di Daniele Bovi
Lungo i pochi metri in corso Vannucci che separano palazzo dei Priori e piazza della Repubblica, sede regionale del Pd, tira una tramontana gelata. Lì dentro, sabato pomeriggio dopo il primo round di lunedì sera, ci sarà l’assemblea comunale del Pd che dovrà sciogliere il nodo della candidatura a sindaco della città. Una stanza dove si mischieranno le proposte politiche ai veleni e ai rancori personali che molto spesso, spiegano i frequentatori delle stanze del palazzo, si celano dietro i nobili intenti. Tutti gli occhi sono puntati sul sindaco uscente, Wladimiro Boccali, per il quale sono ore di riflessione e anche di una certa amarezza personale per la piega che stanno prendendo gli eventi, da ultimo il sondaggio commissionato dal partito. Diffuso proprio il giorno dell’assemblea, secondo molti in modo strumentale per colpire Boccali e con domande anch’esse fatte per metterlo in difficoltà, ora sembra ci sia un certo ‘mistero’ proprio intorno a chi l’ha commissionato. Da Roma spiegano di non saperne nulla, da Perugia idem, e allora la cosa certa è che qualcuno non la racconta tutta.
All’attacco? Di sicuro, spiega chi naviga questi mari da anni, nei palazzi del potere molti se ne commissionano e pochi vegono dati alla stampa, quasi mai per caso. Messa da parte l’amarezza Boccali potrebbe anche decidere di preparare per sabato un intervento tutto politicamente all’attacco. Un punto centrale sarà la relazione di fine mandato, introdotta con un decreto legge del 2012, che rappresenta un po’ il bilancio dei cinque anni di amministrazione sotto molti punti di vista, da quello giuridico-contabile a quello più politico. Secondo la legge va redatto entro 90 giorni dalla fine del mandato e quindi ecco che la scadenza si avvicina a grandi passi. Sabato mattina in una conferenza stampa Boccali renderà note le date in cui nelle prossime settimane sarà nei territori per raccogliere le istanze e raccontare quanto fatto. Un’occasione in cui probabilmente anticiperà quanto andrà a dire poche ore dopo all’assemblea del suo partito, che inizierà alle 15.30.
Giudizio Assemblea alla quale il sindaco potrebbe anche chiedere un giudizio netto sul suo mandato, senza ‘nascondersi’ dietro il paravento di una richiesta di primarie per non esprimere una posizione chiara. Insomma, si alzino le mani e sia evidente, di fronte a tutti, chi sta con chi. Chi approva e chi no. Già nel primo round dell’assemblea poi Boccali ha tirato in ballo il partito perugino, giudicato assente in questi anni. Non ho governato da solo, è il ragionamento, perciò se qualcosa ho sbagliato in questi anni voi dove siete stati? Sul tavolo dell’assemblea potrebbe planare un documento di cui ha discusso mercoledì la segreteria guidata dal neo-segretario Francesco Giacopetti, che a poche settimane dall’elezione deve subito affrontare una situazione assai complicata, avendo come obiettivo quello di non veder esplodere il partito.
Contributo politico In quelle pagine ci saranno molte cose, in primis un ragionamento sulla città, un contributo politico che parte dalla candidatura a capitale europea della cultura 2019 per toccare temi come la sicurezza, la green economy e le questioni che riguardano il centro storico. Una sorta di bilancio delle cose fatte e di quelle da fare. Di sicuro non comparirà la parola «primarie»: escluso che si metta l’assemblea di fronte l’aut aut primarie sì, primarie no.
Twitter @DanieleBovi
