di Daniele Bovi
Dodici domande, un minuto e mezzo a testa per rispondere, qualche punzecchiatura, un solo ululato e alcuni punti su cui tutti sono d’accordo. Lunedì sera al teatro Pavone i sei candidati sindaco di Perugia hanno partecipato al confronto organizzato dall’associazione «Perugia non è la capitale della droga» e moderato dai giornalisti del Messaggero Egle Priolo e Luca Benedetti. Wladimiro Boccali, Andrea Romizi, Urbano Barelli, Adriana Galgano, Dramane Waguè e Cristina Rosetti si sono affrontati sui temi come quello della partecipazione, del centro storico e dei suoi problemi, sulla ztl e la mobilità passando per sicurezza, università, tasse e crisi economica. Nel finale lo scontro si accende tra Boccali e Rosetti del M5S, con il primo che si rivolge a lei chiamandola «Signora Rosetti» e la seconda che ricorda al sindaco di essere un avvocato al contrario di Boccali. Qualche urlo dalla platea dove sedevano i supporter dei candidati e nulla più.
Punti in comune Una platea dove prima del fischio d’inizio si fa di conto e si parla di un centrosinistra ventre a terra alla caccia del colpo grosso, ovvero quello di una vittoria al primo turno che eviterebbe un ballottaggio dagli esiti tutt’altro che scontati. Poi, la battaglia per il secondo posto tra Cristina Rosetti e il centrodestra di Andrea Romizi, sapendo che i sondaggi circolati nelle scorse settimane potrebbero sottostimare il consenso dei 5 Stelle. Un alto dirigente del Pd è sicuro: «Il centrodestra è l’ultimo dei nostri problemi». Ascoltando le risposte dei sei candidati si notano molti punti in comune come ad esempio le idee sul Mercato coperto: tutti, al di là delle sfumature, sono convinti che la struttura debba tornare a svolgere la funzione di mercato, con un’attenzione forte ai prodotti locali. Ad accomunare i sei sfidanti anche lo stop al consumo del territorio, l’idea di recuperare le strutture esistenti e di affidare gli spazi vuoti in centro a prezzi di favore o in comodato d’uso, magari a start-up o ad artigiani (anche se Galgano chiede attenzione per chi gli affitti, alti, li paga), l’abolizione della tassa di soggiorno, la volontà di abbassare le tariffe dei parcheggi.
Niente seconda tratta Un coro di no arriva anche sull’ipotesi di realizzare la seconda tratta del Minimetrò, con Waguè che ritiene che al massimo la si può pensare non in direzione Monteluce bensì verso l’ospedale cittadino. Boccali, proprio sul Minimetrò, ricorda a Barelli una collaborazione con la vecchia giunta a proposito della seconda tratta e incassa l’ululato di parte del pubblico sul Mercato coperto: «Struttura sulla quale ci sarà un bando pubblico per l’affidamento – dice -, visto che non è nostra e che quindi non la si può affidare come qualcuno pensa agli amici degli amici». Sulle tasse nessuno si sbilancia con proposte mirabolanti, anzi, vince una certa concretezza anche se tutti quella di soggiorno la vogliono cancellare: Boccali, una volta incassata la disponibilità del mondo economico a mettere risorse su eventi che portano turisti in città, ribadisce che si può lavorare per toglierla e promette a imprese e artigiani una revisione della tassazione sugli immobili produttivi. Romizi invece cita già cifre: taglio del 10% delle spese che porterebbe 20 milioni nelle casse di palazzo dei Priori da usare per abbattere la pressione fiscale. Per quanto riguarda gli altri, l’intenzione è quella di analizzare a fondo i bilanci e vedere se ci sono margini di manovra.
Partecipazione e referendum Ad accomunare i candidati anche la volontà di coinvolgere maggiormente la cittadinanza nel processo decisionale, seppur con idee diverse. Romizi idealmente divide il territorio comunale, tra i più grandi d’Italia, in 12 zone in ognuna delle quali tenere un consiglio comunale straordinario per raccogliere idee e suggerimenti, Barelli che come Waguè punta su una sorta di istituzionalizzazione di comitati e associazioni mentre Boccali vuol lavorare per ripristinare le circoscrizioni non escludendo la possibilità di istituire referendum su alcune decisioni. Referendum che piace anche a Galgano mentre Rosetti assicura la condivisione completa dei progetti in una sorta di «patto di collaborazione con i cittadini». Su mobilità e ztl posizioni più articolate. Galgano, come esperimento, vorrebbe un’abolizione della zona a traffico limitato per tre mesi così da vedere l’effetto che fa, Boccali punta ad una riduzione della tariffa notturna dei parcheggi ed a taxi a prezzi agevolati (in verità già sperimentati negli anni scorsi senza grande successo) nelle ore dove il minimetrò non funziona.
Trasporti e università Minimetrò che Waguè vorrebbe far girare più a lungo mentre a Barelli, per incrementare i passeggeri, piacerebbe il dimezzamento del costo del biglietto. Rosetti invece sostiene che la Ztl viene chiusa troppo presto (a mezzanotte) e punta tutto sull’idea del tram-treno. Un M5S che vuole anche il ripristino di alcune linee dirette tagliate durante la crisi di Umbria mobilità (ora acquistata da Busitalia), mentre Boccali boccia l’idea del tram-treno («non è possibile») e spiega di voler far crescere gli utenti del minimetrò e di voler portare bus più piccoli in centro. Bus più piccoli, con più frequenza e magari elettrici che rappresentano la ricetta di Adriana Galgano. Il tram-treno piace invece a Romizi che poi vorrebbe maggiore attenzione per la zona Nord della città. Parlando di università da parte di tutti e sei si sottolinea l’importanza della qualità dell’offerta formativa, compito che spetta agli atenei, e poi la necessità di migliorare i servizi offerti così da creare, come dice Rosetti, «un abiente favorevole». Boccali sul punto ricorda il protocollo che nelle prossime settimane il Comune vuol firmare, mentre Barelli e Romizi puntano il dito contro droga e criminalità che hanno veicolato all’esterno una pessima immagine di Perugia. «Dobbiamo fare di tutto – ha detto Galgano – per far sì che chi viene formato qui rimanga in città».
Sicurezza Sulla sicurezza, altro tema rovente, si separano i piani: da un lato i compiti di repressione che spettano alle forze dell’ordine, dall’altro il Comune che deve fare la sua parte. Rioccupazione degli spazi sembra essere l’idea che accomuna tutti, con Galgano che così come Boccali propone più telecamere e più illuminazione, mentre la parlamentare lancia l’idea di un nucleo della municipale per il contrasto della microcriminalità. Riqualificazione e eventi specialmente nei periodi dove sono meno frequenti sono le parole d’ordine di Waguè, mentre Rosetti sottolinea l’importanza di politiche sociali che puntino all’aggregazione e alla creazione di spazi autogestiti dai giovani.
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