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La Forestale durante il sequestro a Borgogiglione

Parla dell’«attento esame degli impianti Gesenu» eseguito a maggio da Paola Muraro, conferma la «piena fiducia nell’operato della magistratura» ma scarica sulla precedente giunta di centrosinistra «gli ultimi sviluppi giudiziari» in cui «gran parte dei fatti sono avvenuti prima dell’insediamento dell’attuale amministrazione». In una nota il Comune di Perugia ricostruisce le tappe della ‘monnezza’ e l’impegno della Giunta.

L’interdittiva antimafia A novembre 2015 – è spiegato – Gesenu è stata «colpita da un provvedimento interdittivo antimafia legato ad alcuni appalti siciliani ad alcuni dipendenti e al socio privato. Pur consapevole dei tanti problemi della società e dei rischi connessi, per superare tale situazione, garantire il servizio e i livelli occupazionali, la Giunta Romizi ha lavorato per bonificare e rilanciare la società. E’ stato chiesto alla società di risolvere i problemi contestati con l’interdittiva, vale a dire di uscire dalle società siciliane, licenziare i dipendenti in odore di mafia e sostituire il socio privato Cerroni. Questo è stato fatto nei mesi passati, con molta fatica e difficoltà, e con l’uscita del socio privato al quale nel maggio scorso è subentrata una società del gruppo Paoletti». «L’amministrazione comunale – prosegue il comunicato – sia direttamente che tramite i propri rappresentanti in seno alla Gesenu ha lavorato anche per la sostituzione del direttore Sassaroli al quale, tuttavia, erano state rinnovate le deleghe dagli amministratori straordinari nominati a seguito dell’interdittiva antimafia».

Sassaroli avrebbe lasciato a fine anno Con una nota del 29 ottobre 2016 la Gesenu ha comunicato al prefetto che Sassaroli avrebbe cessato di svolgere le sue funzioni di direttore entro il prossimo 31 dicembre. «L’importante lavoro svolto ha trovato una conferma nella revoca dell’interdittiva del prefetto Cannizzaro dell’8 novembre scorso. Risolto il nodo dell’interdittiva sono, però, rimasti gli altri problemi della Gesenu che questa amministrazione ha ereditato da quelle precedenti e sui quali sta lavorando. Per primo – è scritto – quello della notevole sofferenza economico-finanziaria, derivante dalle commesse estere e siciliane, che impediva qualunque investimento e condizionava l’efficienza del servizio. Per rimediare a tale situazione è stato dato mandato ai rappresentati del Comune in seno al consiglio di amministrazione di Gesenu di recuperare le somme non riscosse, in particolare in Sicilia, e di attivarsi per predisporre un piano industriale in grado di rilanciare la società sul territorio regionale. Per la prima volta nell’ottobre 2014 – tre mesi dopo l’insediamento della Giunta Romizi – Gesenu ha approvato un piano industriale che poneva al centro l’ammodernamento degli impianti, l’efficientamento dei servizi e la riorganizzazione societaria. Si è posta, poi, la necessità di superare il sistema della raccolta differenziata nel centro storico che la gran parte dei cittadini riteneva carente sotto il profilo del decoro e dell’igiene. Il 14 febbraio 2016 è quindi partito, dopo numerosi incontri e assemblee pubbliche, il nuovo sistema di raccolta che ha consentito di migliorare il servizio, aumentare la raccolta differenziata dal 59% al 68%, diminuire il costo e garantire la tracciabilità del rifiuto. In forza del risultato positivo di questo modello si sta lavorando per cambiare il sistema della raccolta differenziata nel resto della città compatta al fine di superare la raccolta stradale dei rifiuti e introdurre la tariffazione puntuale».

Diminuzione della Tari «Altro punto sul quale l’amministrazione ha lavorato ha riguardato la riduzione della Tari, che, per la prima volta nella storia della città, è scesa per l’anno 2016, del 10% per le utenze domestiche e del 4% per le utenze non domestiche senza tagliare alcun servizio. Una percentuale di riduzione tra le più alte d’Italia. Un’altra novità è stata quella dell’indennità di disagio ambientale che per la prima volta è stata utilizzata per esentare o ridurre del 50% il pagamento della Tari per i cittadini residenti nelle zone vicine agli impianti».

L’intervento di Paola Muraro «E’ proprio sull’impiantistica che l’amministrazione comunale ha ripetutamente richiamato l’attenzione della GESENU. Infatti, se a novembre 2015 la società non fosse stata colpita dall’interdittiva antimafia, sarebbero partiti i lavori di revamping dell’impianto di Pietramelina e la ristrutturazione dell’impianto di selezione di Ponte Rio per un valore complessivo di investimenti di circa 18 milioni di euro. In mancanza dei lavori di ammodernamento degli impianti, tuttavia, vi sono stati diversi controlli che la Gesenu e gli amministratori straordinari hanno affidato a dei consulenti esterni, tra cui Paola Muraro, attuale assessore all’ambiente della Giunta comunale del Movimento 5 Stelle di Roma, la quale nel maggio scorso ha attentamente esaminato gli impianti dei rifiuti utilizzati da Gesenu. Sul fronte dei costi del servizio i rappresentanti del Comune in seno a Gesenu, fin dal mese di maggio 2015, avevano insistito affinché venisse nominato un consulente che potesse verificare la congruità dei costi del servizio inseriti nella Tari. A tal fine il consiglio di amministrazione aveva affidato l’incarico a Paola Muraro la quale, tuttavia, non ha mai prodotto la relazione richiesta inducendo i consiglieri di parte pubblica a richiederne la revoca».

Gli ultimi sviluppi giudiziari «Per quanto concerne gli ultimi sviluppi giudiziari, in gran parte legati a fatti avvenuti prima dell’insediamento di questa amministrazione – conclude il comunicato – si conferma la piena fiducia nell’operato della magistratura e, qualora i gravi fatti contestati dovessero essere accertati, l’amministrazione porrà in essere tutte le azioni necessarie per tutelare gli interessi dei cittadini di Perugia. Merita di essere ricordato che il tanto lavoro svolto su Gesenu, sui rifiuti e sull’ambiente, ha trovato un riconoscimento sia nella recente classifica del quotidiano ItaliaOggi nella quale Perugia è salita di ben dieci posizioni (da 39 a 29, con un risultato importante proprio sull’ambiente che vede la nostra città inserita nel gruppo delle migliori città d’Italia), sia in quella di Legambiente nella quale Perugia è passata dalla 25esima posizione alla 17esima».

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