di Daniele Bovi
Accanto alla biglietteria dell’ex cinema Lilli di Perugia ci sono scatole di pellicole fotografiche risalenti al 2005, anno in cui Massimo Monni era in consiglio comunale a Perugia e in cui molti di quelli che, sabato, hanno assistito alla presentazione della sua candidatura a sindaco, erano protagonisti della vita politica cittadina e regionale. L’ex forzista e pidiellino con un’anima socialista però più che al passato è interessato al futuro, e di sicuro passione e intelligenza politica non gli mancano.
Due o tre liste Della candidatura si discute in città ormai da mesi ma il sipario è stato alzato solo sabato e il copione del film è di quelli ambiziosi: «L’obiettivo minimo – spiega Monni ai giornalisti – è il ballottaggio, sono convinto che ce la faremo». A sostenere la corsa di Monni almeno due liste «e vedremo se ci sarà la possibilità di farne una terza». Una sarà «prettamente civica» mentre una seconda, della quale si sta occupando l’ex consigliera regionale Carla Casciari, «sarà più politica, riformista e popolare».
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Perugia merita Tenere la conferenza stampa nell’ex cinema, di proprietà di una famiglia perugina, rappresenta «una scelta simbolica. È un contenitore culturale vuoto da molti anni e alle porte dell’acropoli che il Comune, con i mezzi che ha, dovrebbe rilanciare insieme ai proprietari». Lo slogan scelto da Monni è «Perugia merita»: «La mia – sottolinea – è una candidatura rivolta a tutti i cittadini che pensano che Perugia sia ferma e che non merita questo degrado e questo declino. Mi ha spinto la voglia di rilanciare la città». Parole che contengono già un giudizio sul decennio di Andrea Romizi, anche se Monni non sceglie la strada della contrapposizione: «Nella campagna elettorale cercherò di costruire, non di fare polemiche». L’unica frecciata è per la giunta regionale e per il dossier sanità: «Qui a Perugia – ha sottolineato – Palazzo Donini ha grosse responsabilità».
DOMENICA L’ESORDIO DEL CAMPO LARGO UMBRO
Terzo polo Il progetto politico si colloca in un «terzo polo moderato, riformista e popolare ma noi – assicura Monni – siamo interessati alla gente stanca delle liturgie dei partiti». Un po’ il campo in cui prova a pescare anche Giacomo Leonelli, candidato sindaco di Azione, +Europa e Socialisti per Perugia. E proprio pezzi di Azione (vedi Donatella Porzi) erano presenti al Lilli a testimonianza di un quadro che, specialmente da queste parti, è frammentato.
Chi c’era La platea è politicamente trasversale: al Lilli c’erano l’ex assessore Ilio Liberati, mariniani doc come Antonio Bartolini, Porzi e Casciari (proprio l’ex presidente della Regione viene data tra le ispiratrici dell’operazione), Walter Orlandi, Nicola Mariuccini, ex consiglieri comunali come Piero Sorcini, l’ex senatore Franco Asciutti, Walter Novellino, imprenditori come Antonello Sotgia, ex dirigenti di Comune e Regione come Dante De Paolis e Lucio Caporizzi e così via. «Con me – commenta il candidato – ci sono pezzi di sinistra ma anche di destra, e in generale mi interessa chi condivide il progetto».
Percorso e programma Monni ha cominciato a immaginare il percorso in primavera quando «in tanti mi hanno chiesto di tornare in pista e per farlo serve gente con esperienza. Ho pensato che fosse giusto metterci la faccia». Nel suo intervento l’ex consigliere ha parlato di una Perugia che deve ritrovare il suo ruolo di capoluogo di regione, dalla molti giovani «sono costretti a emigrare». Il programma, «aperto e che sarà condiviso in una serie di incontri con la città, gli ordini e le categorie», sarà basato su «sei o sette punti fondamentali, che spiegheremo come realizzare». Tra questi anche l’idea di garantire tutti i mezzi pubblici in modo gratuito: «Si potrebbe pensare a una bufala – dice – ma altre città come Genova o Bologna ci stanno lavorando». «Possiamo fare un risultato clamoroso». Il film di Monni è appena iniziato.





