Il consiglio comunale di Perugia (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

Salta la seduta di bilancio del consiglio comunale di Perugia e scoppia la bufera politica. Il motivo tecnico è stata l’assenza di tre consiglieri del gruppo Sinistra e Socialisti, che ha fatto saltare il numero legale, insieme alla dichiarazione di assenza da parte del Pdl. Fra note di precisazione una di seguito all’altra, resta il rinvio della seduta a mercoledì.

La comunicazione Una nota ufficiale comunica che «la seduta del consiglio comunale di Perugia, dedicata al bilancio di previsione, è stata rinviata alla seconda convocazione, prevista per il giorno di mercoledì 27 giugno, con inizio alle 10.30. Nel corso dell’’appello della prima convocazione, in programma questa mattina (lunedì, ndr), infatti, non è stato raggiunto il numero legale (21 consiglieri) necessario per dare corso validamente alla seduta».

I socialisti: motivi tecnici La spiegazione dell’assenza Attraverso una nota stampa il gruppo comunale di Sinistra e Socialisti ha voluto spiegare i motivi dell’assenza dei tre consiglieri al momento dell’’appello. In sostanza, il capogruppo Catrana era in ferie, mentre Branda e Segazzi erano in procinto di arrivare in aula. «L’assenza dei consiglieri socialisti – si legge – è legata esclusivamente a motivi di carattere logistico e organizzativo. Il ruolo e il sostegno dei socialisti all’Amministrazione Comunale, come è stato dimostrato in questi anni è del tutto leale e corretto. Il gruppo Socialista ha approvato le politiche dell’’amministrazione messe in campo per il Bilancio di Previsione 2012 come è testimoniato dalla votazione in Commissione e come sarà confermato nella seduta di mercoledì».

Maggioranza: siamo compatti Poi è arrivata una precisazione dei capigruppo di maggioranza Francesco Mearini, Mario Catrana, Filippo Cardone, Emiliano Pampanelli, Pier Luigi Neri. «La maggioranza – sostengono – è convinta e compatta nel sostenere il Bilancio del Comune di Perugia. La mancanza del numero legale ad avvio della seduta odierna è un mero incidente di percorso. Solo alcuni dei consiglieri di maggioranza non hanno potuto, per motivi personali, raggiungere in orario la sede del consiglio comunale. Rimarchiamo lo scorretto comportamento della minoranza che, pur essendo presente in aula, dichiarava in sede di appello la propria assenza. Riteniamo che oltre ad essere un dovere proprio della maggioranza, di cui assumiamo in pieno la responsabilità, garantire il funzionamento delle istituzioni sia dovere collettivo».

Pdl all’attacco In una nota il Pdl sottolinea come «l’assenza di pezzi della maggioranza, con la mancanza in primo luogo del sindaco, non permettono al consiglio di riunirsi per discutere il bilancio di previsione che prevede, tra l’altro, l’introduzione delle nuove aliquote Imu». «Siamo usciti dall’aula – spiega il gruppo Pdl – perché fosse certificata la leggerezza con cui la sinistra amministra questa città. L’atto fondamentale del Consiglio (una sorta di fiducia al Sindaco) non aveva neanche i numeri per aprire la discussione, un onere che spetta in pieno alla maggioranza. Noi abbiamo fatto la nostra parte, con l’unico strumento che avevamo per fermare l’introduzione delle nuove aliquote Imu che peseranno gravosamente sui perugini». Quanto avvenuto, secondo il Pdl, si somma a quanto successo venerdì in commissione Bilancio, con il vice presidente del Pd che vota contro l’atto di programmazione economica e i consiglieri di maggioranza in ordine sparso sugli emendamenti. «Non amiamo occuparci dei problemi degli altri – conclude il Pdl – ma  quando questi ricadono sulla città diventano anche problemi nostri.  Non abbiamo intenzione di fare sconti alla maggioranza. Se non sono in grado di approvare il bilancio, se ne vadano a casa. Noi sapremo farci trovare pronti per ogni evenienza. Non è il Pdl che si deve vergognare per la mancanza del numero legale, ma è la maggioranza che dovrebbe riflettere sulla sua incapacità di “tenuta” su un atto fondamentale».

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