di Daniele Bovi
I numeri relativi al bilancio del Comune di Perugia finiscono al centro del dibattito agostano tra Pd e giunta comunale. Sul tavolo c’è l’elenco con le singole voci di spesa di palazzo dei Priori consegnato da Francesco Calabrese, martedì scorso, durante la seconda seduta della nuova commissione sulla revisione della spesa voluta dall’assessore. I numeri sono quelli presi dalla banca dati del Siope (il ‘Sistema informativo delle operazioni degli enti locali’ della Banca d’Italia), dalla quale emergono delle differenze rispetto alle uscite e alle entrate messe nero su bianco sui bilanci pubblicati dal Comune di Perugia.
Differenze Un esempio riguarda i dati relativi agli affitti sborsati ogni anno da palazzo dei Priori: secondo i tecnici comunali nel 2013 ammontano a 2,969 milioni di euro, mentre stando al Siope 4,668. Una differenza notevole: dov’è l’errore? Il Siope, istituito con la Finanziaria del 2003, è alimentato in tutta Italia dalle comunicazioni fatte dai tesorieri di qualunque amministrazione pubblica che, quando incassano o quando pagano, trasmettono i numeri ad un archivio gestito da Bankitalia. In questo modo si garantiscono trasparenza e accesso ai dati finanziari delle istituzioni pubbliche.
Pd all’attacco Sui «dati che sono stati estrapolati da un documento preso on-line da una non ben specificata banca dati» dà battaglia il Pd (che ha deciso insieme al Psi di non partecipare ai lavori della commissione) con il consigliere comunale Erika Borghesi, la quale «dopo aver appreso dalla stampa che la spesa corrente sarebbe aumentata tra 2012 e 2013 di ben 32 milioni di euro», fa «notare, anche all’assessore, che i bilanci del Comune di Perugia e relative relazioni dell’organo di revisione sono facilmente consultabili sul sito del Comune e basta avere un po’ di competenza per evidenziare che i dati e le cifre sono ben altre». Nel 2012, spiega Borghesi, la spesa corrente era esattamente di 169 milioni (e non 155), nel 2013 di 178 milioni e non di 187».
Bilancio sperimentale Il consigliere Pd scrive poi a cosa è da addebitare l’aumento («di nove milioni e non di 32»), e cioè agli effetti «dell’applicazione dei nuovi principi di contabilità armonizzata, il cosiddetto bilancio sperimentale che il Comune ha deciso adottare assieme ad altri pochissimi Comuni d’Italia». Poi precisa le cifre relative a Gesenu, trasporti e affitti, più basse di quelle contabilizzate dal Siope. «Mi rammarico ancora una volta – commenta Calabrese – per l’immotivato atteggiamento pregiudiziale degli esponenti del Pd a Palazzo dei Priori».
Elenco utile L’assessore facendo poi riferimento «alla notoria pubblica banca dati sconosciuta a chi ha scritto il polemico comunicato», sostiene che «con la nota a firma Erika Borghesi vengono esposti una serie di dati degli ultimi bilanci comunali che neanche intuisco cosa dovrebbero confutare». Secondo Calabrese l’elenco «è uno strumento utile per orientare i versanti di spesa da esaminare, potendoli paragonare con gli altri comuni italiani presenti nella stessa banca dati. Nulla più, dati tutti da approfondire insieme a chi ce li potrà ben spiegare e continuo a rammaricarmi di un atteggiamento che non capisco a chi e a cosa serva».
Twitter @DanieleBovi
