di Daniele Bovi
Sarà martedì alle 15.30 a palazzo dei Priori la prima riunione della commissione ad hoc che ha come obiettivo una complessiva revisione della spesa della macchina comunale. Istituita mercoledì nel corso della lunga seduta di giunta dove si è parlato anche di bilancio e di posizioni organizzative, è uno dei punti del programma elettorale di Romizi. Secondo il calendario contenuto nella delibera, un’altra seduta ci sarà ad agosto e poi altre 18 (ogni martedì) tra settembre, ottobre, novembre e dicembre. Della commissione faranno parte sindaco, assessori, capigruppo e di volta in volta potranno essere invitati, oltre a persone esterne all’ente, i «responsabili dei centri di spesa» così come i dipendenti comunali o le loro rappresentanze «che dovessero chiedere di essere sentiti per proporre idee e soluzioni utili a conseguire obiettivi di risparmio e migliore efficienza».
Relazione a gennaio Entro gennaio la commissione presenterà in un’apposita seduta del consiglio comunale la sua relazione, e poi a quel punto la palla passerà alla giunta che potrà, in base alle indicazioni fornite, mettere mano alla spesa. Nel programma elettorale del nuovo sindaco l’obbiettivo posto è ambizioso, ovvero il taglio in modo strutturale di 20 milioni di euro, quindi circa il 10% del totale delle spese. Obiettivo alla portata secondo altri che citano, così come riportato anche nella delibera che istituisce la commissione, i dati pubblicati qualche giorno fa da Open Civitas che parlano di Perugia come del Comune «con il più elevato scostamento in Italia tra il fabbisogno standard per abitante – è scritto nel documento di giunta -, calcolato in 734 euro e spese effettivamente sostenute in 1.057 euro per abitante». La percentuale quindi dal 10% potrebbe anche salire verso il 30%.
Spesa fuori misura Benché il metodo di calcolo usato da Open Civitas potrebbe essere «affinato», il dato «segnala – spiega ancora la delibera – un’attuale entità della spesa comunale del tutto fuori misura, con eccesso così stimato addirittura nel 30% della spesa corrente, a fronte di una qualità delle funzioni comunali che pure presentano, su più versanti, ampi margini di miglioramento». Singoli cittadini, imprenditori o associazioni potranno chiedere di essere ascoltati dalla commissione inviando una mail a partecipazione@comune.perugia.it. Sul bilancio intanto arriva l’attacco di Pd e Psi che parlano di «incapacità al potere». «Il sindaco Romizi e la sua squadra – scrivono il capogruppo del Pd Mencaroni e quello del Psi Arcudi – parlano di un ipotetico “buco di bilancio” che in realtà non è mai esistito. Frottole! Non c’è alcun buco di bilancio, forse serve soltanto a coprire e mascherare una palese incapacità amministrativa che a due mesi dalle elezioni non ha alcun tipo di scusanti e a non mantenere tutte le mirabolanti promesse fatte in campagna elettorale, utopiche ed evidentemente impossibili da realizzare nei fatti».
Incapacità al potere «Si cerca di mistificare la realtà – continuano – e di creare confusione facendo passare un normale anticipo di cassa, prassi abbastanza diffusa in tutte le pubbliche amministrazioni e perfettamente legittima, per un buco di bilancio. Peraltro, a meno di essere scesi da Marte, tutti i cittadini sono consapevoli delle difficoltà degli enti locali dovuti ai rilevantissimi tagli dei trasferimenti statali, alla riduzione delle entrate dell’imposta sulla casa, e degli oneri di urbanizzazione, tanto più ne’ dovrà essere consapevole chi svolge il ruolo di amministratore; a seguito di ciò, è del tutto naturale che ogni anno quando si predispone un bilancio di previsione c’è uno squilibrio preliminare tra entrate correnti e spesa corrente». Fumo negli occhi quindi secondo Mencaroni e Arcudi, dietro al quale si nasconderebbe la volontà di «tagliare i servizi al cittadino e la spesa sociale: riduzione degli orari delle biblioteche, tagli agli asili nido, interruzione della manutenzione al verde e degli edifici pubblici e ad aumentare notevolmente la tassazione locale».
Ikea e Decathlon Da Arcudi poi arriva un’altra richiesta alla giunta, stavolta in merito a due progetti come Ikea e Decathlon: «Sarebbe utile capire – dice – la posizione dell’amministrazione comunale sulle questioni di Decathon e Ikea, dal momento che ognuno che ne parla della maggioranza dice una cosa diversa. Giorni fa l’assessore Prisco ha incontrato gli assessori competenti di Torgiano e Deruta per rilanciare Ikea a San Martino in Campo, poi il consigliere regionale Valentino ha sottolineato l’importanza del progetto Decathlon, il tutto mentre il vice sindaco di questa amministrazione è Barelli che anche attraverso azioni legali ha contrastato in ogni modo tali progetti fino a candidarsi a sindaco per dare battaglia contro tali iniziative. L’assordante silenzio del vice sindaco dunque si può spiegare solo in due modi: o sta (come noi sospettiamo) in silenzio predisponendo nuove azioni legali per contrastare le proposte del suo assessore all’urbanistica e degli altri esponenti della sua maggioranza, oppure la poltrona che ricopre ha neutralizzato in poche ore anni di battaglie ambientaliste e di difesa del territorio. Speriamo presto di poter avere una risposta».
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