Il segretario nazionale Messina tra Carla Casciari e Paolo Brutti

Ignazio Messina non si sente a disagio sulla sua seggiola di plastica circondato dalle bancarelle del mercato di Pian di Massiano. «Non mi vedrete facilmente chiuso in una sala – dice ai presenti il nuovo segretario dell’Italia dei Valori – il nostro partito ricomincia dalle piazze e dal guardare in faccia i cittadini». Un compito difficile per l’erede di Di Pietro, che cominciò la sua carriera da sindaco antimafia in Sicilia e oggi conduce un partito in difficoltà ma con un esercito di amministratori e consiglieri ancora in carica. «C’è la stragrande parte dell’Idv che non ha colpe nelle vicende del partito e che deve continuare a lavorare per il bene del Paese come ha sempre fatto», dice Messina, che provocatoriamente lancia la nuova campagna di raccolta firme Idv per abolire con una legge di iniziativa popolare qualsiasi forma di gioco d’azzardo (i bene informati ricorderanno che lo scandalo Maruccio fu proprio legato al gioco d’azzardo).

Basta gioco d’azzardo «Qualche purista della politica lo considera un argomento marginale: è per questo che l’Italia è vecchia, vecchissima». I numeri che sciorina Messina sono effettivamente allarmanti. Cento miliardi di giro d’affari per quello che costituisce la terza industria italiana come fatturato. Il gioco d’azzardo costituisce il 12 per cento della spesa familiare in Italia e il 4 per cento del Pil nazionale. Il governo, senza dirlo, fa capire che così lo Stato incassa. Neanche più i bottegai fanno questo genere di conti: gli studi più evoluti dimostrano cifre alla mano che, a fronte di pochi che guadagnano, tutto il ricavato se ne va in costi di welfare, con effetti depressivi sull’economia (chiusura di migliaia di piccole aziende) e calo verticale di prestazioni. Per non parlare degli 800 mila giocatori ufficialmente riconosciuti come ludopatici, una cifra che in realtà risulta assai maggiore se si pensa che i giocatori abituali sono 15 milioni.

Nuovo simbolo «Soldi che in buona parte finiscono alle mafie», ammonisce Messina, che entra nella parte più delicata del suo intervento. «Vi parlo da sindaco che ha avuto a che fare molto da vicino con la mafia. Non illudetevi se qui non si spara, se non si ammazza per strada come avviene al sud. Quando la mafia è entrata nel tessuto commerciale, e qui sento segnali preoccupanti, non c’è più niente da fare. Bisogna stringerci intorno alle aziende sane, proteggerle, tutelarle da qualsiasi contaminazione. Ve lo dico col cuore in mano, vigilate e non sottovalutate il problema». Nel corso della sua giornata perugina inoltre il nuovo segretario ha annunciato che il partito si presenterà alle prossime elezioni amministrative con un nuovo simbolo che verrà lanciato a settembre, in occasione della festa del partito che si terrà a Sansepolcro, appena oltre i confini dell’Umbria, il 14 e 15 settembre.

Chi c’era Al fianco di Messina c’erano il segretario regionale Idv Paolo Brutti, che il nuovo leader Idv ha voluto a capo delle politiche regionali del partito, Franco Granocchia, primo firmatario della mozione congressuale di Messina e la vicepresidente della Regione Carla Casciari. Hanno preso la parola i rappresentanti di diverse associazioni e comitati, da Terre Nostre, al Comitato il Molino, dalla Lav al Comitato No Tubo della Valnerina e non ultimo il sindacato Ugl, che non ha nascosto di apprezzare particolarmente le bordate di Brutti contro i vertici di Umbria Mobilità.

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