di Dan.Bo.
Il nuovo Piano regolatore, uno degli atti centrali per la vita di una città e in grado di smuovere grandi interessi politico-economici, occuperà un pezzo di questo finale di campagna elettorale perugina. Giorni fa l’assessora all’Urbanistica Margherita Scoccia, candidata del centrodestra, presentando il suo programma l’ha messo tra le priorità in caso di vittoria l’8 e 9 giugno. Un’idea che di sicuro non nasce ora dato che già a fine 2020 FdI ne aveva parlato presentando il nuovo direttivo.
Nuovo Prg Nei decenni passati dopo le elezioni la curiosità di cronisti e non solo era guardare a chi il sindaco avrebbe assegnato l’assessorato all’Urbanistica. Quasi un’investitura per il futuro anche per la possibilità che la delega permette di avere in termini di visione ampia della città e di tessitura di rapporti col mondo economico; rapporti le cui redini ora sono tenute, come logico, dall’amministrazione uscente. Sul tema della necessità di un nuovo Prg Scoccia è tornata nelle scorse ore: «Ne serve urgentemente uno che fino a questo momento – ha detto – non è stato possibile realizzare perché siamo stati molto impegnati a rimettere in sesto il bilancio comunale lasciato in rosso dalla sinistra con 35 milioni di debiti e poi nel gestire l’emergenza di una pandemia mondiale».
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Scoccia L’assessora ha ricordato che l’attuale Prg risale al 2002 quando «venne predisposto per una città molto diversa rispetto alla Perugia di oggi e di domani. Il nuovo maxi-progetto – dice – dovrà contenere regole più flessibili e senza consumo di suolo, per rispondere con prontezza ai cambiamenti e alle necessità dei cittadini e della città». Per realizzarlo Scoccia spiega che verranno coinvolti tutti e che sarà realizzato «in linea con i desideri della comunità». «Questo strumento – aggiunge – ci accompagnerà nello sviluppo sostenibile di una città sempre più contemporanea in termini di ambiente, economia, viabilità, strade, trasporti, consumo di suolo, piano casa, infrastrutture efficienti, verde, digitale, esaltazione del nostro patrimonio storico e culturale». Nel complesso un Piano che dovrà creare «un ambiente favorevole agli investimenti, alla creazione di posti di lavoro e quindi al benessere».
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Ferdinandi Sul tema qualche ora dopo a intervenire è anche Vittoria Ferdinandi, candidata del centrosinistra che ricorda in primis come la gestione del bilancio non abbia nulla a che fare «con la volontà o meno di proporre una variante generale al Piano regolatore. L’amministrazione comunale di Perugia – dice – ha avuto dieci anni per farlo, di cui cinque con l’assessora Scoccia delegata all’urbanistica. Desta quindi qualche sospetto che lo si annunci in campagna elettorale come uno dei primi adempimenti urgenti». Per Ferdinandi il nuovo documento dovrà tendere al consumo zero e in coerenza con la riduzione di tre milioni di metri cubi già prevista dal Piano del 2002: «La previsione abnorme da 300 mila abitanti – ricorda – risale al Prg degli anni ‘60 e gradualmente ridotta nel tempo».
Gli assi Per la candidata servirà una fase di partecipazione con forze economiche e cittadini, partendo dalla considerazione che «gli strumenti urbanistici vanno rivisitati, ed è nostra intenzione farlo in un ottica integrata che punti a favorire innanzitutto la rigenerazione il riuso del costruito in chiave di sostenibilità ambientale. Occorre pertanto ripensare profondamente la struttura urbanistica della città – continua – per dare ai cittadini condizioni di vita più confortevoli, occasioni di nuovi modi di socializzazione, servizi sociali più vicini alla loro vita quotidiana, condizioni di mobilità adeguate». Uno stop invece per Ferdinandi va posto alle scelte compiute negli ultimi anni, quando la giunta «ha promosso circa 50 varianti urbanistiche alcune delle quali con previsioni edificatorie anche in zone ambientalmente tutelate, come nell’area Pian di Massiano, nel corridoio ecologico della Genna e nel parco urbano campagna, nella zona di Vestricciano Ponte della Pietra».
