di Daniele Bovi
Lavori «di somma urgenza» per la sistemazione di alcune fogne in una manciata di vie della città, un passaggio tecnico sul fondo di riserva e poco più. Si riunirà per la prima volta mercoledì alle 16 la nuova giunta comunale di Perugia guidata dal sindaco Andrea Romizi. Un ordine del giorno scarno e, almeno sulla carta, nessun provvedimento ‘ad effetto’ per una seduta che servirà soprattutto a fare un primo vero giro di opinioni, di idee da mettere sul tavolo, obiettivi e priorità immediati. Molti degli assessori ancora non hanno neppure preso possesso dei loro uffici ma nel suo primo discorso da sindaco fatto in consiglio comunale Romizi è stato chiaro: «Il momento è difficile e servono subito interventi straordinari». Neppure il tempo di indossare la fascia però e già la sua giunta è finita nel mirino delle opposizioni, dal Pd al Psi passando per il Movimento 5 Stelle.
LA PRIMA SEDUTA DEL CONSIGLIO
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Il caso Cicchi In particolare le ‘attenzioni’ si sono concentrate su Edi Cicchi, donna vicina alla curia perugina, neo-assessore al Welfare e presidente della cooperativa ‘Nuova dimensione’ e del consorzio ‘Auriga’, realtà che con il Comune lavorano. Due ruoli, quello di assessore e di presidente, che per molti non sono compatibili. E così nel pomeriggio di martedì Cicchi prende carta e penna per spiegare che «in merito al presunto conflitto di interessi sollevato strumentalmente nei miei confronti, confermo di aver avviato le procedure per le mie dimissioni dalla presidenza della cooperativa, dal Consorzio e dal ruolo di dirigente di Confcooperative Umbria e da tutti gli altri incarichi dirigenziali appena ricevuto l’incarico di assessore».
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PRESIDENTE DEL CONSIGLIO, PRIMA FUMATA NERA
Nessuna incompatibilità Questo, sostiene, «pur non sussistendo alcuna incompatibilità in base alla legge. Per averne conferma – continua – sarebbe bastato consultare il Testo unico degli enti locali, secondo il quale le incompatibilità richiamate non si applicano ai soci delle cooperative e dei consorzi di cooperative proprio perché esse non sono aziende a proprietà individuale, ma un bene ed una risorsa per l’intera comunità». Oltre che formale però il problema che Pd, Psi e M5S hanno posto è anche politico: può chi ha ricoperto fino a poche ore prima questi incarichi essere nominato assessore al Welfare? «Gli ideali ai quali mi sono ispirata in oltre trent’anni di impegno – conclude Cicchi – si fondano sulla centralità della persona e sulla volontà di perseguire gli interessi generali con spirito di responsabilità e servizio. Con gli stessi ideali lavorerò in questi cinque anni per la nostra città».
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Fioroni smentisce Nel ciclone poi è finito anche Michele Fioroni, assessore allo Sviluppo economico, docente di Marketing all’Università di Perugia e cugino dell’ex senatrice Pd Anna Rita Fioroni. Una nomina che lunedì mattina ha mandato di traverso la colazione a larga parte del partito, che dietro l’assessore vede l’ombra dell’ex senatrice. Senatrice che smentisce quanto apparso su alcuni quotidiani, ovvero che l’assessore sia stato negli scorsi mesi il coordinatore della sua campagna elettorale per le primarie perse contro Wladimiro Boccali. Anche lei poi parla di «evidenti tentativi di strumentalizzazione». «Il rapporto di parentela che lega Michele Fioroni ad Anna Rita Fioroni – conclude – non ha nulla a che vedere con l’esperienza politica recentemente svolta attraverso le primarie. I due piani, pubblico e privato, devono restare rigorosamente separati».
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