Catia Polidori

In riferimento all’articolo Catia Polidori nel governo e nel cda Sirci, l’ombra del conflitto di interessi pubblicato da Umbria24.it come rassegna stampa dell’articolo di Sergio Rizzo pubblicato a pag.11 del Corriere della Sera del 9 giugno 2011, riceviamo la seguente richiesta di rettifica che, benché indirizzata al Corriere della sera, facendo il nostro articolo riferimento a quello del Corriere riteniamo doveroso pubblicare allo stesso modo.

Gent.mo Direttore,

In riferimento all’articolo a firma di Sergio Rizzo pubblicato a pag.11 del Corriere della Sera del 9 giugno 2011, stante il carattere gravemente lesivo e diffamatorio dello stesso, si richiede la pubblicazione del seguente testo di rettifica: __

Si precisa che in merito al ruolo di consigliere di amministrazione della società Sirci Gresintex Spa, l’on. Catia Polidori ha presentato le sue dimissioni in data 6 maggio 2011, il giorno stesso della sua nomina a Sottosegretario di Stato allo Sviluppo Economico: non può quindi risultare incompatibile per un incarico che non riveste.
Riguardo alla Sirci Gresintex Spa, inoltre, si precisa che la società ha ceduto i propri asset il 30 aprile 2011 alla GDS Srl, costituita nel febbraio 2011 da Sirci Gresintex Spa e Dalmine Resine Spa. In tal senso Sirci Gresintex Spa da tale data non risulta più operativa. Catia Polidori quindi, prima della nomina a Sottosegretario, rivestiva un incarico in una società inattiva.

Per quel che riguarda l’ingresso dell’on. Catia Polidori nel Cda di Sirci, si allega visura camerale dalla quale si evince che ciò avveniva nell’anno 2005, quindi ben tre anni prima dell’ingresso in politica. A quel tempo l’on. Polidori era impegnata esclusivamente in attività di carattere imprenditoriale e quindi non vi è alcuna consequenzialità tra il suo impegno politico e il ruolo di consigliere di amministrazione di Sirci.

A completamento dell’informazione si ricorda che Catia Polidori assumeva l’incarico di consigliere di amministrazione in Sirci quando la società fatturava 20 milioni di euro e, alla data del suo ingresso in politica, la società era già proiettata verso un fatturato non lontano dai 70 milioni di euro. Il compenso da lei percepito negli anni in cui ha ricoperto l’incarico è stato di 8 mila euro annui lordi.

Infine si segnala che la risoluzione da lei presentata presso le Commissioni VIII e X della Camera dei Deputati, propedeutica alla proposta di legge dello scorso marzo in merito all’ammodernamento delle reti idriche e fognarie italiane, è stata presentata in data 19 maggio 2009, a seguito di un’audizione presso le suddette Commissioni, di imprenditori rappresentanti il polo dei tubi pvc, docenti universitari, ingegneri del politecnico, e votata all’unanimità in quanto l’analisi metteva in evidenza che “i maggiori costi imputabili all’inefficienza della rete nazionale vengono ad oggi sostenuti direttamente dai cittadini con evidente sottrazione di risorse alla capacità di spese delle famiglie”. L’evoluzione naturale della risoluzione è stata la proposta di legge in questione, presentata raccogliendo le istanze di numerosi imprenditori del settore. In un momento di grave crisi economica il provvedimento consentirà di investire il risparmio derivante dal taglio degli sprechi traducendoli in volano per l’economia. Si ricorda peraltro, che le opere del settore idrico sono state inserite dal CIPE fin dal 2001, nel Programma delle opere strategiche, di cui alla cosiddetta “Legge obiettivo”.

Inoltre, lo stesso Rizzo, fa riferimento ad un ipotetico rapporto di parentela tra la stessa Polidori e il Patron della Cepu, suo omonimo. A tal proposito si precisa che On. Polidori, come dimostra il certificato dell’anagrafe, non ha alcun rapporto di parentela con Francesco Polidori e non ha alcun interesse, diretto o indiretto, nella Cepu, che non è detenuta né partecipata neppure da membri della sua famiglia; non ha votato il provvedimento presentato dal Ministro Maria Stella Gelmini, contenente anche i provvedimenti sulle università telematiche; non ha avuto alcun coinvolgimento nell’ emanazione del decreto di attivazione della ECampus di Novedrate nel 2006, in quanto all’ epoca non era deputata.

Nell’allegare la documentazione che attesta quanto sopra riportato nel testo di rettifica e alla luce del quadro qui tracciato e ampiamente documentato, si ribadisce la richiesta di immediata rettifica all’articolo in questione al fine di ristabilire la verità dei fatti, ai sensi di legge entro 48 ore dalla presente comunicazione

Studio legale Fiorucci Santioni

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