di Daniele Bovi
«Non c’erano spazi di manovra». A ribadirlo lunedì in consiglio comunale è stato l’assessore al Bilancio Cristina Bertinelli durante la seduta nel corso della quale sono state approvate le aliquote relative a Imu e Tasi. La maggioranza, pur con qualche distinguo e qualche mugugno, è stata compatta garantendo tutti i 21 voti a disposizione dopo un dibattito lungo e articolato. «Il gettito della Tasi – ha spiegato l’assessore – sarà di circa 15,5 milioni di euro», mentre secondo i calcoli dei tecnici comunali la rendita catastale media delle abitazioni del capoluogo ammonta a 520 euro. Una cifra che secondo Bertinelli sarà in grado di garantire detrazioni significative, delle quali dovrebbero godere 25 mila edifici per un totale di oltre due milioni di euro.
Mani legate «Rispetto al gettito dell’Imu – ha aggiunto – il risparmio sarà di circa 1,5-2 milioni di euro, quindi questa manovra non ci è sembrata negativa relativamente all’impatto complessivo». Come detto in più di un’occasione dal sindaco Andrea Romizi, la giunta prende per il futuro l’impegno «di migliorare questa manovra, cercheremo di fare il possibile mentre per il 2014 le esigenze di bilancio non ci hanno consentito altri spazi di manovra. Ricordo anche che al nostro arrivo abbiamo trovato un’anticipazione di cassa da ben 25 milioni di euro». Sulla polemica sollevata dalle opposizioni relativamente al fatto che gli immobili di pregio non pagheranno la Tasi e sulla richiesta di gravare su questi, invece che sulle prime case, l’ulteriore 0,8 per mille che nel 2014 finanzierà le detrazioni, Bertinelli ha messo sul tavolo numeri che parlano di una platea assai ridotta.
TARI: ECCO QUANTO PAGHERANNO CASE E ATTIVITA’ COMMERCIALI
Dibattito In tutto si parla di solo 141 edifici in tutto il territorio comunale: quelle che il catasto classifica alla voce «abitazioni di tipo signorile» (categoria A1) sono in tutto 22, 112 le ville di pregio (A8) e appena 7 i castelli o palazzi storici (A7). Numeri troppo piccoli per garantire detrazioni significative in caso venisse applicato a queste categorie lo 0,8 per mille che il governo ha concesso di applicare solo per il 2014 proprio con lo scopo di finanziare gli ‘sconti’. Nel corso del dibattito poi sono stati respinti tutti gli emendamenti del Pd, gli stessi presentati giorni fa in commissione, e del M5S che in questi giorni ha chiesto un’applicazione modulare della Tasi sull’esempio di quanto fatto a Terni. Dai banchi della maggioranza invece non è arrivato alcun emendamento, mentre De Vincenzi, eletto con Ncd e subito dopo il voto approdato al Misto, ha spiegato che il suo sì «è con riserva. In questa manovra non ci sono criteri di equità, 450 euro di rendita catastale massima per le detrazione è una cifra irrisoria. Senza dimenticare che gli inquilini non pagheranno una tassa che riguarda i servizi indivisibili».
