questo tour per l’Italia a contatto con la gente, però, si vadano a rottamare le idee che hanno portato l’Italia a non funzionare».
L’insidia del dopo Primarie E infine l’invito a primarie serene che non creino ferite in casa, nella libertà dei rispettivi posizionamenti. Non troppo ignaro, forse, del clima interno al suo partito, tra bersaniani di ferro poco disponibili a turarsi il naso in caso di vittoria di Renzi e renziani muscolari che all’ipotesi di Bersani candidato premier preferirebbero, presumibilmente, altri lidi in cui spiaggiare: «Questa e’ la prima risposta che una classe politica consapevole e responsabile deve poter dare ai cittadini, con serenità – conclude Guasticchi – responsabilità senza doversi dividere fra ‘Guelfi e Ghibellini’, per inaugurare una stagione di riforme basate essenzialmente sulla condivisione delle scelte a partire proprio dai metodi di selezione delle candidature a tutti i livelli».

