di Daniele Bovi
Alla fine, nonostante le tensioni, le aliquote Tari e il regolamento che istituisce la nuova tassa sui rifiuti sono passati al secondo round di una tribolata seduta congiunta di Prima (Affari istituzionali) e Seconda commissione (Bilancio). Seduta alla quale non ha partecipato il forzista Carmine Camicia, pronto a a depositare sul tavolo qualcosa come 42 emendamenti che avrebbero comportato almeno un altro rinvio. Del caso si è parlato poco prima della seduta in una riunione tra forzisti, che hanno invitato l’esponente di FI a ritirarli: risultato, Camicia sbatte la porta e decide di non partecipare ai lavori e ora non è chiaro se il ‘pacchetto Camicia’ verrà ripresentato in Consiglio. Un altro esempio della tensione che serpeggia tra giunta e maggioranza.
TARI, LE SIMULAZIONI: QUANTO SI PAGA
LA GIUNTA CONVOCA I GRUPPI DI MAGGIORANZA
Il voto In aula nonostante l’assenza del forzista e qualche nervosismo tutto il pacchetto è stato approvato con 18 voti a favore (maggioranza) e 9 contrari (opposizioni). A parte piccole modifiche testuali, gli emendamenti presentati da Erika Borghesi (Pd) sono stati tutti respinti. Stessa sorte per quelli di un altro democrat (Bori), con i quali si chiedeva di mantenere in capo a Gesenu i servizi concernenti la raccolta delle carogne animali, la raccolta delle siringhe, ed infine la pulizia di caditoie e pozzetti. Proprio riguardo siringhe e carogne, in commissione sono stati forniti dati di raccolta mensili così bassi da destare più di una perplessità. Tornando al dibattito, ko anche le modifiche proposte da Vezzosi (Pd) per alzare gli incentivi a favore delle famiglie che portano i loro rifiuti direttamente in discarica.
Twitter @DanieleBovi
