di Daniele Bovi e Antioco Fois
Prosegue con il candidato di Scelta civica Adriana Galgano la serie di interviste ai sei candidati sindaco di Perugia che Umbria24 pubblicherà fino a domenica. Undici domande identiche per tutti su alcuni dei temi più rilevanti che riguardano il territorio perugino. In fondo alla pagina i link alle altre interviste.
Ritiene possano esserci margini per tagliare tasse e tariffe? Se sì, in quale misura?
«Sì, riteniamo che si possano tagliare gli sprechi del 10% e le tasse di conseguenza. Il nostro obiettivo da raggiungere è di non caricare sui contribuenti l’addizionale Irpef».
La sicurezza, anche quella percepita, è uno dei problemi più sentiti dai cittadini: coi mezzi che avrà a disposizione come sindaco, cosa intende concretamente fare?
«Per la sicurezza occorre la certezza e la rapidità di esecuzione della pena. Questo significa migliorare i tempi della giustizia. Al tribunale di Torino, dove questo è stato fatto, hanno tempi quasi tedeschi. Lo possiamo fare anche a Perugia. Indiremo una ‘conferenza della giustizia’ con tutti gli attori interessati per stabilire strategie e strumenti per raggiungere questo importante obiettivo. E poi tolleranza zero nei confronti della microcriminalità che genera incertezza e che danneggia la reputazione della città. Nel nostro programma pensiamo anche ad una riorganizzazione della polizia municipale con unità di contrasto del microcrimine, come è stato fatto a Milano. E poi ancora contrasto della violenza contro le donne e parcheggi rosa vicine alle uscite dei locali pubblici e aperti al pubblici, riservati alle donne».
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Perugia è uno dei comuni più grandi d’Italia e spesso ci si concentra solo sul centro storico: cosa intende fare per le frazioni? Come aumentare il livello di partecipazione della cittadinanza?
«Nei primi 100 giorni punto alla creazione della Consulta per la sicurezza e lo sviluppo delle frazioni, poi modificheremo lo statuto della città di Perugia per favorire la partecipazione dei cittadini e adotteremo la Carta dello spazio pubblico».
Le due Università sono tra i più importanti ‘motori’ cittadini e stanno accusando un calo degli iscritti: cosa, concretamente, può fare il Comune per offrire servizi migliori agli studenti?
«Può dare loro concrete occasioni per fermarsi a lavorare nella nostra città dopo la laurea e partecipare, con la loro cultura ed intelligenza, alla formazione della ricchezza locale. Nello specifico, per fare questo i fondi europei rappresentano una grande opportunità perché sono previsti 80 miliardi per la ricerca. Sarà, quindi, più facile, per le nostre due Università, collegarsi al network europeo ed internazionale delle Università, collaborando a progetti comuni anche con le aziende. Fattore, questo, di notevole richiamo per studenti, ricercatori ed operatori che potranno, così, realizzare più facilmente quel tanto auspicato collegamento tra formazione, impresa, ricerca. Ci impegneremo per invertire il calo delle iscrizioni: c’erano 35 mila studenti nel 2004, 27 mila nel 2004, 20 mila oggi».
Qual è il suo progetto per il Mercato coperto e per gli altri spazi pubblici vuoti che ci sono in città?
«Intendiamo crearvi un mercato della tradizione agro-alimentare umbra, che favorisca la filiera corta, con scuole di cucina, di sommelier, di alimentazione sana e benessere, libreria e cineteca dedicata al cibo e alla sua preparazione. Poi vogliamo ripristinare il teatro da dare in gestione a giovani compagnie teatrali».
L’orario di apertura e chiusura della Ztl lo giudica funzionale alle esigenze della città? Se no, come lo cambierebbe?
«Pensiamo che si debba sperimentare per 3 mesi l’abolizione della Ztl e quindi verificarne i risultati».
Il costo di parcheggi e strisce blu viene percepito come troppo elevato. Posto che il Comune non è più tra i soci di Sipa e che quindi occorre una trattativa con la società, concretamente come pensa di intervenire?
«Pensiamo di intervenire subito con offerte di giornate gratuite del parcheggio di Piazza Partigiani dal 1 novembre al 30 marzo, periodo di bassa stagione, grazie al sostegno sponsor privati e lo stesso pensiamo di fare con il minimetrò».
Probabilmente entro l’estate i soci pubblici di Umbria mobilità (compreso il Comune), venderanno l’ultimo 30% di azioni a Busitalia. Per quanto riguarda quindi i trasporti cittadini, dal centro alle periferie fino alle frazioni, quali sono i 4-5 provvedimenti da adottare? La seconda linea del minimetrò sarebbe utile alla città?
«Prima di tutto bisogna creare un treno metropolitano che sfrutti la rete ferroviaria esistente in città. Poi autobus più piccoli, elettrici e più frequenti, potenziamento del trasporto locale notturno, blocco della costruzione della seconda tratta del minimetrò a Monteluce. Qualunque decisione sul minimetrò deve avvenire all’interno di un riesame globale urbanistico e di riordino della mobilità».
Come intende intervenire sul funzionamento della macchina burocratica comunale?
«Innanzitutto riorganizzazione amministrativa in base ai principi di efficacia, efficienza e trasparenza. Dematerializzazione dei documenti cartacei e utilizzo di strumenti per la gestione on-line della protocollazione dei documenti, il tracciamento delle pratiche e la comunicazione con i dipendenti comunali. Infine formazione del personale interno per aggiornarne le competenze e l’utilizzo delle nuove tecnologie e per ridurre le consulenze».
Quali sono i provvedimenti concreti per rendere Perugia, nella sua interezza, uno spazio più ‘accogliente’ per le imprese e per favorire lo sviluppo economico? Come aiutare il commercio che vive un periodo di crisi a causa della contrazione dei consumi?
«I provvedimenti sono impulso e sostegno all’utilizzo dei fondi europei per la ricerca e la cultura, per la collaborazione tra Università, aziende, banche per la creazione di aziende nei settori innovativi e il recupero della tradizione artigiana, per la reindustrializzazione, per le attività artistiche, per la rigenerazione edilizia, per l’ambiente e per l’innovazione. Poi pensiamo a un sostegno del Comune per l’accesso al credito delle imprese attraverso l’abbattimento dei tassi di interesse, l’avvio di una convenzione fra privati e soggetti economici per la creazione di una organizzazione non-profit dedicata alla concessione di microcredito in favore delle start-up che intendano accedere agli immobili comunali. Importante sarà anche la ricerca e l’attrazione di investimenti da parte di aziende nel settore della conoscenza e della cultura. E poi riqualificazione aree commerciali, artigianali e industriali, mentre per il commercio abbiamo azioni specifiche per incrementare il flusso dei turisti e per far tornare gli studenti».
Quali sono i centri di spesa dai quali si possono tagliare risorse e, eventualmente, come investirle a favore della cittadinanza? Quanto costano gli interventi proposti nel vostro programma elettorale e come pensate di finanziarli?
«Per esempio, uno è la segreteria generale del Comune che costa alla collettività la cifra astronomica di 1,7 milioni di euro. I nostri interventi costeranno un importo pari alla spesa che attualmente sostiene il Comune meno il 10%. Ulteriori risorse saranno individuate tramite i fondi europei».
L’INTERVISTA AD ANDREA ROMIZI
L’INTERVISTA A WLADIMIRO BOCCALI
L’INTERVISTA A CRISTINA ROSETTI

Bla Bla Bla…dopo il 25,tutto come prima,anzi peggio!!