Corrado Zaganelli

di Ivano Porfiri

«Mi ritiro definitivamente dalla competizione elettorale perché mi sono accorto che non c’erano le premesse per vincere questa battaglia, il fronte non era compatto. Vinca il migliore». Al termine di una giornata lunghissima e a soli tre giorni dalla sua presentazione ufficiale alla stampa, l’avvocato Corrado Zaganelli spiega a Umbria24 perché ha gettato la spugna. Non sarà, quindi, lui a guidare la coalizione di centrodestra alle prossime amministrative.

Avvocato, sono vere le voci su un suo ritiro dalla corsa elettorale?

«Confermo tutto: mi ritiro, d’altronde avete già scritto tutto, è corretto».

Cosa le ha fatto prendere questa decisione?

«In politica le linee di frattura sono fisiologiche, lo sono nei partiti, figuriamoci all’interno delle coalizioni. Io non ho recriminazioni nei confronti di nessuno: ringrazio tutti quelli che hanno creduto nella mia candidatura, ma mi sono accorto che la convergenza era più sul piano formale che su quello pratico».

Non credevano, cioè, in lei?

«Non direi questo, io li ringrazio per aver pensato che io potessi essere un buon candidato non per una piccola battaglia, ma per una battaglia campale come la conquista del capoluogo di regione. Anche oggi c’è stato un viavai di persone che mi hanno pregato di ripensarci, ma mi sono accorto che, di fronte alla rilevanza strategica dell’obiettivo, occorreva una macchina da guerra sul modello dell’Armata turca, che sotto la stessa insegna, è riuscita a tenere il mondo cristiano sotto scacco per secoli e secoli».

Invece, il fronte era tutt’altro che compatto.

«Diciamo che la macchina si è profilata in modo un po’ diverso».

Di certo ha pesato l’annuncio di una lista centrista guidata da Numerini.

«Quella è stata la goccia, il dessert alla fine del pasto. Io non conosco Numerini, che mi dicono sia un’ottima persona, ma so che la lista è a vocazione cattolica, vicina ad ambienti curiali, realtà molto potente di cui non si può fare a meno se si vuole vincere. Ma non è stato il motivo principale per la rinuncia».

E quale è stato questo motivo?

«Ho avuto la sensazione che il centrodestra non fosse abbastanza compatto dietro di me e la nascita di un soggetto di centro è stata semmai la dimostrazione di questo, un soggetto che avrebbe pescato nello stesso ambito: gli spazi sarebbero stati occupabili e occupati. Non ci sarebbe stata, per dirla breve, la possibilità di correre per vincere. Non mi faccia dire di più».

Esclude la possibilità di presentare lo stesso la sua lista civica a sostegno di un altro candidato?

«Assolutamente. Io sono fuori dalla competizione, è caduto tutto. Mi auguro solo, e lo auguro a tutti, che vinca il migliore. Mi auguro il meglio per Perugia».

Gli scenari La caduta della candidatura di Zaganelli ha fatto riprendere febbrili i contatti nel centrodestra, alla ricerca urgentissima di un altro candidato. L’identikit è una persona che ricompatti il fronte, possibilmente assorbendo anche coloro che pensano alla lista Numerini. Si parla di un altro avvocato, Daniele Porena. Ma anche dello stesso Numerini, dietro cui convergerebbero i partiti in prima battuta schierati con Zaganelli. La vera battaglia è, comunque, all’interno di Forza Italia in cui una parte è sempre più critica nei confronti della commissaria Catia Polidori. Con un ruolo importante giocato nelle ultime ore da Pietro Laffranco.

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