Francesco Giacopetti (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Un segretario in sella, ma con una segreteria da rifare e un partito ancora sotto shock, dove manovre già di per loro difficili sono rese ancora più complicate dalla tempesta arrivata l’8 giugno. Dopo il primo round del 20 giugno, l’assemblea comunale del Pd perugino è tornata a riunirsi lunedì sera. All’ordine del giorno le dimissioni offerte da Francesco Giacopetti, al quale l’assemblea ha chiesto di ritirarle. Un Giacopetti che nelle prossime settimane dovrebbe essere affiancato da alcuni membri della segreteria regionale e che, complici anche le dimissioni di quattro membri renziani, dovrà mettere mano alla sua segreteria.

Nuova fisionomia Insieme alla squadra di Leonelli verrà messo sul tavolo un «un progetto di riorganizzazione e di rilancio programmatico del partito a Perugia». «C’è da ridefinire la fisionomia del Pd perugino – dice Giacopetti -, mettendo al centro i progetti e l’interesse generale, rivedendo le strutture territoriali per metterle in condizione di lavorare sul radicamento ma aprendoci sempre più e con sempre nuovi metodi e strumenti, costruendo organismi autorevoli e non fatti coi bilancini o di soli fedelissimi. C’è da aggiornare i nostri meccanismi di partecipazione, c’è da rimettersi in sintonia con i cittadini, ascoltando e confrontandosi, c’è da rimettere in moto la nostra capacità di elaborazione, grazie al contributo di idee e passione della società. C’è, infine, da imparare presto e con determinazione a essere una opposizione consapevole e propositiva».

Road map Nel lavoro di analisi e di proposta, che andrà avanti fino a settembre-ottobre, saranno coinvolti l’assemblea e i circoli. «Metteremo a punto una road map – spiega ancora il segretario – per centrare le priorità per il partito e per Perugia, da rafforzare attraverso un appuntamento programmatico; e lavoreremo per dare al Pd cittadino una fisionomia al passo coi tempi, contenuti per cambiare, credibilità, autorevolezza. Per tornare a vincere». Congresso a ottobre è la proposta che fa Renato Locchi, capogruppo in consiglio regionale ed ex sindaco della città. Da registrare infine in assemblea il nervosismo per la mancata elezione del capogruppo a palazzo dei Priori. Dopo la batosta, questo il ragionamento, meglio evitare ancora divisioni. Il gruppo pare essersi spaccato a metà: quattro i voti per Tommaso Bori e altrettanti per Leonardo Miccioni.

Twitter @DanieleBovi

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