di Ester Pascolini
Alla fine tutto è andato secondo i piani: Presciutti scioglie la riserva e si ricandida per la terza volta alla carica di sindaco di Gualdo Tadino. L’annuncio è arrivato a conclusione della serata ‘Gualdo Tadino 10 anni di… amore infinito’, organizzata da Massimiliano Presciutti per fare il sunto dei risultati ottenuti nei due mandati da lui svolti e per condividerli con i cittadini accorsi al cinema-teatro Don Bosco, gremito oltre ogni aspettativa, per essere un lunedì sera. Ci sono tutti gli elementi classici dei grandi eventi politici: i filmati celebrativi, attraversati dalle frasi di Don Lorenzo Milani, di Aldo Moro, di Enrico Berlinguer, gli ospiti di spicco nel parterre, le luci abbassate. In sala è presente un pubblico eterogeneo, che vede in prima fila i colleghi sindaci e gli amministratori delle istituzioni “amiche”.
La prima a salire sul palco è Stefania Proietti, sindaca di Assisi e presidente della Provincia di Perugia, che afferma di aver potuto sempre contare su Presciutti in questi anni e di aver conosciuto “un amministratore capace e serio”. Poi è la volta di Fabiola Pecci, dell’associazione “Correre a perdifiato”, che spende importanti parole di ringraziamento per il sindaco di Gualdo Tadino. «Ci tenevo a ringraziarlo davanti a tutti – dice – perché è stato un sostegno instancabile per noi e soprattutto per la persona che è, per la sua umanità».
Infine è la volta di Cristian Betti, ex sindaco di Corciano, vice presidente della Provincia e oggi anche presidente di Tsa, legato a Presciutti da amicizia di lunga data. Nel suo discorso, condito anche di qualche battuta ironica, rinnova la sua stima a Presciutti che definisce “un panzer”. A questo punto il presentatore della serata, Marco Bisciaio, chiama Presciutti sul palco. Il sindaco ringrazia e, in modo del tutto inaspettato, per prima cosa chiede al pubblico in sala di osservare un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli incidenti sul lavoro. Prima di dare il via alla carrellata di slide che raccontano dieci anni di amministrazione, fa un cenno alle guerre in atto e alla necessità da parte dell’Europa, di produrre una risposta forte e univoca, «perché gli stati nazionali da soli sono destinati a fallire, questo è un tema che deve partire anche dalle amministrazioni locali, perché è dal basso che si crea un sentiment, un’opinione. Non può essere solo Papa Francesco che dice tutti i giorni ‘basta al genocidio’».
Arriva il momento della presentazione dei risultati. Parte dall’associazionismo, in particolare accenna ai risultati conquistati dall’associazione Educare alla vita buona, realtà virtuosa del territorio che grazie al lavoro dei suoi volontari è riuscita ad ottenere importanti fondi per alcuni importanti progetti, tra cui il Polo di eccellenza educativa. Racconta con orgoglio del nuovo impianto di atletica indoor, non tralasciando di ringraziare la Fondazione Perugia e il concittadino Fabrizio Stazi per la sua presenza assidua. Il secondo tema è quello della transizione digitale, con l’investimento di oltre due milioni di euro destinati alla fibra di ultima generazione e l’attivazione del portale “Digitadino” che offre tanti servizi ai cittadini.
Procede elencando altri obiettivi raggiunti, ne citiamo solo alcuni: i trentatré chilometri di nuovo acquedotto che permetteranno di recuperare importanti risorse idriche altrimenti disperse, l’efficientamento della pubblica illuminazione, i grandi eventi sportivi, con le importanti ricadute sul territorio. I lavori per l’abbattimento delle barriere architettoniche e le nuove palestre di Cartiere e Cerqueto, il nuovo asilo nido di Cerqueto, gli otto milioni ottenuti per il rifacimento dell’istituto Casimiri e i due per Villa Luzi. Introducendo il tema della Comunità energetica rinnovabile, coglie anche l’occasione per esprimere in maniera chiara e definitiva il parere negativo sul progetto di parco eolico presentato da Renexia Spa. Dice ‘siamo favorevoli all’eolico, ma non a tutti i costi’. È un po’ polemico con la Regione quando affronta il tema del recupero dell’ex ospedale Calai, un progetto che, afferma «non vedrà la luce, in ogni caso, prima di dieci anni».
La situazione, naturalmente, non permette ai giornalisti di fare le domande scottanti: quelle relative all’Oasi Rocchetta, all’ex – Tagina, al Centro promozionale della Ceramica, alla scuola elementare Domenico Tittarelli, i cui lavori sono fermi da anni, alla chiusura di tante fabbriche e attività commerciali, al forte calo demografico, che ha fatto retrocedere Gualdo Tadino a piccola città. Ci saranno, ne siamo certi, altre occasioni, la campagna elettorale sarà lunga e senza esclusione di colpi da parte degli avversari, tutti i nodi verranno al pettine. La serata si conclude in modo sentimentale, Berlusconi docet. Un video racconta la sua vita familiare e l’amicizia. Immagini dei genitori e del fratello, della moglie e della figlia, quelli che «risentono – dice – dell’impegno totalizzante della vita da sindaco».
Alla fine li chiama tutti sul palco, per ringraziarli e per dare avvio, insieme a loro, alla terza (consecutiva) campagna elettorale. È solo il primo atto di un viaggio che si compirà il prossimo 8 e 9 giugno e che sarà certamente ricco di colpi di scena e avvenimenti inattesi. I mal di pancia non saranno pochi, dopo l’annuncio ufficiale della sua candidatura, soprattutto nel centrosinistra. Avrà le chances per essere rieletto? I gualdesi saranno disposti a rinnovargli la fiducia? Difficile a dirsi, anche se l’approvazione in extremis del decreto sul terzo mandato ai sindaci dei piccoli centri è la prova provata della fortuna che lo assiste. Vedremo se il vento in poppa lo sospingerà fino alle prossime elezioni.
