di Daniele Bovi
I prossimi due mesi saranno decisivi. Benché ufficialmente nessuno l’ha ancora pronunciata, negli uffici degli assessorati e a palazzo dei Priori la parola che fa più paura, «dissesto», sono settimane che circola. La giunta, oltre che nell’ultima seduta, ne ha parlato anche prima di Natale e a far paura sono, tra minori trasferimenti statali e nuovi tagli imposti dalla legge di stabilità 2015, i 18 milioni di euro in meno a disposizione rispetto al 2014. Sul banco degli imputati così la giunta mette le spese di palazzo dei Priori, con centri di spesa difficili da controllare (c’è chi li definisce «impazziti»), e la sforbiciata operata a livello nazionale che mette in difficoltà Perugia così come tanti altri comuni italiani. Il problema quindi è capire ora che succede e come intervenire.
Il quadro Mentre negli esercizi precedenti una mano importante è arrivata grazie ai fondi perequativi, stavolta il quadro è diverso. Gli sguardi e le speranze di palazzo dei Priori sono rivolti all’Anci, che proprio giovedì ha riunito il suo direttivo. Il primo punto su cui batteranno i sindaci è quello della riforma della fiscalità locale, in particolare Imu e Tasi, che includerà la local tax: «Il governo – ha detto il presidente dell’Anci Piero Fassino – ha deciso di farla partire nel 2016, confermando per il 2015 il regime fiscale 2014 che però prevedeva un fondo di 635 milioni a garanzia per tutti i Comuni dello stesso introito del 2013. La legge di stabilità, però, non ha previsto il rinnovo del fondo».
Spese Nelle prossime settimane bisognerà vedere cosa accadrà su questo fronte mentre l’altro versante sul quale intervenire sono le spese. Il dossier è nelle mani dell’assessore Francesco Calabrese, che ha guidato i lavori della commissione sulla revisione della spesa. Entro fine gennaio arriverà la relazione dove verrà indicato dove e come è possibile intervenire. Nel suo programma elettorale Romizi ha indicato come obiettivo una riduzione annuale della spesa pari a 20 milioni di euro; un target che la giunta potrebbe essere costretta a centrare prima di quanto preventivato. Romizi ufficialmente non parla, però è evidente che c’è la volontà sua e degli assessori di far sapere ai cittadini che la situazione è complicata e che c’è l’impegno di risistemare i conti.
Forza Italia In tutto questo il partito del sindaco, Forza Italia, vive giorni di tensione. Giovedì, dopo quanto successo lunedì in consiglio comunale, si è riunito il gruppo consiliare senza il capogruppo Piero Sorcini. In anticipo rispetto al primo febbraio (FI ha deciso che il ruolo sarà ricoperto a turno) l’ex consigliere provinciale ha scelto di mollare tanto che la lettera di dimissioni è già sulla scrivania del presidente del consiglio Leonardo Varasano. Oltre ad annunciare le dimissioni però l’ormai ex capogruppo ha chiesto un posto dentro la Quarta commissione. Sorcini sarà sostituito da Massimo Perari (vice Carlo Castori) ma la scelta non è stata fatta senza tensioni, dato che al posto ambiva un Armando Fronduti che, vista la soluzione, ha abbandonato la riunione. Quantomeno però Forza Italia non perde pezzi: Antonio Tracchegiani infatti, tentato dalle sirene leghiste, ha scelto di rimanere dentro FI; una decisione che ufficializzerà venerdì con una conferenza stampa.
Twitter @DanieleBovi

Ci sara’ anche il buco di bilancio ma intanto il Comune di Perugia approva spese superflue come l’App da 30.000 euro per telefonini per sapere gli orari di arrivo dell’autobus alle fermate. Fate passare gli autobus in orario piuttosto di spendere 30.000 euro. Gli orari sono gia’ scritti sulle locandine presso le fermate.
Chissa’ quante altre spese del genere vengono fatte..