di Danilo Nardoni
Nel 2022 l’attività della Provincia di Perugia ha riguardato soprattutto la riqualificazione dell’edilizia scolastica, con 140 milioni di euro di interventi derivanti in larghissima parte dal programma di ricostruzione varato dal commissario Legnini sia per le zone del cratere del sisma sia per quelle fuori, mentre il 2023 sarà «l’anno delle strade». Ma a rendere difficili i bilanci in questa materia, resta «ancora non risolta» la questione con la Regione relativamente alle risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade regionali e provinciali. Questo il quadro illustrato dalla presidente Stefania Proietti, affiancata dai consiglieri delegati, relativamente al resoconto dell’attività svolta nel 2022 e alle prospettive per l’anno in corso.
Strade Durante la conferenza stampa di fine anno, che si è tenuta martedì, l’amministrazione provinciale ha quindi rendicontato «come sono state spese le troppo poche risorse per un ente che ha tante responsabilità». In merito al tema delle strade, la presidente Proietti ha ricordato che dal conteggio delle funzioni delegate dalla Regione «mancano 29 milioni di euro». «I quasi tremila chilometri di nostre strade sono in larghissima parte regionali e non hanno ancora trovato quel finanziamento doveroso per legge» ha sottolineato Proietti. «Dopo verifiche amministrative complicate e nell’ottica di avere buoni rapporti istituzionali – ha aggiunto – avevamo proposto di chiudere il pregresso 2016-2021 con, permettetemi di dire, solo dieci milioni. La lunga interlocuzione non ha trovato ancora esito, pregiudicando anche il bilancio previsionale 2023. Questo ci dispiace molto perché con la Regione siamo stati sempre propositivi». Le strade però, per la presidente Proietti, «non possono più aspettare». Anzi, oltre a chiudere con il passato, per andare avanti «occorrerebbero cinque milioni di euro all’anno per la sola manutenzione di quelle regionali».
Il bilancio Relativamente al bilancio, nonostante l’Ente sia in difficoltà, la Provincia «ha saputo garantire stabilità finanziaria», è stato detto. Le criticità, come ricordato, hanno riguardato sia le voci di entrata (con una contrazione di tre milioni di euro) che di uscita (per il «consistente» aumento dei costi energetici). «Siamo riusciti ad assumere comunque 27 figure professionali che compensano solo in parte i pensionamenti – ha spiegato Proietti – ma potevamo assumerne 54 se fossero state finanziate le funzioni delegate dalla Regione». Oltre che sull’edilizia scolastica, con l’attività di programmazione e progettazione «per dare ai nostri ragazzi scuole più sicure, più belle, più funzionali ed energeticamente più efficienti», i rappresentanti dell’Amministrazione provinciale hanno poi ricordato gli «impegni incessanti» anche su tutti gli altri fronti: dagli interventi straordinari legati al Pnrr alle attività di stazione appaltante per i Comuni, fino a quelle relative al Lago Trasimeno e all’ambiente, verso le quali l’ente vuole caratterizzare sempre più la sua polizia provinciale.
Regione: «Proietti ha cambiato idea» Sulla questione delle strade, martedì sera, è intervenuta con una nota la giunta regionale: «Stupiscono e rammaricano le parole della presidente Proietti, che non danno atto della reale situazione in essere e contengono una serie di inesattezze con una continua volontà polemica inappropriata rispetto a corretti rapporti istituzionali». Palazzo Donini sostiene di aver avviator, dopo molti anni, un percorso virtuoso relativo alla ricognizione delle partite pendenti tra Regione e Provincia di Perugia e di Terni con la volontà di giungere a una definizione ragionevole delle partite pregresse erediate dalle precedenti amministrazioni e che risalgono a oltre cinque anni fa. Nel luglio dello scorso anno – è la posizione della giunta regionale guidata da Donatella Tesei – abbiamo raggiunto un accordo, che è stato firmato dalla Regione e inviato alla Provincia per la firma, ma ad oggi nulla abbiamo ricevuto, se non controproposte che non rispecchiavano quanto concordato in quella occasione». Da Palazzo Donini, dunque, si dice che «la presidente Proietti ha cambiato idea» e su questa retromarcia viene espressa «forte perplessità».
Notai e gentildonne In quel verbale si fa riferimento proprio alle posizioni creditorie della Provincia, cui la Regione riconosce quanto dovuto. Non si tratta, quindi, di un atteggiamento negativo della Regione, bensì di semplicistiche ricostruzioni da parte della Provincia, che non danno conto di una situazione ben più complicata di quanto erroneamente denunciato dalla presidente Proietti con la quale in futuro sarà evidentemente necessario fare incontro solo alla presenza di un notaio vista la volatilità delle sue affermazioni. La Regione – è scritto ancora nella nota – è disponibile domani mattina a un incontro di pochi minuti in cui viene firmato il verbale che sanciva un accordo avvenuto sulla parola di gentiluomini e gentildonne per chiudere tutto il passato da noi ereditato dalla parte politica di cui fa parte la Proietti. Per quanto riguarda poi le partite correnti rimaniamo disponibili ad affrontare entro la prossima settimana in un apposito incontro gli aspetti tecnici con la serenità e la serietà che la materia impone. Non si comprende a quali logiche risponda alimentare queste continue polemiche – conclude la nota di Palazzo Donini – quando il buon governo si alimenta con la volontà di chiudere quanto prima vicende del passato su cui la Giunta precedente si era comportata nei confronti della Provincia in modo ben diverso dalla limpidezza della nostra insediata tre anni fa”.
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