Romizi nel suo primo giorno da sindaco (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Nel primo giorno da sindaco di Andrea Romizi si mischiano gioia e preoccupazione, scene di festa ad altre decisamente meno allegre. Senza cravatta e con la ‘solita’ giacca blu il nuovo sindaco si presenta alle 11 sotto palazzo dei Priori dove ad attenderlo c’è un capannello di giornalisti, cittadini, turisti incuriositi e pure un autodefinitosi «profeta francescano» che, scalzo e con un saio, gli consegna un libro («Dalla terra di Assisi e di Francesco lo spirito di profezia», di Massimo Coppo). Un altro che gli hanno regalato poco prima invece lo tiene incartato, al riparo dai cronisti. Sull’uscio di palazzo dei Priori lo accoglie il segretario generale dell’ente Francesco Di Massa, che poi lo accompagna nel suo nuovo ufficio dove era entrato, con molti supporter del centrodestra, già nella notte di domenica. Un gesto per il quale poche ore dopo si è scusato: «L’euforia – dice uno degli eletti – era davvero tanta e solo dopo qualche ora ci siamo resi conto che non bisognava farlo».

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Proclamati Poche ore prima l’ufficio elettorale centrale ha depositato i verbali e proclamato sindaco e consiglieri con quelli vecchi, compresa la giunta, che decadono ufficialmente. Felicità e mestizia dentro palazzo dei Priori sono divise da pochi metri: a poca distanza dall’ufficio del sindaco infatti una squadra di operai trasporta via casse di carte che non servono più e vecchio materiale. La scrivania del sindaco, domenica notte piena di documenti, è stata liberata, sul tavolino di fronte c’è il piccolo vasetto con i Baci Perugina anche se qualcuno masticano amaro. Lo staff è tutto da costruire (al momento al suo posto c’è il solo dipendente assunto) e alcuni volti sono tirati, si applaude l’ingresso del nuovo sindaco ma si teme anche per il futuro. Nei corridoi si discute di quello del segretario generale Di Massa e del direttore generale Antonella Pedini, mentre i dipendenti in alcuni casi si affacciano guardinghi dagli uffici in attesa di capire le prime mosse del sindaco. Per molti invece, come gli assistenti dei gruppi consiliari, l’avventura finirà ufficialmente da lunedì. Insomma, c’è aria di spaesamento. Ora, così come vuole la legge, Romizi avrà 10 giorni di tempo per convocare il primo consiglio comunale della nuova consiliatura che dovrà poi riunirsi entro i dieci giorni successivi. Insomma, il fischio d’inizio scatterà al massimo entro il 2 luglio.

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Euforia breve  Poco dopo, entro l’estate, il matrimonio con la fidanzata. «L’euforia è durata molto poco, sentiamo tutti la grande responsabilità e la necessità di dare risposte a questa città. Entro da sindaco in questo Palazzo – ha detto Romizi – consapevole dell’onore di governare per i prossimi cinque anni la città, e nello stesso tempo delle difficoltà che mi aspettano. Ai perugini dico che ce la metterò tutta, che ascolterò le istanze che verranno dalla nostra comunità, che ho bisogno di tutti per interpretare al meglio speranze, attese, progetti. E per trovare soluzioni appropriate alla crescita della città». «È ora – ha aggiunto – che questa comunità ricominci a camminare e lo si deve fare tutti assieme nella stessa direzione. Abbiamo diverse riunioni in agenda, sia con la struttura interna del Comune, sia con le liste che mi hanno sostenuto e anche quelli con cui ci siamo apparentati stiamo cercando di non sbagliare un colpo e fare tutto per il meglio».

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Giunta «Nei primi 90 giorni – ha proseguito – ci sono alcune criticità che vanno affrontate in maniera più tempestiva, già abbiamo avuto dei contatti con il ministro Alfano. Andremo a risanare alcune aree in cui ci sono condizioni di criticità». Nomi sulla giunta Romizi non ne fa. L’unica cosa cerca è che la squadra sarà formata entro fine giugno. Lo schema che sembra però delinearsi, come raccontato da Umbria24 in mattinata, è quello di un esecutivo (otto assessori) per metà civico e per metà politico, con membri forse attinti dalla lista dei più votati, e dove il 40% dovrà essere obbligatoriamente donna. Un toto-nomi dove si segnala anche quello di Otello Numerini, della lista centrista ‘Progetto Perugia’ come vicesindaco. I risultati delle elezioni vengono commentati anche dalla curia perugina con una nota dove si esprimono «le felicitazioni a quanti sono stati eletti o rieletti».

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Gli auguri della curia Un «apprezzamento» c’è anche per quelli che, sia appartenenti a formazioni politiche che provenienti dalla «società civile», si sono presentati agli elettori, ricevendone in non pochi casi la fiducia per rendere un servizio alla comunità nelle sue esigenze sociali. Essi hanno incarnato un desiderio di rinnovamento che le urne hanno premiato, nonostante la diminuzione non trascurabile dei votanti». «La Politica deve tornare ad essere vissuta come “la più alta forma di carità”, secondo il dettato di Paolo VI. Essa infatti – conclude la nota -, come afferma Papa Francesco è “servire il bene comune”, e non è lecito ai cristiani “lavarsene le mani. Tutti noi dobbiamo dare qualcosa, tutti noi dobbiamo partecipare alla politica!”».

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Perugia, in Comune tra gioia, pacchi e facce tirate il primo giorno da sindaco di Romizi che a breve si sposerà”

  1. Dopo settanta anni un cambio di amministrazione era più che necessario.
    Questo Romizzi è veramente una persona per bene che può entusiasmare tutti i perugini seri ed obbiettivi.
    Su Boccali, sicuramente persona onesta, ma troppi errori e sopratutto poco ascolto del malessere socio economico e sopratutto tasse e servizi esageratamente alte a partire dalla n.u. e tassa vergognosa sui accessi carrabili.
    Sui circoli come dice giustamente Guasticchi troppa arretratezza e servilità al palazzo, guidati da persone in politica da più di trentanni.

    Romizzi comunque è il futuro merita sul piano personale grande fiducia, credo sia nato un nuovo politico che piace alla gente per i modi semplici, diretti ed innovativi sono molto ottomista

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