L'assessore Severini (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

«Una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor». Non era mattina perché era il pomeriggio di giovedì e, soprattutto, non era l’invasor bensì il nuovo assessore alla Cultura del Comune di Perugia Teresa Severini che, accompagnata da alcuni membri dello staff dell’assessorato, ha fatto una visita a palazzo della Penna della quale molto si sta discutendo in queste ore. Il caso nasce venerdì mattina quando la cronaca umbra de Il Messaggero riporta, in un breve articolo, le perplessità dell’assessore a proposito del canto partigiano «Bella ciao», che si può ascoltare in una delle sale di «R-Esistenze», la mostra curata dall’Istituto umbro di storia contemporanea visitabile da venerdì a palazzo della Penna.

La visita Una mostra allestita in occasione dei 70 anni dalla liberazione dell’Umbria dal nazifascismo e che racconta, come recita appunto il titolo, tutte le forme di resistenza, da quelle dei militari passando per partigiani di ogni estrazione politica. L’allestimento si snoda, tra video, audio, foto e documenti, in cinque sale in ognuna delle quali si possono ascoltare cinque brani: si va dalla dichiarazione di guerra a «Faccetta Nera», da «Lili Marleene» di Marlene Dietrich ai canti militari tedeschi. Insomma, per ogni anno sono stati scelti dei brani che i curatori hanno giudicato rappresentativi. Secondo quanto ricostruito da Umbria24 (che nel corso della giornata ha provato, senza successo, a contattare più volte Severini) oggetto della visita dell’assessore era vedere, con un po’ di anticipo, la sezione della mostra dove si parla del padre, membro del Partito d’azione.

LA POLEMICA SUI PALCHI CHE «OFFENDONO PIAZZA IV NOVEMBRE»

La polemica Nel corso della visita, raccontano i bene informati a palazzo della Penna, il sopracciglio dell’assessore si è alzato una volta udito il noto canto partigiano che, come fanno notare, tra l’altro affonda le proprie radici in un terreno che ha un basso livello di politicizzazione. Per dire, non è «Bandiera rossa». Richieste esplicite e dirette volte a far rimuovere la canzone dalla mostra non sarebbero arrivate ma il senso di alcune più felpate pressioni sarebbe stato questo. Una richiesta respinta al mittente dato che venerdì pomeriggio «il fiore del partigiano» era al suo posto. A palazzo dei Priori la questione ha fatto un certo rumore tanto che nel corso dell’inaugurazione, alla quale Severini non era presente, il presidente del consiglio comunale Leonardo Varasano è parso quasi correggere il tiro spiegando come la mostra sia «equilibrata». «L’amministrazione – ha aggiunto – ha sposato la mostra e i suoi obiettivi».

Varasano corregge Varasano ha poi specificato che le polemiche sono probabilmente derivate dalla «complessità del tema, su cui si sono addensati per anni conflitti di parte ed un’eccessiva animosità. Tutto questo – ha detto -, oggi va lasciato alle spalle, così come ogni forma di estremismo. Parliamo di un tema complesso, che ha fatto registrare pagine di eroismo, pagine buie, come quella dell’eccidio del Porzùs, oggetto tempo fa di un intervento da parte del presidente della Repubblica Napolitano, ed altre pagine controverse. La mostra, in questo momento, restituisce all’attenzione fatti importanti, ma sempre nella loro assoluta complessità. In primo piano, dunque, si vogliono mettere i fatti e non le interpretazioni di essi».

Twitter @DanieleBovi

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.