Il segretario provinciale del Prc Enrico Flamini

di Daniele Bovi

«Al fascismo del terzo millennio si risponde con l’antifascismo del terzo millennio». Rifondazione comunista e i suoi eletti al Consiglio provinciale di Perugia sono pronti a dare battaglia contro tutte quelle associazioni che si richiamano agli ideali del Ventennio e, tramite un ordine del giorno da presentare in tutti i consigli, chiedono di non concedere più «patrocini o sale delle istituzioni a tutte quelle associazioni che si ispirano alla storia e ai valori del fascismo». Anche perché, come spiega il partito, «è proprio dall’antifascismo che sono nate le istituzioni repubblicane».

La conferenza stampa A mandare su tutte le furie il Prc, tra le altre cose, la concessione della sala consiliare di Bastia Umbra «a un’associazione che vuole ricostruire il fascismo del terzo millennio» e altri episodi poco edificanti: «Recentemente – ha spiegato il coordinatore dei Giovani Comunisti Andrea Ferroni, presente alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa insieme ad alcuni partigiani, ai consiglieri provinciali Baldelli e Benigni e al segretario provinciale Enrico Flamini – è stato incendiato il nostro circolo di Gubbio e a Torgiano ci è stata bruciata una bandiera».

Flamini: serve segnale forte «Con questa iniziativa – dice Flamini – vogliamo dimostrare come non tutti sono narcotizzati. Dall’Umbria che tanto sangue ha versato dobbiamo dare un segnale forte: ci aspettiamo ad esempio un’opposizione ferrea da parte del presidente della Provincia Guasticchi e del sindaco di Perugia Boccali contro la legge Fontana che vuole equiparare i partigiani ai repubblichini di Salò».

Benigni: offesi e umiliati «Come associazione dei partigiani – ha detto in un intervento particolarmente appassionato il consigliere provinciale Furio Benigni, figlio di partigiano – ci sentiamo offesi e umiliati da chi vorrebbe equiparare chi ha liberato l’Italia sia dal nazifascismo che dai padroni, portando il Paese nell’era moderna, con chi ha fatto una scelta diversa come la Repubblica Sociale e quindi la continuazione ideologica del fascismo. Il sangue dei martiri umbri e italiani non chiede vendetta, ma deve essere rispettato e ricordato. Ai fascisti si danno delle sedi istituzionali, mentre all’Anpi non si riesce neanche trovare le risorse per andare a ricordare cosa è accaduto in Italia nelle scuole».

Sabato assemblea pubblica E proprio per tenere viva la memoria il partito ha organizzato per sabato alle 17 nella sede della federazione perugina di via Campo di Marte un’assemblea pubblica con, tra gli altri, Bianca Bracci Torsi, staffetta partigiana e coordinatrice nazionale Anpi. «Ora – ha concluso Baldelli – si deve lottare per ricordare chi ha salvato e liberato l’Italia, e chi invece ha avvallato le stragi in Umbria da parte dei nazisti. Non bisogna dimenticare il sangue di tanti italiani e il sacrificio dei partigiani che ci hanno portato in dote una Costituzione Repubblicana e uno stato sociale tra i più forti del mondo».

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