Il consiglio comunale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Francesco non mollare». La notizia delle dimissioni di Francesco Calabrese lascia molti di stucco e, in attesa di capire se il pressing notturno darà i suoi frutti, sono in tanti quelli che lo invitano a rimanere al suo posto. C’è chi gli scrive messaggi sul telefonino o sul profilo Facebook («non mollare», non farci brutti scherzi») e chi, come il collega di giunta Michele Fioroni, prova a fare sfoggio di ottimismo: «Lavorare con Francesco Calabrese – scrive – è stato e sono convinto sarà un onore». «Non so – continua – se riuscirò a convincerti, ma credo che il nostro progetto abbia ancora bisogno di te, anche nel confronto a volte non sempre allineato tra chi tende ad essere più prudente e chi, coraggiosamente getta il cuore oltre l’ostacolo».

LE DIMISSIONI

Volti tirati In consiglio comunale lunedì pomeriggio i volti, in primis quelli del sindaco e di molti colleghi di giunta, alle prese con la prima vera, pesante tegola politica di questo avvio di legislatura, sono scuri e tirati. «Che casino» si limita a commentare un pezzo da 90 del centrodestra, mentre il fido Otello Numerini inforca il cappotto nero e a capo chino esce dall’aula. Anche se restasse, commenta più d’uno, la sensazione che qualcosa si sia rotto è netta. «C’è bisogno di te in questa giunta» dice poi l’assessore Dramane Waguè che lo invita a ripensarci: «Da te – continua – ho imparato tanto e vorrei che quel tanto, quella sostanza, quella qualità nelle tue azioni siano al servizio della nostra Perugia».

Psi e Pd Secondo il consigliere comunale del Psi Nilo Arcudi, invece, per la maggioranza «si apre un problema politico serio» perché si dimette «uno dei pilastri dell’amministrazione e ispiratore della lista politica che ha allargato il centrodestra». «La scelta – continua l’ex vicesindaco – era in qualche modo obbligata e testimonia la responsabilità di Calabrese. Benché noi l’abbiamo duramente criticata, la sua era una posizione chiara, che presupponeva una visione. Visto il ‘commissariamento’ fatto dal sindaco, la scelta di Calabrese è coerente». Ad Arcudi fa eco la coordinatrice comunale del Psi Claudia Bastianelli che vede all’orizzonte la fine «della luna di miele che vedeva la Giunta Romizi come la migliore espressione del cambiamento che avrebbe risollevato Perugia dalle sue difficoltà. Le dimissioni dell’assessore Calabrese dimostrano che nella maggioranza iniziano ad esserci degli scricchiolii e delle oggettive fratture».

Varasano Nel mirino del Pd e del Psi poi finisce la gestione della seduta di lunedì da parte del presidente del consiglio Leonardo Varasano che «non ha consentito ai consiglieri di esprimere posizione, favorevole, sulla proposta di rinvio della preconsiliare riguardante Centralcom». Dopo l’intervento a favore di Cristina Rosetti (M5S) infatti, Varasano ha ricordato che sulla mozione, così come vuole il regolamento, può esserci solo un intervento a favore e uno contrario. A quel punto Pd e socialisti sono usciti dall’aula sostenendo che «la pratica è stata trattata volutamente in maniera superficiale in commissione ed è divenuta imbarazzante dopo le dichiarazioni circostanziate dell’assessore Paparelli e dalle criticità emerse in seguito alle posizioni del centrosinistra cittadino».

Twitter @DanieleBovi

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