I vertici di Pd e Psi questa mattina a Perugia (foto F.Troccoli)
I vertici di Pd e Psi questa mattina a Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi
Twitter @DanieleBovi

L’onda renziana arrivata in regione lascia sulle spiagge dell’Umbria «un messaggio chiarissimo». Parola del segretario regionale del Pd Lamberto Bottini che martedì, circondato dai due segretari provinciali e da quello del Psi Aldo Potenza (Sel assente giustificato), ha tirato le fila di questa settimana caratterizzata anche da una tensione che Bottini alla fine definisce «fisiologica: quello che conta – osserva – è che dal giorno dopo tutti si mettano a tirare dalla stessa parte verso le elezioni». Il segretario così, bersaniano doc, con una buona dose di pragmatismo riconosce che qualcosa nella regione è successo e si pone in una posizione di ricucitura e di apertura, senza autismi.

Messaggio chiarissimo Il messaggio arrivato in Umbria «è quello di un forte cambiamento: il dato – spiega Bottini – non ci sfugge e non lo sottovalutiamo. Bisogna essere inclusivi. Altrettanto chiaramente non ci sfugge il fatto che i cittadini siano alla continua ricerca di buona politica». Secondo la sua analisi, i risultati di Renzi nelle regioni cosiddette rosse sono da imputare al fatto che «dove ci sono responsabilità di governo è più facile che si accentui il disagio. Disagio che noi raccogliamo. Il nostro partito ha un forte carattere riformista e, in quanto a cambiamento, in questa regione ci sono abbiamo al timone la classe dirigente più giovane d’Italia».

Esigenza di cambiamento Continuando nell’analisi il segretario sostiene «che in ogni città della regione si possono rintracciare dei motivi, ma il dato di fondo vero rimane l’esigenza di cambiamento che però va tradotta». Come? «Con atteggiamenti inclusivi e riformisti – sostiene –, con un partito più radicato e con un’amministrazione pubblica più vicina. Cercheremo di essere all’altezza del segnale che ci è arrivato». Per quanto riguarda la geografia interna del partito umbro però il voto del 25 novembre e del 2 dicembre «non cambia niente: la geografia – dice sempre Bottini – la cambiano i congressi. Di certo non abbiamo bisogno di nove correnti».

La scelta dei parlamentari A breve temine, congresso dell’autunno 2013 e tornata amministrativa della primavera 2014 a parte, si apre la partita che riguarda la scelta dei parlamentari. In caso di Porcellum, fa sapere Bottini che ricalca quanto detto più volte da Bersani, si procederà con primarie; in caso di nuova legge elettorale, che in queste ore sembra sempre più un miraggio, «decideranno i cittadini con le preferenze». Già, ma la lista di candidati non può essere infinita e una selezione a monte occorrerà farla. Selezione che potrebbe scatenare una corsa al posto senza esclusione di colpi. Di certo il risultato dei renziani in Umbria verrà fatto pesare «anche se noi – assicura Bottini – non useremo il bilancino».

I problemi «Quella del bilancino è vecchia politica» gli fa eco il responsabile organizzazione Antonello Chianella. I problemi, in caso di (sempre più) probabile Porcellum, sono due: il primo è capire come organizzare tecnicamente le primarie. «I parlamentari – dice il segretario provinciale di Terni Mario Giovannetti – sono rappresentanti del Pd e di certo non li potrà scegliere chiunque». Il secondo sono i tempi: in caso di Porcellum ed election day a febbraio i pochissimi giorni a disposizione rendono l’organizzazione quasi una mission impossible.

I numeri definitivi Al di là di tutti i problemi al fondo resta però la «scommessa vinta delle primarie». Quasi duemila volontari coinvolti in Umbria nei 330 seggi, oltre 15 mila persone registrate online e una risposta dei cittadini «importante». Alla fine, i numeri ufficiali del partito dicono questo: il 25 novembre Bersani ha ottenuto 32.423 voti (23.919 in provincia di Perugia) mentre una settimana dopo 36.664 (27.006 nel Perugino). Matteo Renzi al primo turno di voti ne ha presi 35.242 (28.579 in provincia di Perugia) e non 33.676 come comunicato il giorno dopo il primo turno; domenica invece il sindaco è sceso a quota 34.045 (27.465 nel Perugino).

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