di D.B.
Mette subito nel mirino la giunta comunale Diego Mencaroni, da poche ore nuovo capogruppo Pd in consiglio dopo che né Tommaso Bori né Leonardo Miccioni hanno raccolto il sì dell’intero gruppo. «Questa giunta all’apparenza molto civica – dice Mencaroni – ha al suo interno alcuni membri con palesi interessi personali in città e rappresentanti dei cosiddetti poteri forti». Di fronte a un quadro di questo tipo Mencaroni promette «un’opposizione vera, ferma e costruttiva perché in primis – scrive – sappiamo bene cosa significa governare per tutti, monitoreremo l’operato della giunta e saremo pronti a prendere tutte le iniziative possibili qualora in nome dell’interesse della collettività si penserà all’interesse di pochi».
Il presidente Mencaroni affronta poi un tema che dai banchi dall’opposizione è stato già trattato durante la prima seduta del consiglio, ovvero quello della scelta del presidente del consiglio. Nel centrodestra in pole, a meno di sorprese, sembra esserci il forzista Leonardo Varasano, anche se Mencaroni chiede che la scelta venga condivisa insieme all’opposizione: «Sappiamo di essere il primo partito cittadino – dice il capogruppo – e di rappresentare la maggioranza della popolazione, dunque ci farebbe piacere condividere, insieme alla maggioranza e alle altre opposizioni, la scelta del presidente del consiglio comunale. A tale proposito ci rendiamo disponibili a un incontro precedente al consiglio di lunedì prossimo per individuare, su proposta della maggioranza, un nome che possa rappresentare una scelta comune. Sarebbe un ottimo segnale per la città di Perugia».
Piccolo segnale Mencaroni poi ringrazia i consiglieri del Pd che l’hanno scelto all’unanimità, fattore che vede come «un primo piccolo, ma significativo segnale alla città di Perugia e al nostro elettorato: siamo e saremo – dice – un gruppo unito, abbiamo deciso di superare un vecchio schematismo che nasceva da una dialettica interna e che in alcuni casi portava a divisioni». Ognuno all’interno del gruppo «avrà un suo specifico incarico e seguirà le specifiche materie». In sostanza gli stessi concetti espressi dal segretario Pd Francesco Giacopetti, al quale lunedì l’assemblea ha chiesto di ritirare le dimissioni. Secondo Giacopetti la nomina di Mencaroni è «il primo passo verso la ricostruzione del Pd di Perugia» dopo una sconfitta «epocale e dolorosa».
Festa Pd Un’occasione per tentare di ripartire sarà quella della festa comunale che il partito ha deciso di organizzare a Ponte Valleceppi dal 25 luglio al 3 agosto. «Stiamo immaginando un nuovo Pd – dice il segretario – che faccia tesoro del radicamento e che si apra a nuovi strumenti e a una sempre crescente partecipazione. Lo facciamo con la collaborazione – preziosa in termini di contenuti e che non rappresenta, certo, una delega ma la volontà di fare insieme il bene della città – degli altri livelli del partito, regionale e provinciale, con i quali in questi giorni e in queste ore ci stiamo confrontando su quale strada percorrere».
La lettera Un’idea precisa su come dovrà essere il Pd cittadino ce l’hanno i 61 sottoscrittori della lettera, tutti membri del circolo di San Sisto, inviata a Giacopetti e al responsabile nazionale degli enti locali Stefano Bonaccini. Una lettera che parte dall’elenco degli errori commessi dal Pd, in primis il «progressivo allontanamento del partito dal proprio elettorato». «Coerentemente con i principi espressi dai rappresentanti dell’attuale segreteria nazionale – scrivono i 61 -, chiediamo dunque un intervento risoluto ed immediato da parte della segreteria comunale del Partito democratico di Perugia volto ad una riorganizzazione dei circoli territoriali».
Twitter @DanieleBovi

perchè nei 70 anni precedenti non ci sono stati “Palesi interessi personali e poteri forti”?