Anrea Romizi (foto Umbria24)

di Daniele Bovi

Dopo Corrado Zaganelli il centrodestra perugino nel giro di due settimane presenta il suo secondo candidato sindaco, stavolta quello che correrà davvero e che subito precisa: «Non sono la seconda scelta e neppure il salvatore della patria». Rispetto a due settimane fa la differenza è plastica: lunedì mattina nella biblioteca dell’ostello della gioventù di via Bontempi al fianco di Andrea Romizi c’è tutto il centrodestra mentre a fine marzo Zaganelli, anche per volontà sua, non aveva voluto nessun politico intorno. Cinque le liste che sosterranno la corsa del 35enne avvocato: quelle dei tre partiti principali del centrodestra (Forza Italia, Ncd e Fd’I) più due civiche, ovvero ‘Perugia domani’ che fa riferimento a Fare per fermare il declino (rappresentata dall’avvocato Federico Mazzi) e ‘Progetto Perugia’ di Otello Numerini, il consigliere comunale Udc che in un primo momento, proprio in reazione alla candidatura Zaganelli, aveva deciso di provarci in prima persona.

FOTOGALLERY – LA PRESENTAZIONE

Chi c’era In sala ci sono alcuni consiglieri comunali di Forza Italia come Leonardo Varasano, Armando Fronduti e Rocco Valentino (non c’è Renzo Baldoni, assai poco convinto dall’opzione Romizi), c’è Pietro Laffranco così come il coordinatore Massimo Perari, c’è Emanuele Scarponi del Ncd, Emanuele Prisco di Fd’I insieme a Marco Squarta, Teresa Bellezza e l’avvocato Francesco Calabrese, vicino alla lista Numerini e che sarà una mano nella stesura del programma. «Abbiamo scelto questo luogo – dice Romizi – perché è carico di significati, perché simboleggia l’attaccamento alla storia antica così come la capacità di guardare all’esterno». La campagna elettorale non sarà un continuo puntare il dito contro l’amministrazione Boccali, «il cui fallimento – sostiene il candidato del centrodestra – è ormai un dato acquisito. Non ho intenzione di elencare tutte le malefatte e le scelleratezze che hanno ridotto questa città in condizioni critiche. Raccogliamo una Perugia più egoista, più povera, coi giovani che se ne vanno e coi negozi che chiudono non solo per la crisi, ma anche per il livello di tassazione locale. Ormai vivere qui è un privilegio».

Lo struzzo A Boccali Romizi imputa «l’atteggiamento dello struzzo, una rimozione delle problematiche reali» così come «l’arroganza del potere e la sottocultura dell’aiutino». Lo slogan scelto per la campagna gioca con la lettera erre: sopra una foto in bianco e nero di Romizi appare infatti la scritta «Perugia riparte, rinasce, rilancia». Al di là dello slogan a contare sarà il programma, sul quale il centrodestra sta ancora lavorando e che sarà presentato appena dopo Pasqua in una conferenza stampa con Alessandro Cattaneo, 35enne sindaco di Pavia «tra i più popolari in Italia» e che Romizi ha scelto per l’avvio della sua campagna. «Non faremo leva sul rancore – assicura – bensì chiederemo il consenso su un progetto molto ambizioso, che presenteremo con schede precise in cui si spiegherà analiticamente cosa vogliamo fare e con quale risorse». Economia, lavoro e riorganizzazione delle funzioni comunali saranno i punti principali, con quest’ultima che dovrà «liberare risorse per ridurre le tasse».

Il cruccio Il punto, anzi i punti deboli del centrodestra storicamente sono le zone più periferiche del Comune. Mentre nelle aree centrali e in alcuni quartieri cittadini tiene o riesce a vincere, nelle altre, spesso decisive, soffre: «Questo è uno dei miei crucci – dice infatti Romizi -. I candidati avranno un ruolo ma in questi giorni stiamo ragionando anche su altri strumenti, in grado di farci conoscere e di avvicinare le persone». Con Zaganelli Romizi assicura che il confronto è continuo e che potrebbe anche esserci la possibilità di una candidatura in lista dell’avvocato perugino. Il 25 maggio la sfida sarà anche fra le attuali opposizioni dell’amministrazione Boccali: con il consiglio comunale che passerà da 40 a 32 posti e un Movimento 5 Stelle che magari riesce a giocarsi il ballottaggio, i rischi che il centrodestra corre sono alti. A Cristina Rosetti, avvocato come lui ma schierata con il M5S, Romizi riconosce «una capacità di analisi non comune» ma al cittadino indeciso dice che «il M5S è debole sul fronte della proposta, dove noi possiamo dare di più».

Twitter @DanieleBovi

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