di Daniele Bovi
Nessuna riserva, almeno a parole, sull’obiettivo politico mentre molti invece sono i dubbi sul piano formale. Lunedì mattina a palazzo dei Priori sul tavolo della commissione Controllo e garanzia si è parlato di un’altra commissione, quella sulla revisione della spesa istituita dalla giunta, della quale Pd e Psi chiedono con un ordine del giorno che sia valutata la legittimità. Legittimità della quale invece non ha dubbi il segretario generale dell’ente Francesco Di Massa. «La questione non è politica – ha detto Tommaso Bori, Pd, che ha anche chiesto l’intervento di esperti esterni al Comune – visto che la revisione della spesa è uno dei punti portati avanti anche dal governo guidato da Renzi; il problema è che la giunta non può istituire commissioni, potere che spetta al Consiglio, per di più senza un parere di regolarità tecnica». Secondo il socialista Nilo Arcudi e il capogruppo dei democratici Diego Mencaroni poi, i temi trattati dalla commissione (che tornerà a riunirsi domani come ogni martedì alle 15.30) si sovrappongono a quelli di cui si occupa la commissione Bilancio.
Illegittima «Tutti i professori universitari da me consultati – ha detto Arcudi – giudicano questa commissione illegittima: utilizziamo un altro strumento legittimo dal punto di vista statutario e regolamentare e nessuno dirà di no. Io personalmente voterò a favore». «È solo un gruppo di lavoro – dice poi Mencaroni – al quale possono partecipare tutti così, all’improvviso. Facciamo attenzione perché può diventare un ricettacolo di frustrati che ce l’hanno con la vecchia amministrazione». La pentastellata Cristina Rosetti invece ha chiesto che la giunta ritiri l’atto in quanto «la commissione è palesemente illegittima. Non bisogna prevaricare – ha aggiunto – i poteri del consiglio e delle commissioni». Pd e Psi poi spiegano che a loro avviso la commissione non ha competenze di mera raccolta di dati, dato che le viene attribuito il potere di proposta, e che non sia un atto di indirizzo politico bensì organizzativo.
Ammissibile Dalla maggioranza è arrivata invece la difesa di un organismo che è «informativo e di studio – ha spiegato Pastorelli, senza alcuna finalità di sostituirsi alla Seconda commissione». «Non coprendo – ha detto poi Piero Sorcini, FI – quali siano gli obiettivi politici che l’opposizione intende porsi con questa mozione, salvo quello di procrastinare i tempi e fare ostruzionismo. L’obiettivo di arrivare ad una revisione della spesa infatti rimane». Sorcini ha anche fatto presente che l’atto di giunta è firmato dal segretario generale che, convocato dai consiglieri, ne ha ribadito la legittimità: «Rappresenta – ha sottolineato – un provvedimento di alta auto-organizzazione; che poi l’organismo istituito assuma il nome di commissione o altro, ciò ha scarso rilievo. Non essendo specificatamente vietato dalla normativa, tale organismo si configura come ammissibile». L’unico limite è rappresentato dalla non ‘invasione’ delle competenze di altre commissioni o del consiglio.
Lavori aggiornati Quanto al fatto che i dirigenti partecipano alle riunioni («togliendo così – dicono le opposizioni – tempo al lavoro»), Di Massa ha ricordato che «questi ultimi hanno il dovere, se la giunta o il consiglio lo richiedono, di partecipare alle riunioni indette da questi ultimi, comprese quelle concernenti la commissione per la revisione della spesa. Ciò non determina alcuna sottrazione al proprio lavoro, perché è parte integrante, invece, dei compiti della dirigenza. Tutte le eventuali valutazioni emerse nella commissione – ha concluso – verranno sottoposte al vaglio dei dirigenti, della giunta o del consiglio per la valutazione dei rispettivi provvedimenti che potrebbero essere assunti. Il potere di questi organismi, quindi, rimane intatto». I lavori sono stati aggiornati alla prossima seduta, quando si valuterà la possibilità di convocare o meno un esperto per sciogliere il nodo.
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