Tutto bene tranne un punto, quello più sensibile: l’erogazione del gettone solo in caso di effettiva presenza del consigliere alle sedute di consiglio e commissione. La Prima commissione di palazzo dei Priori martedì ha respinto la petizione popolare relativa al diritto alla conoscenza e trasparenza dei lavori del Consiglio comunale presentata lo scorso 19 settembre e firmata da 209 sottoscrittori: al momento del voto sette gli astenuti (Perari, Sorcini, Pastorelli, Vezzosi, Borghesi, Bistocchi e Fronduti), un solo il contrario (Camicia) e due a favore (Rosetti e Giaffreda). La petizione è stata illustrata dal delegato civico Michele Guaitini, dei Radicali di Perugia, e con essa si chiede di pubblicare sul sito istituzionale, per ogni seduta, la registrazione audio e video, l’ordine del giorno, il verbale, l’esito di tutte le votazioni e indicazione puntuale dei consiglieri presenti; idem per ordini del giorno, mozioni e interrogazioni presentate dai consiglieri con il relativo iter; possibilità di eseguire ricerche per argomenti o di tipo full text nei verbali e negli ordini del giorno e, infine, il punto più discusso, quello che ha fatto saltare il tavolo.
Il dibattito Dai banchi del Pd Borghesi ha ricordato che «nel corso della passata legislatura è stato effettuato un attento studio di revisione del regolamento del Consiglio comunale, con ampio dibattito concentrato proprio sul tema dell’effettiva presenza ai fini dell’erogazione del gettone di presenza. In tal sede – ha spiegato – si decise di non quantificare temporalmente la presenza perché la stessa deve essere correttamente parametrata alla fattiva partecipazione del consigliere alla vita politica dell’Ente, con ciò considerandosi anche quella che avviene fuori delle sedute». Molti dubbi anche da parte dei forzasti Perari e Sorcini: secondo quest’ultimo «si debba considerare l’impegno del consigliere comunale in senso più ampio rispetto a quello proposto nella petizione, visto che ognuno di noi svolge, oltre l’attività di Consiglio e commissione, anche un’attenta attività di studio ed esterna all’Ente. Questi impegni – ha detto non sono certamente quantificabili,-ma rappresentano una fetta importante del ruolo del consigliere».
L’EPISODIO: 116 EURO PER 15 MINUTI IN COMMISSIONE
Il M5S Via libera invece da parte dei due esponenti del Movimento 5 Stelle: Giaffreda ha concordato con la necessità di regolamentare il concetto di effettività così come avviene nelle scuole, «perché questo – ha detto – è l’unico parametro di giudizio fondamentale per l’erogazione del gettone». Sul tema dell’indennità Rosetti ha ricordato che «la legge prevede specificatamente il parametro dell’effettività: spetta ora agli uffici valutare cosa debba intendersi con tale termine parametrandolo necessariamente ad una precisa presenza temporale». Due i problemi segnalati da Guaitini nella sua replica: «Il consigliere comunale che firma e va via – ha detto – crea un problema di decoro proprio e delle Istituzioni. Questo aspetto, disciplinando meglio il concetto dell’effettiva presenza, deve essere corretto, anche in considerazione di quanto sancisce il Tuel».
Guaitini «Certamente – continua – normare l’effettiva presenza non è compito facile, perché qualunque parametro in teoria può essere superato. Infine votare sì o no alla petizione basandosi solamente sull’ultimo punto concernente l’indennità non appare corretto dovendosi, al contrario, effettuare una valutazione generale della proposta avanzata dai cittadini firmatari». videntemente si vuole conservare la possibilità di poter presenziare alle sedute di commissioni e consiglio anche solo per 1 minuto maturando il gettone. Altrimenti non si spiegherebbe perché bocciare in toto una petizione della quale si condivideva tutto il resto del contenuto». Ora la petizione dovrà essere portata in consiglio comunale entro la fine dell’anno per il voto finale.
