La prima riunione della Commissione sulla Spending review

di Daniele Bovi

«Inaccettabile», «irricevibile», «grave». Tutti i membri della maggioranza di centrodestra che siedono nella commissione Controllo e garanzia definiscono così l’audizione, programmata per lunedì mattina, di due professori (Antonio Bartolini e Alessandra Pioggia) che dovrebbero esprimersi a proposito della legittimità o meno della commissione sulla revisione della spesa di palazzo dei Priori. La notizia dell’audizione dei due professori di Diritto amministrativo, che insegnano entrambi all’Università di Perugia, è contenuta nella convocazione firmata dalla presidente della commissione, la democrat Emanuela Mori.

IL DOCUMENTO DEL CENTRODESTRA

Legittimità Sul tavolo della commissione infatti c’è ancora in sospeso la discussione sulla mozione presentata da Pd e Psi in cui si contesta la legittimità dell’organismo (al quale non partecipano) voluto dalla giunta a fine luglio e guidato da Francesco Calabrese: il problema però è che il centrodestra lunedì vorrebbe solo fare una «discussione finale» mentre Pd e Psi vogliono ascoltare i due professori e tenere alta l’attenzione sul caso. In una mozione depositata venerdì così i membri del centrodestra parlano, al di là delle audizioni, di forzatura dato che «né lo statuto né il regolamento del Consiglio comunale attribuiscono alcun vaglio di legittimità degli atti dell’amministrazione comunale» alla Controllo e garanzia.

Revoca immediata I consiglieri tuttavia spiegano di aver partecipato «con spirito pratico ed interessato a discutere e chiarire quali attività svolge la commissione sulla revisione della spesa comunale», ricordando poi che un mese fa il segretario comunale Di Massa ha spiegato che a suo avviso la delibera che istituisce la commissione è pienamente legittima. A far drizzare i capelli al centrodestra c’è anche il fatto che è «notoria» la «militanza Pd» dei due professori e che, come da regolamento, non è stato chiesto il parere favorevole della Controllo e garanzia sui due nomi. «Si vorrebbe trasformare – dicono – la commissione Controllo e garanzia in un tribunale, senza neanch eavvocati, ma con un sommario giudice che arriva a dire, con le esposte suggestive insegne dell’Università degli Studi di Perugia, se è legittima l’attività del Comune di Perugia». Tutti motivi per cui si chiede la «immediata revoca dei due inviti unilateralmente programmati».

Twitter @DanieleBovi

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