di Dan. Bo.
Appelli e tour tra i lavoratori. Così si è svolto il penultimo giorno di campagna elettorale di Andrea Romizi e dei suoi nuovi alleati, ovvero Dramane Waguè e Urbano Barelli. Romizi ha trascorso il giovedì tra i lavoratori di Gesenu, Umbria mobilità e Cooperativa multiservizi, ai quali ha ribadito «la nostra vicinanza ai soci lavoratori, al centro di una delicata questione di passaggio di appalti per la pulizia del Comune e del palazzo di giustizia». Il tour del candidato sindaco del centrodestra è poi proseguito tra i lavoratori della Gesenu e in serata terminerà con quelli di Umbria mobilità. Tutte società che stanno vivendo mesi molto difficili: «Il nostro scopo – ha detto ai lavoratori – è quello di migliorare la qualità dei servizi, di far crescere la competitiva delle aziende perugine di qualunque genere, ovviamente anche le cooperative e le partecipate, quest’ultime bisognose di una profonda riorganizzazione. Proprio le partecipate sono delle punte di diamante da rivitalizzare, nel rispetto dei tanti lavoratori che ogni giorno si impegnano».
BOCCALI PROMETTE: SULLA GIUNTA VI STUPIRÒ
Voci infondate Romizi ha anche voluto rassicurare tutti i lavoratori a proposito delle «infondate voci – ha detto – messe in giro ad arte per spaventare i lavoratori di certe realtà, come ad esempio le cooperative. Noi siamo pronti a rassicurarli ed a rilanciare. Nel nostro programma c’è l’intenzione di voler puntare, laddove la normativa ce lo permette, su appalti a km “0”. Il resto, per usare due parole che oggi sembrano andare tanto di moda, sono solo strumentalizzazioni elettorali. Strumentalizzazioni di cui invece veniamo accusati noi ogni qual volta mettiamo in evidenza le carenze oggettive dell’amministrazione uscente, neanche fosse lesa maestà». Un’amministrazione alla quale Waguè non vuole lasciare la guida della città. In una «lettera aperta ai cittadini di Perugia» il candidato di Idee per Perugia ribadisce quanto già spiegato nei giorni scorsi, ovvero che l’accordo è stato fatto con Romizi, non con i partiti che lo sostengono.
I NUOVI ALLEATI: SIAMO IL COMITATO DI LIBERAZIONE
Renzi-Romizi «Noi della lista “Idee per Perugia” – scrive – all’unanimità abbiamo voluto fare un accordo di programma, lontano dalle ideologie e per gli ideali, con il nuovo Matteo Renzi dell’Umbria Andrea Romizi. Vogliamo che prevalgano le idee, le competenze e l’amore per Perugia! Una giunta di impronta civica che chiami al governo della città le migliori energie ed intelligenze». Quanto alle alleanze, Waguè ricorda al centrosinistra che nel gruppone c’è anche ‘Perugia è il bene comune’, la lista che ha tra i ‘padri spirituali’ l’ex candidato del centrodestra Pino Sbrenna e l’Udc Maurizio Ronconi e che ha eletto in consiglio un altro Udc, Mauro Cozzari. Altro punto fermo dell’accordo Waguè-Romizi-Barelli è quello sulla giunta, per intero composta dai cosiddetti esponenti della società civile. «Una giunta post-ideologica e delle competenze – dice Waguè – per risolvere i problemi della nostra città».
Leonelli non ci sta L’accostamento Romizi-Renzi fa sobbalzare sulla sedia il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli: « Capisco che in questo particolare momento storico il nome di Matteo Renzi è molto più popolare di quello di Silvio Berlusconi e che a livello elettorale il progetto del Pd, orientato al cambiamento e a un profondo rinnovamento del Paese, è molto più credibile e spendibile degli spot di un centrodestra allo sbando, ma il tentativo di ‘pubblicità per agganciamento’ fatta dal candidato ‘apparentato’ Wagué fa sinceramente sorridere». Di più. Quella tentata da Waguè è, secondo Leonelli, «quella che in diritto si chiama concorrenza sleale, un’operazione così maldestra che auspico venga punita dagli elettori».
L’attacco di Barelli Barelli invece parla dalla sua pagina Facebook e scaglia contro Boccali un attacco pesante, tirando in ballo pure i rispettivi titoli di studio: «Nemmeno la disperazione politica – scrive – può giustificare gli attacchi personali che il sindaco uscente Boccali rivolge ai suoi avversari per screditarli e danneggiarli politicamente, personalmente e professionalmente. Non scenderò al suo livello per ricordare che non ha mai svolto alcuna professione in vita sua e che si mantiene solo grazie allo stipendio di sindaco che tutti noi cittadini tartassati siamo costretti a pagargli a fine mese. Anche se non si può tacere del fatto che per la candidatura a Capitale europea della cultura non aiuta avere un sindaco con il solo diploma dell’istituto tecnico». E «non è di certo un diplomato all’Itis a poter giudicare delle superiori professionalità e competenze altrui». Poi, segue elenco di «importanti risultati e riconoscimenti conseguiti a livello locale e nazionale» e la minaccia di querele: «In questa campagna elettorale – dice – ho evitato di reagire alle offese personali e professionali con querele o azioni per danni, ma il ripetersi degli insulti mi costringerà a tutelarmi in tutte le sedi».
